3DExperience, il punto di contatto tra reale e virtuale

Tags: 3D, aerospace, Astrium, Bernard Charlès, collaborazione, customizzazione, Dassault, digitale, innovazione, mercato, Monica Menghini, prodotto, Progettazione, social, Starbucks, sviluppo, sviluppo tecnologico, Sylvain Laurent, tecnologie, Vinopolis, virtuale

Come si affrontano le sfide mondiali sempre più complesse sul fronte dell’eccellenza nella progettazione di un prodotto e nella leadership industriale?

Chiedetelo a Dassault Systèmes, leader assoluto nella creazione di universi virtuali nei quali immaginare innovazioni per un mondo e un’economia sostenibili attraverso il mockup digitale.
Con Dassault Systèmes le tecnologie del futuro permetteranno di innovare anche in quei settori ancora oggi inesplorati, come lo sviluppo delle città digitali e della Biointelligenza, mettendo finalmente l’uomo al centro di un’architettura tecnologica più articolata e olistica.
Dassault Systèmes lo fa da sempre, coniugando la tecnologia all’emozionalità del consumatore, per offrire più di un prodotto, un’esperienza vera e propria. “Quando il consumatore compra un prodotto – osserva in apertura del 3DExperience Forum Europe Sylvain Laurent, Executive Vice President 3DS Business Transformation – compra un’esperienza oltre il prodotto stesso. Chi lavora nell’industria deve fare in modo che questo diventi parte del processo”.
Per alcune aziende questo è già realtà. Pensiamo ad Astrium, organizzazione operante nel settore aerospace, che vede nel futuro i viaggi nello spazio a portata di tutti i consumatori abituati alle solite rotte ‘terrestri’. Grazie alla tecnologia 3D Astrium sta mettendo a punto il progetto di un aeroplano in grado di raggiungere i 100 km di altitudine e coprire la tratta Parigi-Tokyo in 90 minuti.

La platea al 3DExperience Forum Europe organizzato da Dassault Systemes

La platea al 3DExperience Forum Europe organizzato da Dassault Systemes

Vivere un’esperienza oltre il prodotto
Con lo sviluppo di prodotti sempre più complessi le aziende hanno bisogno di piattaforme per la progettazione che considerino a 360 gradi l’esperienza del consumatore. La società è passata così in pochi anni dall’economia dei servizi a quella delle esperienze. A prova di questa nuova proposizione sono in tanti ad aver fatto questa scelta per coccolare il proprio cliente e offrirgli l’unicità del vestito su misura.
Pensiamo a Vinopolis, a Londra, un grande negozio di vini costruito come un vero museo, dove si impara la storia dei vini e si acquista il prodotto.
Pensiamo anche a Starbucks. La catena di coffee shop più famosa al mondo ha introdotto sul mercato una vera innovazione trasformando quella che era considerata solo una commodity da pochi centesimi di euro nell’esperienza di una tazza di caffè personalizzata secondo i gusti del cliente.

Bernard Charles CEO e President Dassault Systemes

Bernard Charles CEO e President Dassault Systemes

La customizzazione del prodotto ha creato una spaccatura tra le offerte di oggi e quelle di ieri: chi è riuscito a comprenderne il reale valore per il cliente ha acquistato grande vantaggio rispetto ai concorrenti. Per Dassault Systèmes innovare nel digital mockup significa arrivare a toccare il punto di fusione tra il rea‘fusione’ è quello che si intende con 3DExperience.

“Le possibilità offerte dal mondo virtuale stanno convergendo per offrire le migliori esperienze ai clienti – commenta Bernard Charlès, CEO e President di Dassault Systèmes –. Noi crediamo che il mondo reale si estenda nel virtuale per la creazione di un sogno in cui si armonizzi il prodotto insieme con la natura e la vita delle persone. Questo per noi è il vero valore”.

 

Innovare con la social collaboration
Negli ultimi anni Dassault Systèmes ha investito più di 2 miliardi di euro in tecnologie che hanno traghettato oggi la società verso importanti traguardi in diversi settori, come quello dell’urbanizzazione e della ‘biointelligenza’. Ma grande impatto hanno avuto le tecnologie sviluppate da Dassault Systèmes anche nell’industria manifatturiera.I cambiamenti di domani riguarderanno l’adozione di una piattaforma ‘social’ per ascoltare meglio le esigenze inespresse delle aziende e mettere in contatto tra loro le persone attraverso la collaborazione digitale. Il concetto di ‘Social innovation’ vuole significare proprio questo per Dassault Systèmes: lavorare in modo più sociale all’interno e all’esterno dell’impresa. Lavorare ‘social’ significa confrontarsi con il pensiero destrutturato che inventa l’innovazione da un momento all’altro. Il futuro è anche ricco di informazioni che devono essere gestite con cura per trovare il dato giusto immerso nell’oceano dei flussi informativi.
Grazie al motore di ‘information intelligence’ i dati sono connessi tra loro per gli scopi più diversi.
Come è possibile ad esempio utilizzare gli iceberg e trasformarli in acqua per rifornire le popolazioni dell’Africa? Un sogno che può diventare realtà attraverso l’utilizzo intelligente delle informazioni e delle applicazioni sociali e collaborative. Come è possibile trasportare un iceberg dal Polo Sud all’Africa? Con la tecnologia di Dassault Systèmes è stato possibile simulare un viaggio in cui l’energia delle correnti oceaniche si è trasformata nella leva per trasportare da un continente all’altro questi giganti di ghiaccio.

 

Monica Menghini, Executive Vice-President Industry, Marketing & Communications Dassault Systemes

Monica Menghini, Executive Vice-President Industry, Marketing & Communications Dassault Systemes

3D: il disegno di un’esperienza olistica
Quale il valore di questa attività sul mercato?
La risposta in tre parole per Monica Menghini, Executive Vice- President Industry, Marketing and Corporate Communications: social industry experience. “Dassault Systèmes – afferma Menghini – fornisce le migliori soluzioni per il mondo di domani, rivoluzionato oggi da internet, cloud, Big Data, mobilità, consumerizzazione It, social media. Con l’avvento di queste tecnologie digitali le strategie non sono più scelte a tavolino dalle aziende ma dal consumatore, per il quale è necessario inventare di nuovo l’esperienza del prodotto. Bisogna ripensare il business plan in termini di esperienza – spiega Menghini – perché le esperienze sono molto più ampie e complesse dei prodotti stessi”.
www.3ds.com

 

 

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