Ripensare la logistica per far fronte alla crisi energetica

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Aumento dei costi di carburante e dell’energia. Sono questi i principali stimoli che stanno imponendo al settore dei trasporti e della logistica di ripensare le proprie strategie. D’altra parte è noto che, nonostante il taglio delle accise messo in campo dal Governo, il carburante è aumentato oltre la soglia dei due euro al litro, mentre la crisi energetica post guerra in Ucraina ha ormai investito l’Europa e impattato sul business di numerose aziende. Tra gennaio e aprile 2022, secondo i dati dell’Osservatorio Confcommercio Energia, il prezzo delle offerte elettriche è salito mediamente del 61%, quello delle offerte gas è aumentato del 21%. Allargando il confronto su base annua, tra aprile 2021 e aprile 2022, gli aumenti della spesa annuale di elettricità e gas per le imprese hanno subito rincari tra il +110% e il +140%. Mettendo in correlazione i prezzi internazionali delle materie prime energetiche e i costi di approvvigionamento dell’energia delle imprese nazionali, l’impatto per l’Italia si traduce, secondo Confindustria, in una crescita della bolletta energetica stimata tra i 5,7 e i 6,8 miliardi su base mensile; per il solo settore manifatturiero, il corrispondente aumento è stimato in circa 2,3/2,6 miliardi.

In questo scenario, le fonti rinnovabili iniziano a essere economicamente più convenienti rispetto ai combustibili fossili: se nel 2010 un megawatt-ora di elettricità fotovoltaica costava in media 378 dollari, negli ultimi 10 anni il suo prezzo è calato dell’82%, come mostrano i dati di mercato analizzati dalla piattaforma Statista. Da qui è emerso un rinnovato interesse delle imprese non solo verso l’efficientamento energetico, ma proprio per le fonti rinnovabili. La stessa Commissione europea a maggio 2022 ha varato il piano ribattezzato “REPower”, che tra gli obiettivi punta, entro il 2030, a ottenere 10 milioni di tonnellate di idrogeno da fonti rinnovabili prodotte in Europa, e di importarne altrettante per sostituire carbone, petrolio e gas in alcuni settori dell’industria e dei trasporti.

Oltre alle istituzioni, uno stimolo da tenere in considerazione è quello dei consumatori, sempre più consapevoli: secondo l’ultimo studio di Packlink, piattaforma che offre servizi di trasporto e tecnologia di spedizione per le Piccole e medie imprese in diversi mercati europei, l’impatto ambientale del brand influisce sulla scelta d’acquisto per il 78% degli italiani; mentre il 61% è disposto a pagare un sovrapprezzo per una spedizione a basso impatto ambientale.

A fronte di queste indicazioni, in particolare sono le organizzazioni di ecommerce e logistica che stanno cercando di adeguare i propri obiettivi a una neutralità energetica, arrivando a zero emissioni di anidride carbonica entro il 2030 come richiesto dall’Unione Europea con il piano “Green Deal”. Per esempio, Amazon ha dichiarato di voler alimentare le proprie attività nel settore della logistica con energie rinnovabili al 100% entro il 2025.

I vantaggi delle rinnovabili nel comparto logistico

Diminuire l’impatto ambientale vuol dire considerare tutte le fasi della filiera e gli attori coinvolti: fornitori, magazzini, partner, clienti finali. Per esempio la scelta dei mezzi utilizzati per la consegna dell’ultimo miglio può fare la differenza. In relazione alle emissioni di anidride carbonica, infatti, secondo GS1 Italy, l’ente italiano autorizzato al rilascio dei codici a barre GS1, i mezzi pesanti (bilici) risultano migliori in termini di impatto ambientale rispetto al trasporto aereo che, nel corto raggio, può arrivare a impattare fino a 15 volte in più; se sono utilizzati treni a trazione elettrica, invece, si riducono le emissioni del 70% rispetto al trasporto stradale. La creazione di hub nazionali, in questo caso, permetterebbe di ridurre i chilometri percorsi e il numero di mezzi utilizzati, riducendo le emissioni fino a 450 tonnellate.

Ma in fatto di riduzione dell’impatto ambientale serve anche assumere decisioni rispetto all’illuminazione dei magazzini o alle energie utilizzate in fase di stoccaggio delle merci e nei centri operativi (queste attività pesano sul consumo di energia elettrica per il 20% dei consumi totali): le misure più efficaci di efficientamento energetico, infatti, riguardano caldaie, pompe di calore, illuminazione e refrigerazione. Una soluzione è prevedere l’illuminazione attraverso i led per poli logistici e magazzini che assicurano un risparmio energetico stimato tra il 50 e il 70%.

I vantaggi che un’impresa del comparto logistico può ottenere adottando energia da fonti rinnovabile sono numerosi: riduzione dei costi energetici tramite auto-produzione di elettricità; utilizzo di mezzi elettrici che consentono di entrare anche in zone a traffico limitato o pedonali nei centri urbani; aumento della competitività sul lungo periodo. E questi vantaggi avrebbero una conseguenza anche nell’economia del Paese.

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