Il divano artigianale di Egoitaliano. Anima lucana e mercato mondiale

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Dopo 10 anni l’azienda di Matera fattura 15 milioni di euro l’anno.
Merito dell’export. E della vocazione local per la produzione dei prodotti

di Werther Rossini

Snella, ancorata ai valori artigianali, ma proiettata verso il mercato globale. Nata 10 anni fa, Egoitaliano è specializzata nella produzione di divani in pelle ed è una delle Piccole e medie imprese italiane di successo: dalla città di Matera, in Basilicata, si sta imponendo all’estero, tanto che il suo business oltreconfine pesa addirittura per il 60% e “l’obiettivo è arrivare al 70%”, fa sapere Piero Stano, Amministratore Delegato e fondatore, insieme con Nino Scarcella, dell’azienda lucana. E dire che Egoitaliano si è inserita nel mercato del mobile imbottito nel “periodo peggiore del settore”, come ricorda il numero uno dell’impresa, che Sistemi&Impresa ha incontrato a Rho in occasione del Salone del Mobile 2016 all’interno dello stand dell’azienda.

“Un decennio fa molti player stavano chiudendo, eppure noi abbiamo scelto di iniziare la nostra avventura dopo aver maturato una ventennale esperienza nello stesso mercato”, spiega Stano. Che evidenzia come, almeno all’inizio, l’obiettivo era conquistare il posizionamento nel mercato italiano. Ma l’Italia stava attraversando una crisi profonda e la concorrenza interna era molto agguerrita; eppure ai competitor mancavano la “voglia di emergere” e “la specializzazione sul prodotto che realmente interessa ai clienti” e soprattutto molti stavano spostando la produzione verso la Cina per ridurre i costi e aumentare i ricavi. Da qui la scelta di Egoitaliano di aggredire il mercato diffondendo il brand made in Italy – “Quello vero e non importato e poi assemblato in Italia” – in particolare all’estero, dove “c’è una grande richiesta di prodotti italiani”. Una strategia che ha dato i suoi frutti in appena un decennio: “Il nostro fatturato è cresciuto di circa il 20% ogni anno, fino ad arrivare ai 15 milioni di euro con cui abbiamo chiuso il 2015”. Merito, come detto, dell’export, visto che Egoitaliano dal profondo Sud del nostro Paese oggi è un marchio conosciuto in Francia, Inghilterra, Belgio e Repubblica Ceca, ma pure in Nord Africa, Medio Oriente e Far East. L’Italia, invece, rappresenta una piccola fetta degli incassi totali, perché, ammette l’AD dell’azienda, “da noi il mercato è interessato a un prodotto più economico”.

Azienda lean dal cuore local


Per raggiungere gli obiettivi, Egoitaliano ha scelto di affidare vendite e diffusione dei suoi prodotti ai negozianti di mobili e ai clienti indipendenti, ‘conquistati’ attraverso il presidio delle fiere di settore, cui l’azienda partecipa in giro per il mondo: “È il nostro modo per comprendere il mercato e ascoltare le richieste dei clienti”, racconta Stano. Un ruolo attivo in questo senso spetta al nipote – e socio fondatore – Scarcella “sempre in giro per il mondo”, mentre lo zio si concentra sull’acquisto dei materiali, ovviamente italiani e di massima qualità.
Ma il vero ‘segreto’ è nella strategia produttiva: Egoitaliano produce a Matera, nel distretto industriale del mobile imbottito che va dalla seconda città lucana fino a Montescaglioso e che un tempo impiegava circa 15 mila persone. È qui che l’azienda di Stano ha scelto di creare i suoi prodotti, affidandosi a una rete di artigiani locali che, forti di una profonda conoscenza del settore e di una apprezzata capacità, danno concretezza al design di Egoitaliano. “In azienda ci occupiamo di progettare i prodotti, disegnando ancora a mano per non perdere il nostro carattere artigianale; poi acquistiamo le materie prime verificandone la qualità; a questo punto condividiamo con i quattro laboratori nell’hinterland di Matera i progetti e i materiali per la realizzazione dei prodotti; infine ci affidiamo a un’altra azienda locale per la distribuzione”, spiega Stano.
Di digitalizzazione, insomma, c’è poco inEgoitaliano: i rari sistemi informatici riguardano lo stato di avanzamento della produzione, l’imballaggio e la distribuzione: “Abbiamo creato un software apposta per le nostre esigenze”, puntualizza l’AD. Che rivendica proprio il fatto che la produzione artigianale è alla base del successo aziendale: “In passato si è tentato di industrializzare il processo, ma non è possibile mantenere la stessa qualità, perché i nostri prodotti necessitano dell’attenzione dell’artigiano e l’industrializzazione, stressando le persone con il rispetto delle tempistiche, crea solo problemi”.
Insomma, il modello dell’azienda che crea tutto all’interno è superato, anche perché tornare a quel tipo di organizzazione imporrebbe farsi carico di tante persone e in tempi in cui la crisi è uno spettro che costantemente aleggia su tutti gli imprenditori è meglio un’impresa lean. E questa è stata proprio la scelta di Egoitaliano, che dà lavoro a circa 180 persone di cui una trentina con profili manageriali, che si occupano di acquisti, vendite e di coordinare i vari processi: “Il nostro obiettivo è ampliarci entro fine anno”, ammette Stano, ma sempre con skill in linea con le figure già presenti, quindi “personale giovane che conosce una – meglio due – lingue straniere”. E ovviamente corsia preferenziale per i talenti lucani, visto che il motto aziendale è “Proud to produce in Matera”, a conferma dell’anima local dell’impresa. Le competenze produttive, invece, possono restare fuori dall’azienda, malegate a doppio filo con essa proprio per il rapporto di fornitura: “Con un’azienda snella possiamo anche far fronte al calo degli ordini”, puntualizza l’AD di Egoitaliano.

