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Internet of Things, l’innovazione strategica all’ASAP Service Management Forum

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L’Internet of Things con un focus sul ruolo delle tecnologie come elementi abilitanti dei servizi sono stati i temi al centro del XII Convegno ASAP Service Management Forum, evento che ha visto la partecipazione di oltre 60 aziende, per un totale di più 90 persone provenienti sia dal mondo industriale sia da quello accademico. L’edizione 2015, ospitata nella Villa Reale di Monza, è andata in scena il 12 ottobre 2015 ed è stata realizzata all’interno dell’iniziativa “Augmented Enterprise & service 2015” in collaborazione con SAP. Nicola Saccani (Università di Brescia), coordinatore Nazionale di ASAP, e Alberto Bastianon, Universities Alliance Country Manager di SAP Italia, hanno aperto i lavori introducendo il tema delle nuove tecnologie come fattore abilitante per lo sviluppo di smart services e di innovazione strategica per l’impresa. Il primo intervento della giornata è stato il keynote del Prof. Marco Perona dell’Università di Brescia che ha parlato dell’avvento di soluzioni “smart” per l’innovazione e la crescita aziendale. Durante l’intervento, Perona ha voluto ripercorrere l’evoluzione del pensiero liberale, dalla pubblicazione delle 95 tesi di Martin Lutero fino al famoso discorso di Martin Luther King I have a dream. Da questa introduzione, il professore è passato quindi a illustrare il ruolo della soluzione prodotto-servizio come un elemento fondamentale per il progresso e la prosperità aziendale e sociale. Un fattore importante per l’implementazione di queste soluzioni sono proprio le tecnologie. La convergenza di più tecnologie, dapprima separate, è in grado oggigiorno di favorire la risoluzione di problemi in maniera economica ed affidabile e generare un’esperienza profittevole per l’azienda. Questo percorso è, però, troppo spesso solo teorico: all’atto pratico le aziende tendono ancora oggi a focalizzarsi solo sulle innovazioni di efficientamento, che si traducono spesso in una riduzione dei costi e delle risorse perdendo di vista l’efficacia nella generazione di risorse. Il messaggio forte che Perona ha voluto lasciare alla platea, alla fine del suo intervento, è stato quella di abbandonare la logica finanziaria di breve termine, concentrandosi piuttosto sulla generazione di nuove soluzioni basate sull’innovazione sostenibile a lungo termine. In seguito Giovanni Focardi (IBM Italia) ha illustrato come la creazione di piattaforme tecnologiche possa offrire alle aziende forti opportunità di crescita del business dei servizi. Internet of Things, analytics e cloud sono i tre pilastri imprescindibili per IBM al fine di sviluppare ecosistemi per la gestione dei dati che possano rappresentare la base per la creazione di nuove piattaforme per lo sviluppo dei servizi. Un caso di sviluppo dei servizi è stato presentato anche da Giovanni Saccardi, product service and technical account manager di General Electric Oil&Gas. La massimizzazione della disponibilità dei beni è vista dall’azienda come elemento cardine per il successo del proprio business: per questo, attraverso un lungo processo di trasformazione, la società oggi si rivolge ai propri clienti offrendo un pacchetto di soluzioni prodotto-servizio chiavi in mano, con l’intento di garantire i livelli di affidabilità e disponibilità desiderati dai clienti, ponendoli come parametri nei contratti di servizio. La sessione del pomeriggio si è aperta con l’intervento di Asier Agirregomezkorta dell’azienda spagnola ULMA Servicios de Manutención e operante nel settore dei carrelli elevatori. Il relatore spagnolo ha illustrato il percorso che la sua azienda ha intrapreso per sviluppare un nuovo modello di business orientato al servizio. In risposta alla crisi economica, molto forte in questo settore, ULMA ha infatti radicalmente modificato il proprio business model mutando la strategia aziendale e spostandosi verso il noleggio dei propri carrelli. Questa complessa trasformazione ha coinvolto numerosi elementi del business model e ha richiesto un forte cambiamento anche nella mentalità e nella cultura aziendale. Agirregomezkorta ha presentato un esempio di come questa trasformazione possa essere gestita in maniera strutturata attraverso l’applicazione di uno specifico “business model innovation process” che consiste in una metodologia e di un insieme di strumenti integrati, sviluppato dall’Università degli Studi di Brescia, nell’ambito di un progetto finanziato dalla comunità europea denominato T-REX. La giornata si è infine chiusa con l’Assemblea ASAP, dove Nicola Saccani ha ripercorso le attività svolte nel corso dell’anno dai centri di ricerca che animano la Community. Più di 40 manager si sono poi ritrovati per le attività sociali riservate alle aziende aderenti ad ASAP, partecipando ad un “tour aumentato” alla Villa Reale di Monza, organizzato da Accademia+ e alla successiva cena sociale. La community ASAP ha inoltre partecipato all’iniziativa “Augmented Enterprise” promossa da SAP, che si è svolta il giorno successivo al tradizionale convegno. Il Prof. Mario Rapaccini (Università degli Studi di Firenze) ha introdotto la giornata parlando dell’innovazione al tempo dell’internet of Things, illustrando alcuni punti chiave emersi nel XII ASAP Service Management Forum del giorno precedente. In seguito a questo intervento c’è stato il keynote della Prof.ssa Irene Ng (University of Warwick) il cui intervento si è focalizzato sulla descrizione del mondo, sempre più digitale e interconnesso, in cui viviamo. I big data sono frutto di questo mondo: le nostre transazioni, i nostri movimenti e le nostre interazioni generano infatti ormai informazioni illimitate di cui troppo poco spesso siamo proprietari. All’intervento della Prof.ssa Irene Ng è seguito quello di Filippo Visintin (Università degli Studi di Firenze) che ha rimarcato l’importanza della relazione tra ricerca e imprese mostrando come, troppo spesso, questo rapporto sia troppo debole per poter generare un’innovazione fruibile. In questo senso, le nuove piattaforme tecnologiche a disposizione dei centri di ricerca, potrebbero rappresentare un potente strumento che facilita l’industrializzazione dei modelli innovativi sviluppati nel mondo accademico e favorire così il trasferimento della conoscenza maturata alle imprese. L’intervento di SAP, a cura di Giovanni Marconi, senior sales consultant, ha illustrato invece il concetto di impresa aumentata, intesa come impresa che opera in modo semplice, innovativo e digitalizzato. A seguito di questo intervento sono stati inoltre presentati esempi di nuovi modelli di business “aumentati” implementati da aziende partner di SAP: Espedia (augmented maintenance, con l’intervento di Publiacqua), Méthode (augmented fashion), Altea (realtà aumentata applicata al settore farmaceutico), Engineering (sicurezza “aumentata), Desys (augmented service) e Sdg (augmented maintenance). Di innovazione si è infine parlato nella sessione pomeridiana organizzata da ASAP e Tau-Ma, dove sono state presentate quattro idee in fase di sviluppo emerse dalle aziende e dai centri di ricerca che collaborano con la community. I protagonisti sono stati Paolo Fasoli (Poli Ricambi e Repair&Assistance), Federico Adrodegari (Università di Brescia), Vito Fortunato (Samsung) e Filippo Visintin (Università di Firenze). Massimo Pelaia e Daniele Pes (Tau-Ma) hanno condotto il workshop interattivo del pomeriggio, dove la platea è stata chiamata a valutare le idee innovative sulla base di un metodo illustrato dai relatori.

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