Per realizzare la Fabbrica del Futuro dobbiamo cambiare mentalità. E modo di lavorare

Torino, 10 giugno 2014, abbiamo parlato di Fabbrica Intelligente. Con il sostegno dei principali attori del mercato e di un parterre di relatori altissimo profilo abbiamo cercato di capire come fare perché i nostri contesti produttivi diventino ‘smart’, che vuole dire, come ha spiegato Sergio Terzi dell’Univesità degli Studi di Bergamo, in grado di produrre in tempi rapidi, e quindi prima e meglio di altri, prodotti o servizi che il mercato richiede.

Marco Taisch, Professore di sistemi di produzione avanzati, Politecnico di Milano

Marco Taisch, Professore di sistemi di produzione avanzati, Politecnico di Milano

Le tecnologie emergenti, ha spiegato Marco Taisch del Politecnico di Milano in apertura dei lavori, sono forse l’unica opportunità, insieme a un ripensamento dei modelli di business, per mantenere la necessaria  competitività sui mercati internazionali. Le nostre industrie manifatturiere devono raggiungere quella maturità digitale che consente di ridurre i costi e raggiungere l’eccellenza. Per questo è necessario rompere gli schemi e creare ambienti collaborativi. Le nuove tecnologie, integrate e interconnesse, sono il presupposto per la realizzazione della smart factory. Una factory dove sono sempre più diffusi gli utilizzi di smartphone e tablet e l’esigenza di estendere a tutti l’accesso a dati e processi apre la strada a una nuova famiglia di applicazioni aziendali: Dario Marzoni di Parallaksis ci ha introdotto al concetto di Information Lifecycle Management. L’obiettivo? Integrare sistemi aziendali e processi diversi e proporre un’unica interfaccia fruibile da qualsiasi dispositivo. Le nostre industrie manifatturiere, come ha spiegato Cesare Testore di Capgemini, sono tradizionalmente lente nell’adottare le tecnologie digitali, ma passare da una situazione ‘tradizionale’ al disegnare un contesto innovativo, è possibile. Se le aziende manifatturiere sono ‘beginners’ l’accelerazione verso il digitale è inarrestabile.

Avanti tutta: direzione manifatturiero avanzato
Il passaggio verso le tecnologie avanzate è un trend, rompere gli schemi e creare ambienti collaborativi è un imperativo sottolineato anche da Matteo Arcidiaco di Autodesk. Attenzione però. Maurizio Gattiglio di Prima Industrie e Chairman EFFRA sottolinea come ci voglia coraggio per fare innovazione. La Fabbrica del Futuro non è solo un fatto tecnologico, è un cambio di mentalità, di paradigma. È ora di cambiare marcia e creare fabbriche vicine ai clienti, dove viaggiano i dati più delle merci. “Nel mondo di domani – commenta Gattiglio – si esporteranno sempre meno oggetti, si esporteranno le conoscenze”. E qui entra in scena la stampa 3D, con i nuovi paradigmi produttivi che questa tecnologia porta con sé. E così anche a FabbricaFuturo si è toccato con mano la magia della stampa 3D con le demo del service di stampa Gruppo Ada.

Fabio Della Lena di Infor ha aperto il suo intervento affermando che ‘siamo già nel futuro’, il mondo è già digitale per questo è urgente cambiare il modo di lavorare e ripensare come le persone lavorano. Questo è un tema

Sala, lunch

Sala espositiva, lunch

che merita maggiore attenzione e l’intervento Sauro Lamberti di Nuovamacut si è focalizzato sulla necessità di sviluppare maggiore consapevolezza in merito al fatto che cambiano i processi produttivi, ma dobbiamo sapere come sta lavorando ogni reparto produttivo, dobbiamo avere maggiore attenzione per i processi operativi e ridurre i costi di sviluppo prodotto per cogliere maggiori opportunità. Le nuove tecnologie integrate e interconnesse possono rappresentare la chiave di volta per una gestione dei processi e dei flussi aziendali snella, efficiente e ottimizzata.

Dalla gestione del ciclo di vita del prodotto a quella del servizio
Perché i modelli di business possono, devono evolvere. Le aziende passano dall’offrire prodotti al proporre servizi e allora Roberto Pinto dell’Università degli Studi di

Roberto Pinto, Professore Aggregato di Logistica e Supply Chain Management, Università degli Studi di Bergamo, e Responsabile ricerca area Supply Chain Management del CELS

Roberto Pinto, Professore Aggregato di Logistica e Supply Chain Management, Università degli Studi di Bergamo, e Responsabile ricerca area Supply Chain Management del CELS

Bergamo ha spiegato come poter trovare un punto di equilibrio tra la soddisfazione del cliente e le esigenze dell’azienda. Le metodologie che permettono di progettare in modo strutturato un servizio nello stesso modo in cui si progetta un prodotto, ci sono. Bisogna applicarle.Dobbiamo anche aver chiaro però che accanto al ripensamento dei modelli di business, al viaggio verso l’adozione delle tecnologie digitali, ci sono le persone e quindi abbiamo concluso le riflessioni della mattinata con l’intervento di Alberto Bertagnoglio dedicato alle competenze di cui ha bisogno la nostra fabbrica intelligente.
I focus per area tematica
Il pomeriggio si è articolato con cinque sessioni parallele verticalizzate per mercati e tematiche. Hanno partecipato alle singole sessioni.

Automotive: Parallaksis, Capgemini, Siemens PLM Software, Teamsystem e Comau
Fashion: Lanificio Botto, Università di Parma, Liabel
Food: Tech Data Italia, Generale Conserve, Capgemini, Università di Parma, Infor
PLM: Man and Machine, Knowledge for Aviation, Politecnico di Milano, Siemens PLM Software, Nuovamacut
SCM: Aermatica, Università di Bergamo, Università di Udine.

 

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