Veneto: andamento e previsioni dell’economia regionale

Tags: economia regione veneto, fatturato, indicatori, occupazione, ordinativi, previsioni, Produzione, scenari, veneto, VenetoCongiuntura

Fonte: www.venetocongiuntura.it

Nel quarto trimestre 2012, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, la produzione industriale ha mantenuto un trend negativo con un calo del -3,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011. Anche nel confronto con il trimestre precedente, i livelli produttivi hanno segnato un ulteriore rallentamento del ciclo economico (-1,5%1 la variazione congiunturale destagionalizzata). L’analisi congiunturale del quarto trimestre 2012 sull’industria manifatturiera, realizzata da Unioncamere del Veneto con la collaborazione della Confartigianato del Veneto, è stata effettuata su un campione di 2.889 imprese con almeno 2 addetti.

 

Andamento della produzione industriale - IV trimestre 2009- IV trimestre 2012

Andamento della produzione industriale – IV trimestre 2009- IV trimestre 2012

 

La caduta della produzione è stata confermata dal grado di utilizzo degli impianti che si è attestato al 70 per cento della piena capacità produttiva, stabile rispetto al trimestre precedente. Sotto il profilo dimensionale il calo dell’indicatore ha continuato ad interessare in modo più marcato le microimprese (2-9 addetti) che hanno registrato una contrazione del -7,9 per cento. A seguire le grandi (250 addetti e più) e le piccole imprese (10-49 addetti) che hanno evidenziato una flessione rispettivamente del -4,5 e –3,5 per cento. Le medie imprese (50-249 addetti) hanno mostrato la performance migliore (-1,9%). Per quanto riguarda le tipologie di beni le variazioni tendenziali rimangono negative e in linea con il trimestre precedente. Le imprese che hanno realizzato beni di investimento hanno registrato un -4,5 per cento, seguite dalle imprese che producono beni di consumo e intermedi (-3,3% e -3%). Anche sotto il profilo settoriale si evidenziano variazioni negative. In particolare, si riconfermano le performance peggiori nei comparti del legno e mobile (-6,7%), del marmo, vetro, ceramica (-6,4%) e dei mezzi di trasporto (-6,1%). La contrazione meno marcata è stata quella dell’alimentare (-1,5%).

Gli altri indicatori

Fatturato

Rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, il fatturato totale ha registrato un ulteriore calo dello stesso tenore di quello della produzione (-3,3 per cento). In rapporto alla variazione dello scorso trimestre l’indicatore ha mostrato un leggero miglioramento, attribuibile principalmente alle vendite estere. A livello dimensionale la performance peggiore arriva dalle microimprese e dalle grandi imprese con diminuzioni rispettivamente del -6,4 e -5,4 per cento, seguite dalle imprese di piccole e medie dimensioni (-3,5% e -1,9%). I settori che hanno subito i cali più significativi sono stati il legno e mobile (-7,7%) e i mezzi di trasporto (-6,2%); gli andamenti migliori invece si sono registrati nei comparti della gomma e plastica (-1,4%) e dell’alimentare (-1,8%). La variazione negativa dell’indicatore è ascrivibile alla caduta del marcato interno. Il fatturato interno ha registrato infatti una contrazione del -5,2 per cento su base annua. Sotto il profilo dimensionale, contrariamente agli altri indicatori, la dinamica peggiore è stata evidenziata dalle grandi imprese che hanno subìto un decremento del -7,8 per cento. Seguono le micro (-6,8%), le piccole (-5%) e le medie imprese (-4,5%). I settori con il trend negativo più marcato risultano quelli dei mezzi di trasporto, del legno e mobile e del marmo, vetro, ceramica (-10,6, – 8,8 e -8,6%). Positiva è risultata la dinamica del fatturato estero, che ha messo a segno un +0,6 per cento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Tale andamento è stato determinato sotto il profilo dimensionale dalle medie e piccole imprese (rispettivamente +1,7% e +1%). Segno negativo invece per le imprese di grandi dimensioni, che hanno registrato una flessione del -3,5 per cento. A livello settoriale si evidenziano variazioni positive in quasi tutti i comparti. In particolare, spiccano le variazioni del marmo, vetro, ceramica (+3,3%), dei metalli e prodotti in metallo (+2,9%), dell’alimentare (2,1%), del tessile e abbigliamento e della carta e stampa (entrambi +1,8%). Negative invece sono state le variazioni relative ai settori del legno e mobile, dei mezzi di trasporto e della gomma e plastica (-2,8, – 2,7, -1,1%).

Ordinativi

Anche gli ordinativi totali hanno registrato una diminuzione su base annua (-3,2%), imputabile alla domanda domestica. La performance peggiore dell’indicatore è stata rilevata nelle micro (-7,5%) e nelle piccole imprese (-3,1%) mentre si sono evidenziati valori più contenuti nelle imprese di maggiori dimensioni. A livello settoriale, hanno subito la variazione più marcata i comparti del legno e mobile (-7,9%) e del marmo, vetro, ceramica (-6,9%). Gli ordinativi provenienti dal mercato interno hanno segnato una flessione pari al -5 per cento. Sotto il profilo dimensionale, la dinamica negativa è attribuibile principalmente alle micro imprese (-7,7%). Per quanto riguarda i settori, il marmo, vetro, ceramica e il legno e mobile hanno subìto i cali più significativi rispettivamente del -9,7 e -9,2 per cento. Seguono il comparto del tessile e abbigliamento (-6,9%) e delle macchine e apparecchi meccanici (-5,8%). Gli ordinativi provenienti dal mercato estero hanno registrato invece un valore positivo pari a +0,6 per cento. Sotto il profilo settoriale si sono evidenziate variazioni positive, ad esclusione dei mezzi di trasporto, del legno e mobile e delle macchine elettriche ed elettroniche. Le microimprese hanno messo a segno l’andamento peggiore (-4%), mentre le imprese di maggiori dimensioni (10 addetti e più) sono risultate in lieve ripresa con una variazione positiva pari a +0,6 per cento.

