Competizione e tecnologia, vincere le sfide dell’economia moderna

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Appassionati a parte, sarà capitato a tutti, nell’estate appena trascorsa, di soffermarsi almeno su qualche frammento di immagine proveniente da una delle tre grandi competizioni a tappe che si disputano in Europa. Il riferimento è al ciclismo, sport epico per antonomasia, identificato con la fatica, la durezza e imprevedibilità degli elementi, con la centralità dell’essere umano in lotta contro l’avversa forza di gravità che lo respinge nelle ripide salite di Alpi e Pirenei. Ciclismo che, tralasciando l’annoso problema del doping, oggi appare uno spettacolo sempre meno avvincente. Sono infatti lontane le grandi imprese dei beniamini del dopoguerra. È sempre più raro vedere grandi campioni tentare azioni da lontano e andare in crisi e buttare vittorie che sembravano nelle loro mani.

Cosa è cambiato nel ciclismo del nuovo millennio? Non ci sono più talenti?
Al contrario. Quello che le statistiche raccontano è che si è alzato il livello di competizione. In poche parole è migliorato il livello medio delle prestazioni, spingendo tutti verso l’alto, aumentando la qualità dei singoli e rendendo più difficile il crearsi di ampi divari tra atleti in gara. In poche parole la qualità del prodotto finale è considerevolmente incrementata.

Tutto ciò è il risultato dell’introduzione della tecnologia e di un approccio scientifico all’allenamento e alla gara. Il ciclismo è uno sport dove intervengono un numero considerevole di parametri esterni e interni all’atleta. La durata delle gare, la complessità dei tracciati, l’imprevedibilità delle condizioni meteo e dello sviluppo della gara stessa ne fanno uno sport molto complesso sul piano della impostazione tattica e dell’uso delle risorse dell’atleta.

Oggi poi le squadre sono impegnate in manifestazioni che si svolgono in tutto il Pianeta, composte di atleti che provengono da tutti i Continenti, che vivono e si allenano spesso a migliaia di chilometri l’uno dall’altro. Va poi considerato che gli sponsor tecnici si rivolgono a un mercato ricco e fiorente che chiede costantemente innnovazione, perchè i clienti finali che acquistano bici e materiale correlato sono particolarmente esigenti.

Il ciclismo odierno si trova di fatto ad affrontare le stesse sfide delle aziende di mercato che devono operare in un contesto ultra competitivo e globalizzato e che devono agire in un gioco di squadra, su tutta la catena del valore, utilizzando al meglio le migliori risorse.
Nel ciclismo moderno la tecnologia è utilizzata similmente a quanto molte aziende stanno facendo con l’avvento della quarta rivoluzione industriale.

Prelievo e utilizzo dei dati più significativi: fino a metà Anni 80 il ciclista si allenava e gareggiava utilizzando le proprie sensazioni. L’avvento dei cardiofrequenzimetri (misuratori di numero di battiti cardiaci per unità di tempo) ha introdotto un primo salto qualitativo. Oggi anche questo dato è reputato insufficiente. Per completare il quadro viene rilevata la potenza istantanea e media erogata dall’atleta. Questi dati vengono poi correlati con dati relativi a condizioni atmosferiche, parametri strutturali dell’attrezzatura, e grazie alle coordinate GPS e alla cartografia, con le caratteristiche del percorso (pendenza, lunghezza, tipologia tracciato).

Uitlizzo di algoritmi machine learning: i dati consentono di ricostruire le caratteristiche dell’atleta e a prevederne, grazie ad algoritmi opportunamente istruiti, il comportamento in situazioni diverse, valutando allo stesso tempo il miglior programma di allenamento, simulando quindi diverse possibilità e misurandone a priori l’efficacia. L’atleta è così in grado di conoscere sempre i propri limiti e fino a dove e per quanto tempo può spingersi, ottimizzando la propria prestazione.

Realtà aumentata e cloud: per simulare allenamenti in particolari condizioni o studiare particolari tracciati sono disponibili applicazioni in cloud che riproducono fedelmente le caratteristiche del percorso, consentono all’atleta di allenarsi in palestra simulando una gara contro avversari virtuali, insieme con la propria squadra, con compagni che si stanno allenando allo stesso modo, ma in palestre in giro per i mondo, collegati via internet.

Se nello sport la tecnologia può aver innalzato la prestazione a scapito dello spettacolo, nel business la competizione la fa da padrone e l’utilizzo corretto delle tecnologie oggi disponibili è la leva fondamentale per vincere le sfide dell’economia moderna.

Simone Marchetti

Simone Marchetti è Digital Supply Chain Sales Development Manager, Italy

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