Box Marche, la continuità produttiva è una sfida da affrontare in rete

Packaging

I rincari dei prezzi delle materie prime ed energia, amplificati dalla guerra tra Russia e Ucraina, mettono a rischio la tenuta di molti settori produttivi, tra cui quello della filiera di carta in cui opera Tonino Dominici, Presidente e CEO di Box Marche, azienda marchigiana specializzata nella progettazione e realizzazione di packaging personalizzato, scatole, astucci, espositori e display. “Le cartiere sono realtà produttive energivore e dobbiamo sopportare l’incremento dei prezzi: registriamo aumenti fino al 70%”, ha detto l’imprenditore in occasione del convegno virtuale Fare e gestire imprese verso un’economia di guerra, organizzato dalla casa editrice ESTE, editore anche del nostro web magazine.  

Il primo obiettivo, per Box Marche, così come per tanti piccoli imprenditori del Manifatturiero, è mantenere la continuità operativa, non fermarsi nonostante l’instabilità e le difficoltà nel fare una programmazione di lungo periodo. Per Dominici la situazione è complessa e lo scenario è peggiorato con l’incremento del costo della carta che “ha assunto dimensioni tali da erodere ogni marginalità, rendendo difficoltoso trasferire ai clienti tali rialzi”.  

Per far fronte alla situazione, la cartotecnica marchigiana ha deciso di assorbire direttamente una parte dei costi aggiuntivi, riducendo i margini di guadagno, e diminuire la materia prima necessaria per la realizzazione dei prodotti in modo da rendere i rincari più sopportabili per i clienti: “Stiamo riprogettando i nostri packaging cercando di utilizzare meno materiali, a parità di qualità. Non è una novità per la nostra azienda, in quanto per raggiungere obiettivi di sostenibilità già da due anni abbiamo iniziato a lavorare in questa direzione”, ha spiegato Dominici. L’attenzione alla sostenibilità, che da anni muove l’azienda, si è rivelata, quindi, utile per accelerare la trasformazione dei processi produttivi interni. Lo dimostra anche il fatto che sul tetto della sede di Box Marche è presente un impianto solare fotovoltaico per l’autoproduzione dell’energia elettrica.  

La scelta di materiali alternativi per la produzione 

Agli aumenti del prezzo si aggiungono le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, che rendono ancora più difficile programmare la produzione e assicurare una puntuale distribuzione. Per far fronte a questa ulteriore problematica, l’azienda punta su materiali alternativi, per esempio carte che provengono da maceri particolari o da scarti di lavorazione.  

Eppure l’imprenditore non si arrende e mette in campo il suo “brutale realismo, ma instancabile ottimismo” per affrontare le nuove sfide che accomunano le Piccole e medie imprese (PMI) italiane in questo periodo, proponendo come soluzione quella di ‘fare rete’: “Insieme affronteremmo la situazione con un’altra forza e con più conoscenza, potremmo creare, per esempio, gruppi di acquisito per calmierare i prezzi”. 

Partendo dal presupposto che tutti gli imprenditori stanno fronteggiando le medesime problematiche e che la situazione di difficoltà è generale, ‘fare rete’ metterebbe soprattutto le organizzazioni più piccole – che sono poi il cuore pulsante del tessuto imprenditoriale italiano – nelle condizioni di avere nuova forza per mantenere la continuità operativa nonostante le difficoltà. 

Box Marche, Economia di guerra, este, Tonino Dominici

FabbricaFuturo è il progetto di comunicazione rivolto a tutti gli attori del mercato manifatturiero (responsabili delle direzioni tecniche, imprenditori e direzione generale, responsabili organizzazione e HR) che ha l’obiettivo di mettere a confronto le idee, raccontare casi di eccellenza e proporre soluzioni concrete per l’azienda manifatturiera di domani.

Nasce nel 2012 dalla rivista Sistemi&Impresa come reazione alla crisi finanziaria del 2011. Negli anni il progetto è cresciuto significativamente, parallelamente alla definizione di politiche pubbliche in ambito industria 4.0 (Piano Calenda e successivi).
Oggi FabbricaFuturo affronta i temi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per offrire alle aziende gli strumenti per affrontare le sfide nella fabbrica di domani.

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