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La media azienda del Nord-Ovest investe per rinnovare il prodotto

Alcune esperienze di innovazione di imprese manifatturiere del Nord-Ovest. La spesa per innovare, oltre che sul prodotto, si focalizza sui sistemi IT e sulla ricerca di nuovi materiali di Luca Bastia Giunge alla seconda tappa la nostra indagine ‘Innovazione e Territorio’. Iniziata nel numero di marzo di Sistemi&Impresa (settore Nord-Est): in questo fascicolo presentiamo le esperienze di innovazione di alcune aziende del Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte e Liguria). L’innovazione, ne abbiamo avuto conferma con questa seconda indagine, è alla base del buon andamento, e in certi casi della sopravvivenza, delle aziende. Anche nel caso del Nord-Ovest la maggiore concentrazione degli investimenti per l’innovazione riguarda il prodotto o i materiali che lo compongono. Non mancano comunque investimenti nella componente IT (risultati più evidenti rispetto al Nord-Est), soprattutto per il rinnovamento dell’ERP o per il suo deployment nelle imprese estere collegate nel caso di multinazionali. Anche in questo ‘capitolo’ della nostra indagine compaiono spesso i concetti lean. Come nel caso dell’indagine riguardante il Triveneto, anche per il Nord-Ovest il nostro campione non vuole essere rappresentativo della realtà del territorio preso in esame, ma intende descrivere dove hanno indirizzato i loro sforzi le aziende che hanno scelto la strada dell’innovazione.

L’innovazione diffusa è garanzia di successo

IVM Group: l’innovazione per restare ai vertici del mercato “In moltissimi settori, compreso il nostro delle vernici, bisogna arrivare a essere tra i primi 4-5 al mondo o quantomeno in ogni continente; aziende tipo la nostra sono in continua innovazione in qualsiasi area aziendale”, sostiene Adriano Teso Presidente di IVM Group. IVM Group è una holding industriale operante principalmente nel settore delle vernici, delle resine e degli elastomeri. Il Gruppo, presente in 70 Paesi fattura circa 330 milioni di euro (220 dalle controllate, 110 dalle collegate), dispone di 1.200 operatori, dei quali circa 200 ricercatori scientifici e addetti all’R&D. “I nostri ricercatori operano costantemente nello sviluppo di nuovi prodotti che hanno l’obiettivo essenziale di avere un sempre minore impatto ambientale, di essere più facili nell’utilizzo e costare meno, quindi con un uso sempre più economico di materie prime”, spiega Teso. L’ispiratrice del percorso di innovazione del gruppo, puntualizza il Presidente, è la figlia Federica, attuale CEO e azionista al 100%. “Negli ultimi 10 anni”, prosegue Teso, “abbiamo costruito a Parona, in provincia di Pavia, quello che, nel settore di vernici per legno, è il più moderno, automatizzato e grande stabilimento al mondo. La fabbrica è innovativa anche per assenza di impatto ambientale, per sicurezza, per automatizzazione e produttività. Questo impianto sta portando alla chiusura di due stabilimenti in Italia e due in Europa. La logistica si è sviluppata molto, soprattutto nei rapporti con l’estero, quindi la centralizzazione della produzione ha portato dei vantaggi economici”. “Tutti i sistemi di produzione sono computerizzati”, aggiunge Teso, “i magazzini sono automatizzati. Ci sono più persone dietro a un computer che operatori manuali”. L’innovazione in IVM non si limita al comparto produttivo, andando a impattare anche sul reparto IT con la digitalizzazione della reportistica legata alla produzione, con strumenti di supporto alla ricerca scientifica, all’amministrazione, alla logistica e alla comunicazione interaziendale. “Attualmente stiamo uniformando tutta l’ICT a livello mondiale. Noi abbiamo un’organizzazione di tipo sussidiario, cioè tutto quello che può non essere deciso ai vertici viene deciso in ogni singola azienda o da ogni manager”, puntualizza il Presidente, “e fino a poco tempo fa avevamo sistemi ICT locali che non ci consentivano una connessione e comunicazione semplici”: “Ora le aziende operano con dei terminali che si appoggiano su un sistema centrale. Il nuovo sistema è protetto con diversi accorgimenti che ne garantiscono la sicurezza (l’infrastruttura è in città diverse e con accesso a firma abbinata di persone diverse, quattro copie in mirroring in real time, un backup immediato e un super backup in cassaforte anch’esso immediato), in modo che, per qualsiasi evenienza, il sistema non si ferma mandando in crisi tutto il Gruppo”. Perseguendo la medesima filosofia che ispira lo sviluppo prodotto verso un impatto ambientale zero, il Gruppo si sta dotando, dove possibile, di auto elettriche. “Il 90% del nostro mercato”, conclude Teso, “è fatto oggi da una decina di competitor, ma nel tempo ne resteranno tre o quattro, mentre il restante 10% è fatto da una cinquantina di imprese che sono destinate a sparire. L’innovazione è un passaggio inevitabile, chi non la realizza muore!”

