Intervista a Bentivogli: “Perché Blockchain è un’opportunità per le imprese”

Tags: blockchain, imprese, industria 4.0, Marco Bentivogli

Oggi nel mondo delle imprese c’è ancora poca chiarezza riguardo l’importanza della Blockchain. Con questo termine, nell’ambito dell’Industria 4.0, non si indica un database aperto e distribuito di transazioni di criptovalute. Si tratta piuttosto di una infrastruttura di collegamento con l’intero ecosistema che consente la disintermediazione e la costruzione del valore in modo più intelligente.

Se nella gestione delle persone la Blockchain può aiutare a creare legami di fiducia attraverso la verifica e la validazione delle informazioni (i cosiddetti Smart contract, protocolli informatici che facilitano, verificano e fanno rispettare l’esecuzione di un contratto), nell’ambito della fabbrica essa può cambiare in positivo le modalità di produzione.

Ne è convinto Marco Bentivogli, Segretario Generale Nazionale Fim Cisl (Federazione Italiana Metalmeccanici), nominato a fine 2018 dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) nella Commissione di esperti indipendenti per elaborare una strategia nazionale sull’Intelligenza Artificiale e la Blockchain. Una nomina che ha attirato anche alcune critiche, alle quali Bentivogli ha risposto che “essere autonomi dai partiti significa agire per il bene del Paese con qualsiasi governo, mettendoci la faccia sempre”.

In Blockchain Italia – Manifesto per un nuovo bene pubblico digitale, scritto a quattro mani con il tecnologo Massimo Chiriatti, il sindacalista ha proposto di considerare la Blockchain come un tema strategico per lo sviluppo del nostro Paese, che è caratterizzato per la maggior parte da aziende di piccole e medie dimensioni.
Secondo i due firmatari, per un tessuto produttivo come quello italiano i vantaggi dell’utilizzo della Blockchain sono numerosi: dalla sicurezza alla flessibilità, dall’efficienza alle garanzie sulla certificazione delle informazioni e dei dati e sulla gestione della privacy.

Nell’Industria 4.0, la Blockchain – intesa come nuova infrastruttura di base delle relazioni economico-sociali – può assumere un ruolo centrale come paradigma di riferimento per lo sviluppo di nuovi modelli e processi produttivi e di nuove forme di rappresentanza e gestione dei rapporti fiscali, contrattuali e di governance attraverso i contratti intelligenti.

Nuovi modelli produttivi e organizzativi

L'intervento di Marco Bentivogli all'evento Wellfeel organizzato da ESTE a Bologna

D’altra parte l’evoluzione della fabbrica è tra i principali temi trattati dal Segretario Generale Fim Cisl che, insieme con l’ex Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, a inizio 2018 ha anche presentato un Piano Industriale per l’Italia, affermando che la sfida della rapida trasformazione tecnologica mette in discussione i tradizionali modelli produttivi e l’organizzazione del lavoro.

Quindi la parola d’ordine per il Governo (di qualsiasi colore) e per le aziende dovrebbe essere “costruire” un futuro fondato su tre pilastri: competenze, impresa e lavoro. Anche il sindacato deve voltare pagina, puntando sul rilancio della formazione e abbandonando le vecchie logiche novecentesche.

La fabbrica del futuro, secondo Bentivogli, “non è un’isola nel deserto, deve stare all’interno di un ecosistema intelligente che punta sulla costruzione delle competenze in chiave smart, dove gli attori sociali giocano un ruolo straordinario”. Politica, imprese e sindacati sono chiamati a “saper anticipare i cambiamenti, altrimenti non riusciremo a determinare il ruolo delle persone in questo contesto”.
Sistemi&Impresa di recente ha incontrato il Segretario Generale Fim Cisl – presenza fissa a numerosi eventi promossi dalla casa editrice ESTE – per approfondire i temi della Blockchain e dell’evoluzione della fabbrica del futuro.

Perché la Blockchain deve essere considerata un’opportunità per le imprese?

Nella recente fase di verticalizzazione dell’impresa in ottica di filiera, servono infrastrutture di collegamento che non riguardano solo la semplice digitalizzazione.  La Blockchain non è la soluzione a tutto, come qualcuno pensa, ma può rappresentare una tecnologia molto utile per il sistema produttivo, il lavoro e le imprese. La grande confusione che si fa oggi è: “Blockchain uguale digitalizzazione”.  In realtà è qualcosa di diverso, questa tecnologia in un processo produttivo può rappresentare un’infrastruttura di collegamento certificato tra i vari nodi della catena del valore e tra le varie imprese, sia nel territorio nazionale sia a livello internazionale. La Blockchain infatti permette di certificare e controllare le fasi produttive e la qualità del processo produttivo.

Rispetto al mondo della fabbrica, come pensa che cambierà il modo di produrre?

Blockchain, AI e più in generale tutte le tecnologie legate al digitale e alle biotecnologie cambieranno sicuramente il modo di produrre e di lavorare che diventerà sempre più sartoriale e sempre meno seriale. Come spiegato nel Manifesto scritto con Chiriatti, la Blockchain non riguarda solo le criptovalute per la quale è conosciuta dai più. Nella nuova fabbrica intelligente, essa può essere utile  ai processi produttivi e al collegamento “certificato”  tra la fabbrica e la filiera di costruzione del valore utile a passare dalla fabbrica integrata (un concetto degli Anni 90 quando in Italia è arrivata la Lean production), a una fabbrica che dialoga e interagisce con l’habitat esterno: Smart city, Smart grid, banche dati, Pubblica amministrazione e così via, coinvolgendo e integrando in maniera sicura e certificata ambiti diversi tra loro.

Qual è il valore aggiunto della Blockchain per le Piccole e medie imprese?

Nel medio-lungo periodo, la Blockchain e l’AI potranno aiutare anche le imprese medio-piccole ad aumentare la loro produttività ed efficienza. Infatti, nell’ecosistema intelligente, anche l’artigiano digitale potrà avere un rapporto con la media-grande impresa, perché con queste infrastrutture si avrà la possibilità di abbattere molte esternalità e costi indiretti. L’altro aspetto di grande interesse nella produzione è la tracciabilità.

L’intervista completa è pubblicata sul numero di Gennaio-Febbraio di Sistemi&Impresa.
Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)

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