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Allineare i processi alle tecnologie, la sfida per l’Impresa 4.0

FF_Bologna2019
Oggi il principale rischio per le nostre imprese è quello di identificare la quarta rivoluzione industriale con gli investimenti in tecnologie. La grande sfida di Industria 4.0 è invece quella di adeguare i processi aziendali alle nuove tecnologie, in modo da renderli robusti e affidabili per sostenere l’innovazione e mettere le persone che li governano al centro della trasformazione digitale. I processi devono quindi essere ‘pronti’ ad accogliere efficacemente le innovazioni tecnologiche per garantire la sostenibilità in un contesto di continua crescita della complessità. Da questa riflessione è partita la terza edizione del 2019 di FabbricaFuturo, il progetto multicanale promosso dalla casa editrice ESTE e dalla sua rivista Sistemi&Impresa che, dopo le tappe di Brescia e Treviso, è arrivato a Bologna (città dove è nato il progetto nel 2013). L’incontro, grazie a contributi accademici, testimonianze aziendali e contributi di partner tecnologici e del mondo della consulenza, si configura come l’unico appuntamento che affronta il tema nella sua complessità e rappresenta il punto di riferimento per la divulgazione di contenuti legati all’innovazione nel mondo Manufacturing. L’Emilia è una regione dove diminuisce la disoccupazione, aumenta la produttività, le attività formative vengono potenziate e la collaborazione tra imprese e accademia è particolarmente efficace. Se il modello emiliano, per le caratteristiche dei distretti industriali, non è esportabile, si potrebbero però replicare alcune iniziative positive, come appunto formazione e collaborazione tra aziende, istituzioni, università. Le imprese si convertono sempre più in luoghi dove si produce conoscenza ed è probabilmente in una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato che è da ricercare il successo di un ecosistema che ha saputo produrre una capacità di innovazione unica.

Luci e ombre nella digitalizzazione delle imprese italiane

Importanti benefici per le imprese possono arrivare dall’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, tecnologia che può essere prodotta e sviluppata all’interno delle stesse aziende (non acquistata dall’esterno) per migliorare i processi controllati finora solo dall’uomo. Lo ha sottolineato nel suo intervento Rita Cucchiara, professore ordinario presso il dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Le aziende italiane sono chiamate a trovare un proprio percorso di digitalizzazione, che guardi alla produttività (produrre meglio e con meno sprechi) e all’ottimizzazione dell’intero ciclo del valore, esaltando le proprie specificità. Macchine connesse, IoT e adozione mirata di servizi Cloud consentono alle imprese di iniziare il percorso di digitalizzazione a rischi contenuti. Ma l’innovazione tecnologica dei processi di fabbrica è una leva competitiva solo quando genera valore. Nelle aziende italiane, specialmente nelle PMI, ci sono ancora ombre (non solo luci) riguardo alla reale innovazione dei processi e nel potenziamento digitale della Supply Chain. Per valorizzare gli investimenti in tecnologie, quindi, è essenziale adottare processi aziendali adeguati con un approccio consapevole, liberando il potenziale delle persone e puntando sulla formazione di nuove competenze. Solo così la vera Smart factory saprà rispondere alle esigenze del mercato. La Fabbrica del futuro deve essere Smart, oppure rischia di non esistere più.

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