Il manufacturing collaborativo mette al centro le persone

Tags: collaborative manufactoring, Role-based approach, supply chain, tecnest

L’esigenza delle aziende manifatturiere di competere sul mercato in termini di filiera e non come entità singole e di gestire la complessità organizzativa dei processi interni, ha portato a far emergere strategie e paradigmi basati sul concetto di Ruolo e di Collaborazione, mettendo al centro la persona

In un mondo in continuo mutamento nuovi trend stanno modificando le “regole” per competere sul mercato e stanno spingendo le aziende manifatturiere a mettere in pista nuove strategie, processi e soluzioni per migliorare la propria efficienza, visibilità, capacità di decisione.

Supply Chain globali – Negli ultimi anni, in quasi tutti i settori industriali, si è assistito a un’estensione delle Supply Chain al di fuori dei confini nazionali o continentali in termini sia di approvvigionamenti e/o distribuzione su scala globale, sia di sedi produttive delocalizzate all’estero. I problemi indotti dalla globalizzazione della Supply Chain richiedono un “approccio sistemico” alla gestione dell’intero flusso di informazioni, materiali e servizi, dalle materie prime provenienti dai fornitori, via via lungo le fabbriche e i magazzini, in cui la sequenza degli eventi ha come unico scopo quello di servire il cliente finale al meglio e al minor costo possibile per il sistema.

Complessità organizzativa e responsabilità distribuita – Mentre in un’organizzazione chiusa e semplificata la leadership e la responsabilità possono essere accentrate, in organizzazioni aperte e complesse come quelle che il mercato attuale spesso richiede, la responsabilità è distribuita a tutti i livelli gerarchici, a tutti i nodi della rete che costituisce l’organizzazione o di cui l’organizzazione fa parte. Alla gestione di uno stesso processo possono infatti intervenire una molteplicità di decisori con ruoli diversi e/o diversi operatori adibiti a specifiche attività tra loro contigue o concomitanti.

Agile manufacturing e strategie di postponement – Il termine Agile manufacturing identifica quell’insieme di processi e strumenti attraverso I quali un’impresa manifatturiera può rispondere rapidamente ed efficacemente ai cambiamenti dettati dalle esigenze del mercato e dei clienti, mantenendo nel contempo la massima qualità e il controllo dei costi. Lo scopo delle Supply Chain agili è quello di portare il punto di disaccoppiamento il più possibile vicino ai prodotti semilavorati che attendono solamente l’assemblaggio finale e la distribuzione. Questo concetto viene chiamato “postponement” ed è un principio essenziale per ottenere l’agilità. Esso è basato sull’idea di progettare i prodotti usando piattaforme comuni, componenti o moduli grazie ai quali la personalizzazione avviene solo durante l’assemblaggio finale, quando le richieste del cliente sono note.

Le strategie per il Supply Chain Management?

Per rispondere alle esigenze dettate da questo contesto di mercato sempre in rapido mutamento, i principali esperti sulle tematiche del Supply Chain & Manufacturing Management hanno individuato due approcci principali che coinvolgono strategie e processi aziendali e, di conseguenza, anche le relative soluzioni software a supporto: l’approccio “Role-based” e il Collaborative Manufacturing.

Collaborative Manufacturing Il concetto di Collaborative Manufacturing è un’idea nota già da alcuni anni nel mondo accademico e del business, ma che sta ulteriormente emergendo sotto la spinta delle esigenze delle aziende, da un lato di competere sul mercato in termini di filiera e non come entità singole e, dall’altro, di gestire la complessità organizzativa dei processi interni.

Si basa su un concetto molto semplice: condividere informazioni per lavorare in modo coordinato per uno scopo comune (McClellan, 2003).

Secondo il MESA International (2003), per mantenere un vantaggio competitivo le aziende manifatturiere devono riuscire a coordinare processi e attività che sono in carico a persone o entità diverse in termini sia funzionali sia geografici.

È necessario quindi mettere in contatto e gestire in ottica collaborativa i processi che coinvolgono diversi dipartimenti aziendali, ma anche clienti, fornitori, terzisti, distributori e partner.

ARC Advisory Group definisce il Collaborative Manufacturing Management “the practice of managing by controlling the key business and manufacturing processes of a manufacturing enterprise in the context of its value networks. CMM is a new strategy that focuses on facilitating and managing business processes first, and the supporting systems second” (ARC Advisory Group 2004).

 

I principali obiettivi di una strategia di Collaborative Manufacturing sono:

1. Identificare i processi di business critici all’interno dell’azienda o della filiera

2. Rendere questi processi il più efficienti e flessibili possibile, in modo tale da rispondere alle esigenze del mercato attuale e agli imprevisti del futuro.

