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A FabbricaFuturo Bologna la Manifattura si racconta

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A FabbricaFuturo Bologna tornano di scena le testimonianze delle eccellenze manifatturiere del territorio. Dopo le tappe di Torino e Treviso, il roadshow promosso dalla casa editrice ESTE e della sua rivista Sistemi&Impresa che da oltre 10 anni osserva e racconta quanto accade nel settore manifatturiero, arriva a Bologna, ospitato dal Relais Villa Valfiore a San Lazzaro di Savena (Via Imelda Lambertini, 20). È in questa cornice che si raccontano Baltur, Finceramica, Furlotti & C., Metalcastello, Molini Pivetti, Surgital e Tampieri.

A caratterizzare l’incontro con le imprese manifatturiere sono i principali macrotrend del momento: la tecnologia per efficientare il business, la trasformazione digitale sostenibile e la ricerca del personale. I racconti delle aziende del roadshow esplorano queste tematiche, offrendo esempi concreti di produzioni resilienti.

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Le storie delle imprese manifatturiere si affiancano agli interventi dei partner di FabbricaFuturo: ally Consulting, Considi, Festo Consulting-Festo Academy, Made Competence Center Industria 4.0, Quin-Qgs, Vitale Zane & Co, 2Win Solutions, Reply Hermes, Siav e Smyro System. Oltre ai player di mercato, il panel di relatori è completato dagli accademici. E come sempre il roadshow propone molteplici occasioni di networking, durante i quali ci si può confrontare e scambiare contatti.

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Tra le storie delle aziende manifatturiere c’è quella di Surgital, impresa alimentare di 500 dipendenti e 98 addetti. A raccontarla è la sua Presidente Romana Tamburini, che ricordando l’amore per la propria terra, spiega come questa forza abbia poi generato valore economico e sociale, legandosi all’innovazione e alla sostenibilità. Capace di affrontare le sfide e di riorganizzarsi è stata anche Tampieri, gruppo il cui business principale è la lavorazione dell’olio (256 addetti e 538 milioni di euro), che di fronte all’interruzione della catena di fornitura del suo comparto nel 2020 ha modificato il suo approccio di business impostando nuove relazioni con i fornitori (lo speaker è Carlo Tampieri, CEO di Tampieri).

Di cambiamenti rapidi e imprevedibili parla anche Stefano Scutigliani, Amministratore Delegato di Metalcastello, azienda di produzione di ingranaggi per trasmissioni meccaniche (215 dipendenti e 78 milioni di euro di fatturato). Il manager spiega come l’integrazione tra le metodologie dell’Operational Excellence e le opportunità offerte dalle tecnologie e dell’analisi permettono di efficientare il processo di gestione della produzione, di ridurre gli sprechi, di migliorare la visibilità sull’intera Supply chain. Secondo la testimonianza di Scutigliani, la conseguenza positiva della condivisione delle informazioni all’interno dell’organizzazione è stato l’aumento della tempestività nel processo decisionale.

Finceramica, società del Gruppo Tampieri che sviluppa, produce e commercializza soluzioni terapeutiche innovative nel settore biomedico (37 addetti e 4,4 milioni di euro di fatturato) è un caso di innovazione tecnologica che ha permesso all’organizzazione di implementare una piattaforma digitale in grado di gestire le richieste dei clienti per ridurre i tempi di produzione e l’impatto ambientale. Il calcolo e il valore del dato per promuovere la sostenibilità sono anche al centro della testimonianza di Alessandro Zucchi, Responsabile Progetti di Filiera di Molini Pivetti, azienda alimentare di produzione di farina, con 51 dipendenti e 62 milioni di euro di fatturato.

La persona torna al centro della Manifattura

Come già accaduto nelle altre tappe di FabbricaFuturo, anche a Bologna la questione ‘personale’ resta al centro del confronto per le aziende manifatturiere, come evidenziato dalle imprese che si raccontano all’evento. Stefano Cresci, Gestione Risorse Umane di Furlotti, azienda di lavorazione della carne che conta 170 dipendenti e 44 milioni di euro di fatturato, spiega il progetto di sviluppo della comunicazione efficace, della corretta gestione dei conflitti e delle soft skill dedicato alle figure con maggiori responsabilità. Ma più che il progetto in sé, il vero valore è dato dalla formazione, concepita in azienda come uno strumento capace di creare motivazione e forte senso di appartenenza nelle persone e, indirettamente, come una leva strategica per il raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione.

Uguale valore alla formazione è anche attribuito da Baltur, azienda di produzione di macchine e attrezzature per il riscaldamento che conta 150 dipendenti e 60 milioni di fatturato, che sta sviluppando un progetto di mappatura delle competenze con lo scopo di valorizzare il personale. Guidati da Margherita Zaverio, HR Manager di Baltur, ci si addentra nel racconto di come si individua il gap tra il livello effettivo della persona e quello atteso, così da strutturare specifici programmi di aggiornamento.

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