Metelli: prodotti, processi e IT, l’innovazione è continua

Metelli Group progetta, produce e vende ricambi automobilistici. Il mercato di riferimento è quello dell’After Market, senza trascurare forniture al Primo Equipaggiamento. Il gruppo Metelli occupa circa 500 dipendenti, raggiungendo un fatturato di 150 milioni di euro. Si tratta di un gruppo privato con cinque stabilimenti produttivi, tre dei quali a Cologne (Bs), uno a Mondovì (Cn) e uno a Borgo San Lorenzo (Fi). Ogni stabilimento è estremamente specializzato e realizza completamente il processo di produzione. Metelli produce ricambi per: parte frenante (pompe freno, cilindretti freno, correttori di frenata, dischi, pastiglie, ganasce, tamburi freno, cilindri frizione e pompe frizione), parte trasmissione (giunti omocinetici, semiassi e kit cuffie), parte raffreddamento motore (pompe acqua ekit distribuzione), parti motore (guida valvole, sedi valvole e piattelli registro valvole). A oggi il catalogo completo contiene circa 7mila codici di prodotto finito. Metelli è certificata ISO/TS 16949 (qualità), ISO 14001 (gestione ambientale), ISO 18001 (sicurezza) e aderisce al codice etico rispettando il Decreto legislativo 231/2001. L’attenzione ai problemi tecnico–qualitativi, ambientali e di sicurezza sono ormai parte integrante del Gruppo. I processi produttivi si suddividono genericamente in reparti operanti con macchine a controllo numerico che provvedono alla realizzazione dei particolari per asportazione di truciolo partendo da grezzi in alluminio o ghisa (fusioni, pressofusioni, trafilati, ecc.), e macchine di assemblaggio (manuale, semiautomatico e automatico) che provvedono, oltre che all’assemblaggio vero e proprio, anche al controllo totale del prodotto. La qualità del prodotto è uno dei pilastri su cui si fonda la filosofia Metelli. L’innovazione è un punto fermo nella strategia dell’azienda che investe circa il 7% all’anno del fatturato in innovazione tecnologica (macchine e impianti) e circa il 3% in ricerca e sviluppo. Per quanto riguarda l’organizzazione nel 2014 Metelli ha iniziato attività lean di miglioramento continuo e avviato attività per rinforzare l’area Logistica. Nei prossimi anni quest’ultima sarà via via più strutturata per permettere a Metelli di affrontare le sfide sempre più aggressive del mercato globale. “Per rispondere alla frammentazione del mercato e alla crisi che ha investito il mercato automotive a partire dal 2008, Metelli è passata da macchine ad altissima produttività (tempi ciclo brevi, ma set-up lunghi) a macchine flessibili, come centri di lavoro e transfer evoluti cheincontrano le nuove richieste di incremento di efficienza e di livello di servizio”, afferma il Production Manager Bruno Sara. L’Ufficio Tecnico contribuisce in maniera attiva allo sviluppo prodotto partecipando sin dall’inizio non solo alla definizione tecnica dello stesso, ma anche alla definizione del processo produttivo più idoneo. In Metelli viene fatta ricerca e sviluppo sia sui materiali che sui prodotti. Da queste attività possono nascere brevetti finalizzati alla protezione del know-how interno e all’immissione sul mercato di prodotti competitivi. “Ad esempio abbiamo sviluppato, brevettato, e ora producendo una soluzione alternativa di pompa acqua azionabile”, spiega Sara. “Si tratta di normali pompe acqua alle quali viene aggiunto un sistema per ‘bloccare’ il flusso dell’acqua, tale soluzione limita l’emissione di anidride carbonica specialmente nella fase di warm up del motore”. In ambito IT Metelli sta innovando, come spiega il CIO Roberto Sandrini: “L’innovazione principale è stata quella di aver virtualizzato tutti i server. Inoltre tutti gli stabilimenti sono cablati con fibra ottica che ci garantisce uno scambio diinformazioni ad altissima velocità. Utilizziamo il voice over IP per tutte le nostre trasmissioni dati e telefoniche e il wifi per connettere tutti i nostri apparati hardware. Infine abbiamo installato un software PLM per la gestione dei processi aziendali e della documentazione tecnica”.

