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Ifaba, sostenibilità e tecnologie per competere nella Moda

IFABA

È da una idea creativa della famiglia Belloni che negli Anni 50 nasce Ifaba, un’azienda produttrice di forme per calzature. Oggi è una realtà che conta 100 dipendenti, 14 milioni di euro di fatturato e tre stabilimenti in Italia – Parabiago (MI), Pieve a Nievole (PT) e Porto Sant’Elpidio (FM) – uno di prossima apertura a Fossò (VE), oltre che una sede a Oradea (Romania). “Nonostante il periodo e la situazione geopolitica non ottimale, abbiamo deciso di investire nell’aprire un nuovo stabilimento, perché vogliamo garantire un servizio di vicinanza al cliente, che sono le grandi firme del lusso”, spiega Luca Giani, Amministratore Delegato di Ifaba

La situazione del settore, messa in luce da Giani, è una contrazione transitoria derivante dai due anni post pandemia. “Le aziende della Moda hanno probabilmente sfruttato eccessivamente la pratica di riempire il magazzino con materiale di stock e adesso faticano per la situazione geopolitica. L’insieme delle diverse congiunture, come i conflitti in corso, l’incremento dei costi della logistica e dell’energia, hanno generato una mancanza di fiducia. Non dobbiamo, però, dimenticarci che i popoli asiatici sono sempre più numerosi e il lusso tenderà a crescere nuovamente. Noi, avendo la possibilità di servire clienti che operano sui mercati globali, in parte iniziamo già a vederlo”, commenta Giani. Dai numeri interni di Ifaba emerge, infatti, che il 2024 è un anno di transizione e la ripresa si prospetta non prima di ottobre o novembre.  

Per essere competitiva quando il trend del mercato ritornerà in rialzo, Ifaba segue la strada dell’investimento: investe dal 9 al 12% dei ricavi in innovazione e macchinari nuovi e sostenibili. Inoltre, ha strutturato un piano industriale di cinque anni, che porta l’azienda verso ulteriori certificazioni, la digitalizzazione e l’Industria 4.0. “Arriveremo molto velocemente ad avere un’interconnessione univoca su tutti i siti. I vantaggi dell’Industria 4.0 sono il presidio della produzione e il monitoraggio molto puntuale della produttività. Questo significa lavorare sull’efficienza e sull’efficacia del nostro sistema produttivo”, spiega Giani. Un esempio di innovazione è, presso la sede di Parabiago, l’installazione di un nuovo impianto di stampaggio di plastica che non solo permette di aumentare la produttività, ma garantisce un recupero del 28% dei consumi di energia su base annua, così come l’installazione di due impianti fotovoltaici.

Oltre l’80% della produzione di Ifaba proviene da materiale riciclato

“In ottica di economia circolare i nostri trasportatori sono in grado di recuperare le forme dismesse dai nostri clienti e portarle dal macinatore, il quale le lavora e le rimanda ai nostri stabilimenti dove vengono prodotte nuovamente e reimmesse nel mercato”, spiega Giani. Grazie a questo modello, più dell’80% della produzione di Ifaba deriva da materiale riciclato. Per promuovere la sostenibilità a livello di personale e sociale, l’azienda ha inoltre strutturato un piano di welfare per i collaboratori e per fornire supporto a un’associazione che finanzia progetti di inclusione sociale rivolti a bambini e ragazzi con disabilità. 

Nei progetti sviluppati emerge il valore delle persone che, secondo Ifaba, sono la chiave di un’azienda competitiva. “Le persone si legano ai progetti se sono coinvolte; per esempio noi facciamo corsi di formazione dedicati e questo fa sì che il dipendente, prima di guardare fuori, voglia crescere e misurarsi all’interno dell’azienda. Inoltre, se dovesse essere contattato, proprio perché coinvolto a 360 gradi, lo comunica in anticipo e vediamo insieme se possiamo costruire un percorso fattibile”, spiega Giani. La diffusione su più sedi in Italia e all’estero è un ulteriore elemento di attrazione del personale, perché può garantire un’esperienza lavorativa in un diverso stabilimento. Per motivare le persone, secondo Ifaba, i responsabili devono spingerle a sperimentare e portare idee e innovazione nei loro ambiti, anche attraverso sbagli e fallimenti da cui apprendere, così che possano costruire una conoscenza completa del settore. 

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Alessia Stucchi

Alessia Stucchi è giornalista pubblicista. Laureata in Lettere Moderne in triennale e in Sviluppo Economico e Relazioni Internazionali in magistrale. Nel 2023 ha vinto il premio America Giovani della Fondazione Italia Usa che le ha permesso di conseguire il master Leadership per le relazioni internazionali e il made in Italy. Nel tempo libero si dedica alle camminate, alla lettura e alle serie tivù in costume.