La pianificazione finanziaria per lo sviluppo del business

Pianificare e monitorare le risorse finanziarie per garantire la crescita: gli strumenti di Corporate Performance Management come leva strategica per lo sviluppo

Tra maggio e luglio abbiamo organizzato due appuntamenti dedicati alla pianificazione finanziaria, a Bologna e Milano. Due occasioni per confrontarci con docenti, CFO e il nostro partner Talentia Software, in merito al tema della pianificazione finanziaria. Siamo partiti nell’elaborazione del nostro tema dalla considerazione che nello scenario economico attuale, complesso e instabile, gli orizzonti di breve periodo sono i peggiori nemici dello sviluppo. Le aziende, per garantirsi la competitività nei mercati globali, hanno bisogno di indirizzare le loro strategie con orizzonti ampi, e questo può avvenire solo potendo contare su strumenti in grado di effettuare un’attività previsionale di medio-lungo periodo. Questo consente di valutare la sostenibilità di nuovi investimenti e orientare le strategie in merito alla crescita e allo sviluppo di nuove linee di business. Un’attenta azione di monitoraggio, supportata da strumenti finanziari che consentono di calcolare e valutare l’entità delle risorse che possono essere investite, permette di elaborare ipotesi di budget che sostengono i piani di sviluppo. La correttezza e affidabilità dell’informazione è dunque alla base di una pianificazione finanziaria indispensabile per garantire la sostenibilità e continuità del business.

Siamo partiti a Bologna da una riflessione di Claudio Baccarani, professore ordinario di economia e gestione delle imprese presso l’università degli studi di Verona con una riflessione in merito alla vitalità dell’impresa. La vitalità dell’impresa consiste, secondo il professor Baccarani, nella capacità dell’organizzazione di esprimere performance competitive in grado di confrontarsi con quelle dei concorrenti. L’acquisizione e il mantenimento di questa condizione sono il risultato della combinazione armonica di quelli che si potrebbero definire gli ‘stati di salute’ dell’impresa. Centrali per il raggiungimento di condizioni ideali di salute organizzativa sono il benessere che si respira all’interno dell’impresa e il livello di reputazione percepito dagli stakeholder aziendali. E per garantire uno stato di salute organizzativa e benessere dell’azienda nel tempo, diventa fondamentale concentrarsi sull’equilibrio finanziario, in grado di sostenere lo sviluppo e la continuità della missione che l’azienda si è prefissata.

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Bologna, 6 maggio. Al tavolo dei relatori, da sinistra: Marco Bossi, Chiara Lupi, Claudio Baccarani, Hélène Pambianchi e Stefano Della Valle

A Milano ha aperto invece i lavori Alberto Bubbio, professore di economia aziendale e responsabile dei corsi di programmazione e controllo e misurazione delle performance aziendali dell’Università Carlo Cattaneo che ci ha parlato di crescita sostenibile. Le strategie di crescita nei prossimi anni, ha spiegato Bubbio, devono tenere conto della struttura finanziaria dell’impresa. Prima di stabilire i ritmi di crescita – growth rate – è necessario prestare attenzione all’autofinanziamento e alla redditività. In questo modo sarà possibile definire una crescita sostenibile che abbia come conseguenza, rispetto al grado di indebitamento, i risultati attesi. Bubbio introduce il concetto di ‘finanza costruttiva’, a sottolineare che una gestione in grado di prevenire, o addirittura evitare i problemi, è possibile. Passare dalla possibilità alla certezza si può utilizzando soluzioni tecnologiche in grado di pianificare e valutare a medio e lungo termine il fabbisogno e l’equilibrio finanziario, in modo da ridurre le probabilità di rischio ed evitare azioni che vadano nella direzione opposta alla salute e all’equilibrio.

