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Uomo protagonista della digitalizzazione con la tecnologia indossabile

Tags: digitalizzazione uomo, Internet of Things, ProGlove, wearable device

Restituire all’uomo il ruolo di protagonista all’interno della fabbrica e del processo produttivo sempre più digitalizzato. Mentre molti sono ancora concentrati sull’ipotetico saldo negativo tra lavoratori e robot – spesso leggendo i dati in modo allarmistico, senza tenere conto che le rivoluzioni industriali hanno storicamente imposto cambi disruptive (non per nulla si chiamano “rivoluzioni”) – per fortuna c’è chi lavora per creare soluzioni in grado di conciliare la presenza umana anche in quei contesti tecnologicamente più avanzati.

Paradossalmente le novità capaci di (ri)dare importanza al lavoro umano – o almeno di salvaguardare l’occupazione – non arrivano dai tecnofobi, impegnati a lanciare allarmi, bensì dai tecnottimisti. È in questo gruppo di pensiero che si inserisce ProGlove, startup nata in Germania a dicembre 2014 dopo aver vinto la sfida organizzata da Intel Make it Wearable nella Silicon Valley e sviluppatasi in seno a BMW (i suoi fondatori erano quattro giovani stagisti del colosso automobilistico tedesco) che realizza soluzioni scanner indossabili che semplificano le attività produttive.

Se è comunemente nota la possibilità di collegare, attraverso sensori e sfruttando le potenzialità dell’Internet of Things, macchine e robot con i sistemi informativi aziendali per estrarre valore dai dati, in realtà la stessa cosa può essere fatta con l’uomo che, in questo modo, aumenta la sua capacità produttiva, di fatto diventando un attore principale della digitalizzazione e non più un elemento a margine dello sviluppo tecnologico.

Non che bastino i device portatili per rimettere al centro l’essere umano, però i nuovi scanner danno l’idea di come l’innovazione si possa conciliare con la presenza dell’uomo, in particolare in fabbrica, dove i robot sono comunque destinati a farla da padrone. “Siamo convinti che non possa esistere una produzione senza robot e che l’automazione abbia dei limiti”, ammette in esclusiva a Fabbricafuturo.it Luciano Magiar, Country Manager Italy di ProGlove. “Ma il nostro obiettivo è valorizzare l’elemento umano in fabbrica, rendendo il suo lavoro più agevole e quindi più performante”.

La tecnologia potenzia le capacità umane

Le nuove soluzioni di scanner indossabili – i dispositivi si applicano sui guanti, pesano appena 40 grammi e si attivano con il naturale movimento di pollice e indice – consentono di liberarsi dei tradizionali device portatili che, pur migliorati nel tempo, restano scomodi e qualche volta ingombranti: avere lo strumento costantemente a disposizione migliora l’efficienza e l’efficacia dei processi di scansione e soprattutto impedisce che l’operatore si distragga.

Secondo i calcoli di ProGlove, il risparmio è assicurato. In BMW, tra i primi ad adottare gli scanner indossabili, è stato rilevato il risparmio di quattro secondi per scansione; calcolando che ogni auto richiede circa 1.000 scansioni e che un secondo risparmiato in ambito Automotive vale circa un euro, se ne deduce che il risparmio per vettura vale circa 4mila euro.

L’utilizzo della soluzione indossabile, che dialoga direttamente con i sistemi informativi dell’azienda via bluetooth o con la mediazione di access point, non è utile solo durante l’assemblaggio dei prodotti. Per esempio la fase di picking può essere ottimizzata proprio perché l’operatore può costantemente tenere d’occhio ciò che sta facendo leggendo nello stesso tempo i codici a barre dei materiali che deve inviare alla linea di produzione; il processo risulta ancora più efficace in caso di pick by light, dove serve leggere il colore delle luci per farsi guidare nell’attività. E s’immagini il potenziale di ottimizzazione in quelle numerose Piccole e medie imprese che si stanno affacciando ora alla digitalizzazione e che ancora sono ferme alla carta…

Verso il digital twin umano

La tecnologia indossabile – non certo una novità, ma di sicuro ancora in fase di adozione – si sta diffondendo rapidamente. Non c’è solo l’Automotive, pure la Logistica, i Trasporti e l’Ecommerce. Associare ai wearable device la funzione di lettura dei codici a barre offre in più la possibilità di personalizzare l’interazione con la tecnologia, scegliendo i suoni emessi dagli strumenti (o le luci) affinché l’operatore sia guidato e informato sul corretto svolgimento del lavoro.

Nonostante la giovane età, ProGlove in realtà è già cresciuta, arrivando a contare due sedi (Monaco e Chicago) e circa 200 dipendenti di 40 Paesi diversi. Inoltre, è recente il finanziamento di 40 milioni di dollari di Summit Partners: una scelta, quella della società internazionale che si occupa di investimenti alternativi e che gestisce attualmente oltre 19 miliardi di dollari di capitale dedicato alla crescita azionaria, al reddito fisso e alle opportunità di public equity, finalizzata alla crescita e all’espansione globale di ProGlove. A rappresentare l’azienda in Italia è Magiar, da poco nominato Country Manager con il compito di guidare la lo sviluppo del business nel nostro Paese.

Tra le novità in fase di lancio, ce n’è una che riguarda la ‘digitalizzazione’ dell’uomo, con la creazione del suo gemello digitale, al pari di quanto già accade con i prodotti. Lo human digital twin, reso possibile proprio dalla tecnologia indossabile, consente di tracciare le attività umane e di estrarre nuovi dati utili per ottimizzare i processi o per monitorare le aree di intervento. È già tempo di un nuovo segmento di business che sposta l’attenzione dal prodotto ai servizi offerti.

Dario Colombo

Dario Colombo, laureato in Scienze della Comunicazione e Sociologia presso l’Università degli Studi di Milano, è caporedattore della casa editrice Este. Giornalista professionista, ha maturato esperienze lavorative all’ufficio centrale del quotidiano online Lettera43.it dove si è occupato di Economia e Politica, e nell’ufficio stampa del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

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