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AI, tracciabilità e competenze, la nuova Supply chain passa da qui

Tags: digital supply chain, Ermanno Rondi, Fabio Pettarin, Fabio Tiozzo, Gianluca Giaccardi, Roberto Pinto, Simone Marchetti

Occhi puntati sulla filiera. Più che delle potenzialità della singola impresa, oggi il valore competitivo di un’azienda è il frutto delle performance di tutti gli attori coinvolti nella catena produttiva. Dall’approvvigionamento al prodotto finale, l’insieme della attività volte a migliorare le prestazioni e l’efficienza dei flussi è cresciuto e diventato sempre più complesso.

Da catena lineare, la Supply chain è diventata una struttura reticolare: ciò vale sia in ambito B2B, dove l’attenzione è focalizzata su affidabilità, collaborazione e gestione dei rischi, sia in ambito B2C, dove contano tracciabilità e visibilità della catena del valore.

La Supply chain è ormai considerata una leva determinante per il successo di un’attività, purché sia agile, sicura e trasparente. E, soprattutto, sempre più digitale.

Sistemi&Impresa ha raccolto l’opinione di manager ed esperti del mercato, che hanno fatto il punto sui trend e sulle caratteristiche della nuova catena di valore per l’agilità dei processi.

Roberto Pinto, Professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale, dell’Informazione e della Produzione dell’Università di Bergamo: “Stiamo assistendo, in diversi processi e a vari livelli, all’introduzione di tecnologie digitali il cui obiettivo è rendere più efficace la collaborazione, grazie alla possibilità di conoscere in tempo reale la disposizione delle merci in transito, lo stato dei vari impianti, la domanda che proviene dai punti vendita. Non è la digitalizzazione che crea la collaborazione, ma può stimolare, facilitare, abilitare. E tutto questo porta con sé un’esigenza in termini di competenze”.

Gianluca Giaccardi, Chief Product Officer di Tesisquare: “L’innovazione tecnologica non è la panacea di tutti mali, ma un abilitatore del cambiamento. Una Supply chain più integrata comporta una serie di modifiche all’organizzazione non sempre facili da gestire in tempi ristretti. In questi casi, un approccio pragmatico con progetti step by step consente più facilmente di raggiungere obiettivi tangibili, scalando livelli di complessità e capitalizzando gli investimenti fatti e i benefici ottenuti”.

Fabio Tiozzo, Strategic Services Director di JDA Software: “Sono numerosi i clienti che stanno sfruttando le soluzioni di Supply chain. In Italia notiamo un forte interesse per le soluzioni di AI e Machine learning. Tuttavia, la forte cultura delle aziende italiane rispetto alla qualità del servizio e del prodotto e la crescente attenzione ai temi della sostenibilità fanno sperare in un superamento delle incertezze a favore di maggiori investimenti”.

Fabio Pettarin, Presidente di Tecnest: “Nel recente passato e spesso ancora nel presente, una azienda era connessa, dal punto di vista dello scambio delle informazioni, al massimo con i fornitori e i clienti; adesso c’è la volontà e possibilità di concepire i processi di business in modo più collaborativo, sia verso l’interno che verso l’esterno. Inoltre, se fino a qualche anno fa per motivi economici e culturali questi processi erano appannaggio delle grandi imprese, oggi sono applicabili anche nelle Piccole e medie aziende, tipiche del nostro tessuto produttivo”.

Ermanno Rondi, Amministratore Delegato di Incas: “Tutta la catena logistica sta andando incontro, per necessità, a una digitalizzazione molto spinta: laddove rimangono aperti processi manuali, questi diventano presto obsoleti. È diventata una conditio sine qua non: se non si digitalizza tutta la catena qualitativa, non si resta competitivi sul mercato. Quando compriamo qualcosa in Rete, seguiamo l’andamento dell’ordine passo dopo passo. Ciò si sta trasferendo sul terreno industrial con il cliente che vuole sapere in qualsiasi momento a che punto è il suo ordine”.

Simone Marchetti, Business Development Manager, Digital Supply Chain Solutions di Oracle Italia: “Eravamo abituati a un mondo in cui le aziende produttrici dettavano i tempi per i fornitori e per il go to market, con un modello di Supply chain lineare. Oggi questa struttura, fatta di diversi blocchi che realizzavano singoli compiti, è stravolta. Ciò comporta la necessità di un forte interscambio di informazioni da parte di tutti i soggetti, che devono essere ben al corrente di quello che sta succedendo sul mercato ed essere capaci di anticipare le esigenze dei clienti”.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di ottobre 2019 di Sistemi&Impresa.
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