Un nuovo laboratorio di ricerca per MP Filtri

MP Filtri è un’azienda del settore metalmeccanico fluid, che produce filtri per il settore oleoidraulico rivolto a numerose applicazioni, soprattutto macchine agricole, movimentazione terra, impiantistica, assistenza terra agli aerei, ecc. “Dove c’è un circuito e gira dell’olio, l’olio deve essere pulito e i nostri filtri hanno questo compito”, dice Alessio Monticelli, HR Manager di MP Filtri. In Italia conta 200 persone con due sedi di cui uno è il sito produttivo, otto filiali commerciali nel mondo con altri 150 dipendenti (per un totale di 350), un fatturato consolidato di 50 milioni di euro. “In Italia siamo i leader di questo settore”. “Sviluppiamo circa due/tre prodotti completamente nuovi all’anno e facciamo anche revisioni e modifiche dei filtri già in produzione per adattarli ai sistemi idraulici del cliente. In particolare abbiamo lavorato su tipologie di attacchi diversi e su un prodotto, chiamato multiport, che permette di avere tanti filtri in uno solo. Creiamo cinque codici prodotto nuovi al giorno”. Ma il grosso investimento in innovazione MP Filtri lo ha fatto nel 2015 realizzando il nuovo centro di ricerca. “Abbiamo acquistato un’area con due immobili adiacenti alla nostra sede di Pessano e ristrutturato completamente uno dei due per farne il laboratorio di ricerca. Per i macchinari del laboratorio abbiamo speso circa un milione di euro e, aggiungendo la ristrutturazione del sito, l’investimento totale è arrivato a circa tre milioni”. MP Filtri ha fatto un accordo con il Politecnico per permettergli di utilizzare il laboratorio e creare uno scambio di conoscenze. Già negli anni scorsi (2007) la società aveva in-vestito in innovazione con una spesa di qualche milione di euro realizzando un magazzino automatico. “Oggi l’operatore non movimenta più i materiali poiché è tutto robotizzato. Con questa innovazione abbiamo migliorato sensibilmente i tempi di consegna nei confronti dei clienti, elevando in modo consistente la puntualità”. Non solo. L’innovazione è passata anche nel comparto IT, quando nel 2010 è stato sostituito l’ERP introducendo Microsoft Dynamics AX; “lo abbiamo integrato con altri applicativi sia di Business Intelligence sia di programmazione della produzione e questo ci permette di controllare tutto il processo produttivo. Negli ultimi due anni abbiamo collegato anche le filiali in Francia, Germania e Inghilterra con il medesimo gestionale. E ora le filiali possono inserire direttamente gli ordini poiché sono collegate sia la parte commerciale sia quella finanziaria. Dalla nostra sede accediamo a tutti i dati delle filiali”, precisa Monticelli. “Per il prossimo futuro abbiamo una serie di altri progetti che stiamo avviando: il principale è l’autonomizzazione di una linea di prodotti, denominata componenti strutturali (giunti di trasmissione per le pompe) che rappresenta circa il 10% del fatturato e che, al momento, è gestito insieme a tutti gli altri filtri; ora vorremmo creare una linea indipendente con macchine a lavorazione meccanica posizionate in un altro building, con uno staff specifico per la produzione e la vendita”, conclude Monticelli. 
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