 

Nessun aiuto dalle istituzioni


La scelta di rimanere in Basilicata, però, ha anche i suoi limiti: Matera è una città tagliata fuori dalle grandi arterie stradali e ferroviarie e quindi Egoitaliano deve spostarsi a Bari per esportare i suoi prodotti. Una decisione obbligata, anche a seguito delle continue promesse – mai mantenute – da parte delle istituzioni che puntano spesso l’attenzione sul Sud Italia, tuttavia solo a parole. “Ormai ci siamo arresi a questa situazione”, spiega Stano con un pizzico di delusione, anche se la sua organizzazione ha trovato il modo per destreggiarsi nella desolazione delle infrastrutture presenti nella regione.
Nonostante gli ostacoli, l’azienda non ha alcuna intenzione di lasciare l’Italia né tantomeno Matera, destinata a restare la sede dell’headquarter. Anche perché, come detto, le materie prime arrivano dal nostro Paese: per esempio il pellame è acquistato ad Arzignano, in provincia di Vicenza, polo conciario apprezzato nel mondo.
“Le materie prime pesano per il 50% sul costo finale del prodotto”, spiega l’AD di Egoitaliano, anche se è proprio questa continua ricerca di qualità a “essere apprezzata dai clienti”. “I nostri prodotti sono per intenditori di pelle”, aggiunge Stano, “perché l’apparenza può ingannare e serve qualcuno che capisca il tipo di materiale che sta comprando”. Anche i particolari colori proposti dall’azienda sono un plus rispetto alla concorrenza. E nell’organizzazione lo sanno bene, visto che gli investimenti vanno pure in questo aspetto.
Nonostante l’obiettivo di continua espansione all’estero, però, Egoitaliano vuole ampliare la sua presenza in Italia e per farlo hastudiato una linea ad hoc che possa soddisfare le richieste della clientela. Si tratta di Egolight, “una linea per chi cerca la miglior combinazione tra qualità, design e prezzo, pensata per un pubblico giovane” e che incontra anche le richieste del mercato, visto che i divani “sono accessibili a tutti pur senza rinunciare alla qualità e allo stile”.

Nel programma Elite di Borsa Italiana


Nel 2016, inoltre, è stata creata Egolab, una collezione di arredamento che rappresenta un laboratorio creativo e sperimentale che prende ispirazione da stili del passato e da pezzi di design storici rivisti in chiave contemporanea. “La nostra reinterpretazione mantiene un dialogo vivo e costante tra il made in Italy e la storia del design internazionale”, commenta Stano, mantenendo salda la tradizione artigiana. Tutti gli oggetti di Egolab, inoltre, hanno nomi di luoghi e simboli di altri Paesi, “a conferma dello stile cosmopolita” dell’azienda, che mantiene “l’inevitabile impronta del gusto italiano”.
A conferma che l’Italia non è un mercato da sottovalutare per Egoitaliano c’è anche l’entrata ad aprile 2016 nel programma Elite di Borsa Italiana, un progetto lanciato nel 2012 per incentivare la quotazione delle Pmi italiane, supportando e promuovendo lo sviluppo organizzativo e manageriale delle imprese più meritevoli, consentendo loro di affrontare le sfide globali. “Il programma di Borsa Italiana è funzionale sia per la crescita culturale del management della società sia per individuare e implementare i miglioramenti organizzativi”, ha commentato Stano. “Vogliamo ottimizzare la struttura delle fonti di finanziamento per acquisire una autonoma capacità di acquisizione dei capitali necessari per finanziare la crescita”. Insomma, Matera è solo il punto di inizio: il mondo è il vero orizzonte. 

 

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