IIoT, strumento per potenziare il Manufaturing

Tags: IIoT, industria 4.0, IoT, tecnest

La possibilità tecnica di collegare a una Rete informatica degli oggetti anche semplici come lampadine, sensori, utensili, contenitori che, attraverso schemi di indirizzamento unico, sono in grado di interagire tra loro e cooperare con i processi produttivi per raggiungere uno scopo specifico, ha dato il via al concetto di Internet delle Cose o Internet of Things (IoT). 

Secondo la definizione formulata nella Strategic Research Agenda of the Cluster of European Research Projects on the Internet of Things, infatti,“l’IoT può essere definita come una infrastruttura di Rete globale e dinamica con capacità di autoconfigurazione sulla base di protocolli di comunicazione standard e interoperabili, dove gli oggetti fisici e virtuali hanno un’identità, attributi fisici, personalità virtuale e utilizzano interfacce intelligenti, oltre a essere perfettamente integrati nella rete info-telematica” (CERP-IoT, 2009).

Si tratta di un concetto di cui, da qualche anno, si sente molto parlare in relazione al tema dell’Industria4.0 e della quarta rivoluzione industriale. In realtà – nonostante quello che si potrebbe pensare – il concetto di IoT ha origine quasi 20 anni fa: il termine è infatti stato coniato nel 1999 da Kevin Ashton, ricercatore del MIT di Boston, con l’obiettivo di indicare una rete di sensori wireless che automatizzava la raccolta delle informazioni.

Uno degli ambiti in cui c’è maggiore discussione in merito all’applicazione di tecnologie IoT è sicuramente quello dei processi di fabbrica, conosciuto con il termine di Industrial Internet of Things (IIoT) e considerato uno degli elementi fondanti della quarta rivoluzione industriale che, assieme alle altre tecnologie dell’Industria 4.0,trasformerà il modo di pensare gli stabilimenti produttivi, i processi e le relazioni all’interno di tutta la Supply chain, portando alla realizzazione di veri e propri nuovi modelli di business.

A conferma dell’effetto dell’IIoT non solo sulle imprese manifatturiere, ma su tutte le aziende product-oriented, un recente studio di Forbes identificale aree aziendali in cui l’IoT ha il più elevato impatto in termini di business; eppure il 45% dei rispondenti (composto solo in parte da manager di aziende manifatturiere) definisce prioritaria l’applicazione di queste tecnologie ai processi produttivi.

IIoTL’implementazione dell’IIoT

Se dal punto di vista del business la visione è positiva e ottimistica, dal punto di vista tecnico va detto che l’implementazione di soluzioni IIoT può rivelarsi un’attività tutt’altro che semplice. In un altro studio di Forbes, infatti, sono stati identificati quattro ostacoli principali all’uso di tecnologie IoT in fabbrica.

Il primo riguarda la complessità di integrazione con tecnologie, impianti e macchinari già esistenti. L’acquisto di un macchinario industriale comporta un investimento piuttosto elevato e per questo motivo difficilmente viene sostituito prima dei 20 anni di utilizzo.

La realizzazione di un progetto di IIoT può, quindi, diventare complessa a causa dell’integrazione con sistemi legacy. Un secondo ostacolo è dato dal proliferare di numerosi protocolli industriali con i quali la tecnologia IoT deve comunicare per poter realizzare l’integrazione con macchine e dispositivi. Ogni protocollo ha le sue regole, le sue criticità e vantaggi e, non essendoci uno standard comune, è necessario identificare i protocolli per ciascun caso d’uso e assicurarsi che le tecnologie scelte siano compatibili con l’intera piattaforma.

Un altro aspetto potenzialmente critico è quello relativo alla connettività dei dispositivi IoT. È importante che il flusso di dati sia rapido e affidabile: questo significa garantire la sicurezza del dato tramite adeguati sistemi di criptazione e, allo stesso tempo, la massima efficienza in termini di consumo elettrico e di banda. Si tratta di due aspetti chiave, se si pensa a uno scenario in cui migliaia di dispositivi comunicano tra loro collegandosi a una Rete wireless.

Infine, Forbes segnala la mancanza di adeguate best practice a disposizione degli esperti IT per poter capire come configurare o programmare hardware e software collegati al mondo IoT e per poter gestire eventuali inconvenienti e problematiche, quali, per esempio, intrusioni nei dispositivi connessi alla rete.

L’articolo completo è pubblicato sul numero di Settembre 2018 di Sistemi&Impresa.
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