Per fare questo non bisogna solo fare in modo che i flussi informativi tra le diverse entità coinvolte nel processo (azienda, persone, partner esterni, clienti) siano tra loro allineati, ma anche implementare una configurazione appropriata del singolo sistema in modo che possa lavorare in modo sincronizzato con gli altri sistemi e automatizzare e sincronizzare in tempo reale il flusso informativo dei dati tra i diversi sistemi coinvolti e le persone.

Ciò che un’azienda deve fare per implementare una strategia di Collaborative Manufacturing è, quindi, identificare i processi critici, le persone in essi coinvolte e i sistemi informativi più adeguati a supporto degli stessi (MESA International, 2003).

Role-based approach La complessità delle nostre Supply Chain, sottoposte alle continue pressioni del mercato e a una quantità enorme di informazioni e variabili da elaborare, pone alle aziende il problema di gestire efficacemente ed efficientemente il flusso di informazioni necessarie per poter operare correttamente e prendere le opportune decisioni aziendali.

La necessità quindi di avere un sistema in grado di fornire informazioni adeguate, attendibili ed essenziali per l’operatività, diventa sempre più un’esigenza primaria che impatta sul corretto funzionamento di una Supply Chain.

I primi passi per cercare di ottimizzare il flusso delle informazioni in funzione degli obiettivi aziendali è quello di identificare i ruoli in modo da fornire a ciascuno le informazioni necessarie per il proprio operato. Al contempo, però, tale identificazione non deve essere a discapito della condivisione. In una Supply Chain infatti tutte le variabili sono correlate tra loro come vasi comunicanti e l’interazione delle funzioni è fondamentale per il conseguimento degli obiettivi aziendali.

Proprio per rispondere a questa problematica, nell’ambito dei sistemi informativi aziendali e in particolare dei software gestionali e di Supply Chain Management, è stato sviluppato il paradigma Role-based. Il sistema, pur mantenendo la visione dei processi aziendali e dell’organizzazione nel suo complesso, presenta in modo proattivo i dati e le informazioni a disposizione filtrandoli attraverso “gli occhi” di una persona con un specifico ruolo e specifiche responsabilità.

La risposta di Tecnest: l’utente al centro

I trend e gli approcci sopra descritti coinvolgono, come detto, persone, processi aziendali e soluzioni IT.

Per rispondere a queste esigenze, Tecnest, società esperta da oltre 25 anni nella fornitura di soluzioni organizzative e informatiche per la gestione dei processi di produzione e della supply chain, ha sviluppato una nuova versione della propria suite software J-Flex sulla base dei paradigmi “Role-based” e del “Collaborative Manufacturing”, mettendo al centro non più il software, ma l’utente.

La nuova release si chiama infatti J-Flex 4.U: “For You” perché il ruolo dell’utente, la configurabilità e l’esperienza di chi lo utilizza sono centrali.

Si tratta di una vera novità nei software per la gestione della produzione: grazie alla nuova interfaccia “role-based” non è più l’utente a dover cercare le applicazioni e le informazioni che gli interessano, scorrendo le diverse voci del menù, ma sono i dati che vengono presentati dal sistema sulla schermata di accesso, rendendo la gestione delle applicazioni più semplice ed efficiente.

La suite, inoltre, offre una piattaforma collaborativa che mette in relazione le diverse aree aziendali coinvolte dai processi di produzione e logistici. In questo modo, ogni volta che un utente esegue un’azione o si realizza un evento che interessa anche altri utenti di aree aziendali diverse, viene inviata una notifica o un alert grafico. Uno strumento utile nel contesto della fabbrica attuale, caratterizzata da complessità organizzativa, dalla presenza di più sedi dislocate e da una molteplicità di decisori che intervengono su uno stesso processo. La responsabilità è, quindi, distribuita e tutti gli utenti coinvolti in un processo devono essere sempre informati per coordinare le attività.

Riferimenti bibliografici:

A. Perego, A. Sianesi (2013), “Global Supply Chain, serve un nuovo approccio”, School of Management Politecnico di Milano.

A. Pessotto (2009), “SCM: Supply Chain Management – Un metodo per incrementare la competitività riducendo l’incertezza ed aumentando il servizio fornito al cliente”, Università degli studi di Udine

ARC Advisory Group (2004), “Collaborative Manufacturing Management”, Collaborative Manufacturing series.

B. Johansson (2008), Why Focus on Roles when Developing Future ERP Systems?, Center for Applied ICT, Copenhagen Business School.

McClellan M., Collaborative manufacturing: a strategy built on trust and cooperation”, Control Solutions International Magazine, December, 2003.

MESA International (2003), “Collaborative Manufacturing Explained”, a MESA international whitepaper

Van Hoek, R. (1998), “Reconfiguring the supply chain to implement postponed manufacturing”, International Journal of Logistics Management, Vol. 9 No. 1.

 

Veronica Peressotti

Tecnest srl

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