Occupazione

Il mercato del lavoro continua a registrare delle perdite. Rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno l’indicatore ha evidenziato una flessione del -1,3 per cento. I cali più significativi si sono evidenziati nelle imprese di piccole dimensioni (microimprese -2%, piccole imprese -1,5%). Le altre classi dimensionali hanno mostrato andamenti negativi ma più contenuti. A livello settoriale i cali occupazionali più marcati si rilevano nei mezzi di trasporto, nel legno e mobile e nella carta e stampa (rispettivamente -5, -3,3 e -3%). Il settore alimentare, bevande e tabacco ha presentato invece un leggero aumento (+0,3%).

Previsioni

Le aspettative degli imprenditori per i prossimi tre mesi rimangono negative con i valori più critici nelle microimprese. Per quanto riguarda la produzione il saldo delle risposte tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione è pari a -32,8 punti percentuali. Saldi analoghi si sono registrati anche per il fatturato e gli ordini interni (rispettivamente -32,3 e -36,4 p. p.). In lieve miglioramento, rispetto al trimestre precedente, invece le attese degli ordini esteri, dove il saldo delle risposte è risultato pari a -6,9 punti percentuali (era -12,3 p.p.). Stabili sono rimaste le previsioni dell’occupazione (-15,1 p. p.).

Previsioni a 3 mesi della produzione industriale

Previsioni a 3 mesi della produzione industriale

 

Indice regionale della produzione industriale (IRPI)

A partire dal primo trimestre 2010, Unioncamere del Veneto ha affinato le elaborazioni sui dati raccolti attraverso le indagini congiunturali sulla base della metodologia adottata dall’Istat. Tale necessità è stata dettata dalla sfavorevole fase congiunturale che sta attraversando l’economia regionale e nazionale, che richiede l’utilizzo di metodi più accurati per misurare le variazioni registrate dai principali indicatori. In particolare le variazioni tendenziali (ottenute confrontando il trimestre in esame con il corrispondente trimestre dell’anno precedente) risultano molto amplificate – per un effetto semplicemente algebrico – in ragione delle forti oscillazioni del ciclo economico registrate su base annua. Pertanto Unioncamere del Veneto, in conformità con la metodologia adottata dall’Istat, calcola un numero indice della produzione industriale regionale (IRPI) con base 2005=100 al quale è stato applicato un procedimento di destagionalizzazione. Nel quarto trimestre 2012 l’indice grezzo della produzione industriale con base 2005=100 è stato pari a 98,0 con un aumento del +1,4 per cento rispetto al terzo trimestre 2012. L’indice destagionalizzato della produzione industriale con base 2005=100 è risultato pari a 97,5 in calo del -1,5 per cento rispetto al trimestre precedente.

Indice della produzione industriale (base 2005=100)

Indice della produzione industriale (base 2005=100)

 

Indice grezzo e destagionalizzato della produzione industriale

Indice grezzo e destagionalizzato della produzione industriale

La produzione industriale in Europa: confronti territoriali

A partire dal primo trimestre 2011, Unioncamere del Veneto ha arricchito l’analisi congiunturale proponendo un confronto tra la dinamica della produzione industriale del Veneto, su dati destagionalizzati, e quella della produzione industriale riguardanti l’Italia, l’Area Euro e due regioni europee a forte vocazione industriale, Baden-Württemberg (Germania) e la Catalunya (Spagna). Secondo gli ultimi dati disponibili, nel quarto trimestre 2012 si è evidenziato un calo pressoché generalizzato. In particolare la regione spagnola della Catalunya ha segnato una diminuzione del -1,6 per cento, seguita dal Veneto (-1,5%), a fronte della più contenuta flessione registrata in Baden-Württemberg (-1,3%). Nell’area euro (EA15) la produzione industriale è risultata in diminuzione del -2,3 per cento, andamento che ha registrato anche l’Italia con una variazione del -2,1 per cento.

 

Veneto, Italia, EA16 - Indice destagionalizzato della produzione industriale

Veneto, Italia, EA16 – Indice destagionalizzato della produzione industriale

 

Veneto, Catalunya, Baden-Wurttemberg - Indice destagionalizzato della produzione industriale

Veneto, Catalunya, Baden-Wurttemberg – Indice destagionalizzato della produzione industriale

 

Andamento dei principali indicatori congiunturali

Andamento dei principali indicatori congiunturali

 

Previsioni a tre mesi dei principali indicatori congiunturali

Previsioni a tre mesi dei principali indicatori congiunturali

Tutti i risultati relativi alle indagini precedenti sono disponibili sul sito www.venetocongiuntura.it, dove è possibile iscriversi alla mailing list per ricevere la newsletter trimestrale “VenetoCongiuntura”.

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