La platea all’evento di Milano del 9 luglio

La platea all’evento di Milano del 9 luglio

Di questo ci ha parlato Marco Bossi, managing director di Talentia Software, sottolineando come avere un punto di osservazione esteso, ampliare la prospettiva di valutazione delle strategie di sviluppo del business permette di disporre di una visione più completa per identificare i fabbisogni economici e finanziari di un’impresa. Poter accedere a informazioni affidabili da elaborare e analizzare in un’unica piattaforma consente una capacità previsionale e una gestione accurata e flessibile, in grado di adattarsi ad azioni correttive. E anche a cambi di modelli di business. Ed è proprio questo il caso prospettato da Stefano Della Valle, Cfo La Rinascente che ha messo in luce come il passaggio da ‘private label’ a ‘house of brand’ abbia reso necessarie alcune azioni tra cui la riorganizzazione interna, la revisione del piano di investimenti, la definizione del piano industriale e la previsione delle risorse finanziarie necessarie. Un cambio radicale, impossibile da portare avanti con successo senza una pianificazione finanziaria a supporto delle strategie aziendali. Avere dunque adeguati strumenti per sostenere i ‘cambi di rotta’ ma anche per pilotare le scelte di business. E questa è l’esigenza espressa da Hélène Pambianchi, corporate and sales controller, Brevini Power Transmission. Per guidare e non lasciarsi guidare dagli eventi, è fondamentale poter disporre degli strumenti giusti: per mantenere il controllo e poter disporre di tutte le informazioni che consentono al management di orientare correttamente le decisioni. La visione a lungo termine, la proiezione sul futuro, si può immaginare solo potendo contare su dati certi, per questo Pambianchi sottolinea il tema dell’affidabilità del dato. Poter contare su strumenti che garantiscono la produzione di dati di qualità aiuta anche a gestire la complessità del nostro presente. In questo ragionamento sul forecasting e sull’affidabilità dei dati non è possibile tralasciare l’elemento umano e di questo ci ha parlato Valerie Bénéteau, Cfo del Gruppo Sebeto. In un processo di forecasting è importante stabilire a chi attribuire la responsabilità delle componenti del processo. Nel momento di confronto tra previsione e dati effettivi raggiunti, è importante poter attribuire la responsabilità delle varianze. E la determinazione di questi aspetti contribuisce, secondo la Bénéteau, al successo dei progetti. Il punto centrale resta sempre l’informazione e la sua affidabilità. Anche attingendo dal CRM. Maria Teresa Orlando, Cfo & Hr director di Endress +  Hauser Italia ha testimoniato l’importanza di vedere e apprendere in tempo reale e alla fonte tutte le informazioni utili a elaborare un piano integrato di gestione aziendale, formulare nuove necessità di modelli di controllo con pochi KPI e una pianificazione vicina alla realtà. Il CRM è una strategia per la gestione di tutte le interazioni che hanno luogo con i clienti e consente di monitorare la produttività, concludere più trattative e aumentare il livello di soddisfazione e la fidelizzazione dei clienti. Tra le testimonianze ospitate a Milano, Alessandro Aymone, Cfo Barklays Bank Italy: anche le aziende finanziarie sono naturalmente chiamate a gestire processi di misurazione delle performance, solo hanno peculiarità e logiche differenti. Il comune denominatore con altri settori industriali è la necessità di avere una vista unica che consenta non tanto di fare previsioni quanto di stimolare determinate performance.

Pascal Palmisciano, professional service manager cpm & finance – Talentia Software

Pascal Palmisciano, professional service manager cpm & finance – Talentia Software

Comprendere la realtà aziendale, poter contare su dati che consentono di monitorare l’equilibrio finanziario con strumenti semplici, integrare processi di pianificazione, budget e reporting – come ha spiegato Pascal Palmisciano, professional service manager cpm & finance – Talentia Software, aiuta a migliorare la vista delle nostre aziende. E quindi a prendere decisioni migliori.

Al link http://www.talentia-software.it/soluzioni/corporate-performance-management.html sono disponibili maggiori informazioni sulle soluzioni Talentia CPM e Finance.

www.talentia-software.it

Info.it@talentia-software.com

 

 

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