Industria 4.0, i percorsi di digitalizzazione di La Marzocco e Saras

Tags: Cisco, impresa 4.0, industria 4.0, la marzocco, Saras, warrant group

La digitalizzazione? Un tema che riguarda sia le grandi organizzazioni sia le Piccole e medie imprese (PMI). Si è svolta a Firenze la terza tappa del roadshow Industria 4.0: casi e percorsi concreti per creare la tua impresa digitale, organizzato dalla casa editrice ESTE e da Cisco, in collaborazione con Warrant Group: un roadshow iniziato a Brescia il 9 novembre con i casi Fluid-o-Tech e 1177 e proseguito a Bologna il 22 novembre con i casi Dallara e Marcegaglia.

I prossimi appuntamenti del roadshow sono: Ancona, il 25 gennaio 2018; Padova, il 15 febbraio 2018.

In uno scenario sempre più incerto e complesso – gli esperti lo definiscono Vuca, acronimo di volatility, uncertainty, complexity an ambiguity – le aziende sono chiamate ad affrontare nuove sfide: la digitalizzazione è quindi non più rinviabile, perché solo impostando progetti di Industria-Impresa 4.0 le organizzazioni possono restare competitive.

Matteo Masi di Cisco durante la demo con la Sparkboard

Michele Dalmazzoni di Cisco

“Alla base di ogni percorso innovativo c’è l’infrastruttura, che vuol dire accessibilità ai dati e sicurezza delle informazioni”, ha spiegato Michele Dalmazzoni di Cisco, ed evidenziando il passaggio da Industria 4.0 a Impresa 4.0. Un tema, questo, che Cisco promuove da tempo, addirittura ben prima che il Governo varasse il Piano Calenda per il rilancio del settore manifatturiero. “Vuol dire spostare il focus dalla linea di produzione al valore del digitale al servizio dell’impresa”.
Cisco è quindi chiamato a diventare “un collettore di partner”, da cui nasce l’ecosistema a sostegno della digitalizzazione. Dalmazzoni ha anche sottolineato come è difficile “imbrigliare” il tema del 4.0 in un’unica definizione: “Gli imprenditori devono interpretare la digitalizzazione calandola nella propria realtà”, è l’invito di Cisco.

Patrick Beriotto di Warrant Group

A sostenere le aziende nel loro percorso di digitalizzazione c’è anche Warrant Group, società specializzata nell’offerta di servizi di consulenza integrati e specializzati che accompagnano e supportano le imprese in tutte le fasi di sviluppo del business. A illustrare gli strumenti di finanza messi a disposizione dal Piano Calenda (ma non solo) è stato Patrick Beriotto, che ha elencato le numerose occasioni che le imprese possono sfruttare per finanziare progetti di digitalizzazione (oltre al Super e all’Iperammortamento, citiamo il Credito d’imposta in R&D).

Stefano Faresi di La Marzocco

Come nelle precedenti tappe del roadshow, anche a Firenze sono stati presentati due casi concreti di Industria 4.0: nel capoluogo toscano è stata la volta di La Marzocco (leggi l’intervista già pubblicata su Sistemi&Impresa) e di Saras. L’azienda fiorentina specializzata nella produzione di macchine per il caffè (homemade in Florence, recita il claim di La Marzocco) ha raccontato come sia possibile conciliare l’innovazione tecnologica con la vocazione artigiana. A spiegare il progetto di digitalizzazione è stato Stefano Faresi, Production and Quality Manager, che ha illustrato i tre pilastri su cui si basa il piano 4.0 di La Marzocco: connettività, Internet of Things (IoT) e aggiornamento delle linee produttive.

La connettività è alla base del progetto dell’azienda toscana, la cui gran parte della produzione è rivolta verso l’estero e che affronta sfide globali, avendo una presenza in quasi tutto il mondo (oltre che dovendo gestire collaboratori che lavorano in modalità ‘agile’ da remoto). Il tema della copertura globale impatta anche sull’IoT, perché distribuendo prodotti in ogni Paese, La Marzocco ha l’esigenza di dotare le sue macchine di dispositivi digitali in grado di inviare dati per elaborare informazioni con le quali progettare (e migliorare) nuovi prodotti. Infine c’è la linea produttiva che nell’azienda fiorentina non prevede la presenza di robot, ma solo di ‘artigiani’ che curano ogni aspetto del prodotto: il personale sarà quindi dotato di device per ottimizzare un processo che rimane artigianale, ma con quella ‘dose’ di digitale in grado di migliorare il lavoro.

Alessandro Zucca di Saras

Saras, con Alessandro Zucca, Digital Platform Manager, e Nicola Fadda, Program Manager ICT, ha invece illustrato il progetto #digitalSaras: un programma di medio-lungo termine (cinque-dieci anni di durata), finalizzato a rafforzare la competitività di medio periodo del gruppo. L’azienda ha sviluppato 10 casi pilota che impattano su processi e persone. Per esempio la predizione del livello di ‘sporcamento’ del gassificatore: un algoritmo, in base a una serie di dati storici, è in grado di elaborare previsioni dello status del macchinario. Sempre in ambito di predizione di fermi macchina, è un altro pilota (applicato pure per il parco eolico di Ulassai nel centro della Sardegna) che permette a Saras di programmare la manutenzione predittiva ed evitare quindi di dover affrontare emergenze.

Altro progetto è quello che riguarda l’addestramento del personale fatto attraverso la realtà virtuale in grado di simulare l’operatività sul campo. Gli esperti di Saras hanno poi evidenziato come la svolta sia stata la facilitazione della collaborazione tra IT e OT che ha ‘scardinato’ le organizzazioni a silos, imponendo tuttavia un cambiamento che a sua volta ha generato un po’ di timore perché le persone sono state chiamate a maturare nuove competenze per far fronte alle nuove sfide. Uno scenario perfettamente in linea con la digitalizzazione.

Dario Colombo

Dario Colombo, laureato in Scienze della Comunicazione e Sociologia presso l’Università degli Studi di Milano, è caporedattore della casa editrice Este. Giornalista professionista, ha maturato esperienze lavorative all’ufficio centrale del quotidiano online Lettera43.it dove si è occupato di Economia e Politica, e nell’ufficio stampa del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.