Cisco Connected Factory: la fabbrica del futuro di Marcegaglia

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Azzerare i rischi di errore nella produzione e raggiungere alti livelli di sicurezza per essere più produttivi e competitivi.
Per raggiungere questi risultati, il Gruppo Marcegaglia ha investito 250 milioni di euro, acquisendo la tecnologia Cisco, in grado di mettere a punto un’architettura di rete cablata e wireless che connette gli stabilimenti.

 

Il Gruppo Marcegaglia, leader mondiale nella trasformazione dell’acciaio, con 43 stabilimenti distribuiti sul territorio nazionale e internazionale, opera dall’Italia a livello globale. Nel 2009, il Gruppo ha avviato un progetto di automazione industriale a fronte dell’ampliamento dei due stabilimenti di Ravenna e Casalmaggiore. Ma, per ottenere il massimo dei risultati, i nuovi impianti di produzione dovevano essere corredati di sistemi automatizzati per lo spostamento della materia prima e di stoccaggio dei prodotti.

 

Per lo stabilimento di Ravenna, dedicato al trattamento e alla nobilitazione dei coils (le gigantesche bobine di acciaio), Marcegaglia ha integrato una flotta di navette completamente automatiche che si occupano del loro trasporto tra gli impianti (Automated Guided Vehicle, AGV). Nello stabilimento di Casalmaggiore, dove dai coils vengono prodotte tubature, è stato allestito un sistema di carriponte dedicato allo stoccaggio dei pacchi di tubi raccolti direttamente dagli impianti di produzione e trasporti sino all’area di caricamento sugli automezzi.

I vantaggi della Cisco Connected Factory

 

“Dotarsi di un’infrastruttura digitale all’avanguardia è fondamentale per imporsi sul mercato ed essere competitivi, oggi e in futuro. La scelta di Marcegaglia è l’esempio per eccellenza che conferma quanto la digitalizzazione interessi non solo la fabbrica, dove avviene l’integrazione tra tecnologie IT e operative, ma tutta la gestione dei sistemi di produzione e dai processi post-produzione, fino alla distribuzione e fornitura di servizi post vendita”, ha detto Michele Dalmazzoni, Collaboration & Industry Digitization Leader di Cisco Italia. “Un’infrastruttura di rete flessibile, potente e sicura è la base che permette di creare servizi digitali innovativi e trasformare i modelli di business e i processi con una totale disponibilità di dati e applicazioni utilizzabili in tutta la filiera. Dotandosi di un’infrastruttura Connected Factory, il Gruppo Marcegaglia ha potuto sia ottimizzare nel suo insieme l’automazione di impianto sia realizzare servizi di logistica avanzata”.

 

Grazie all’architettura Factory Network, Marcegaglia ha ottenuto la massima visibilità su tutti gli impianti, il che permette di individuare eventuali problemi prima che si verifichino. I vantaggi sono individuati anche nel risparmio del costo e del tempo del personale impiegato a svolgere le operazioni ora demandate alle macchine, attive su più turni senza l’impiego di manodopera.

 

Un sistema automatizzato è sinonimo di sicurezza perché il personale non deve, per esempio, portarsi su carriponte in quota, stanziare sotto carichi sospesi o monitorare le operazioni a fianco degli impianti. Alla sicurezza fisica corrisponde un elevato livello di sicurezza informatica grazie ai paradigmi della Factory Security di Cisco.

 

Come funziona la “fabbrica del futuro”

 

Sia i carriponte sia i mezzi AGV ricevono e trasmettono dati e informazioni tra di loro e con il sistema centrale che impartisce ordini e missioni e guida le macchine affinché muovano materiali  molto pesanti e ingombranti. “L’investimento che abbiamo affrontato è stato operato nell’ottica di portare a termine la trasformazione di Marcegaglia in una Connected Factory”, ha detto Livio Bonatti, Network Infrastructure Manager, Headquarters del Gruppo. “Per il Marcegaglia un blocco o un rallentamento degli impianti dovuto a ordini e missioni non fatte pervenire correttamente potrebbe generare perdite. Per rendere possibile la comunicazione senza interruzioni e la trasmissione di dati tra le macchine automatiche, i PLC e il sistema, risulta così fondamentale avere a disposizione un’architettura veloce, affidabile e ad altissime prestazioni, oltre a dispositivi di rete adatti a un ambiente industriale come il nostro”.

Elisabetta de Luca

Elisabetta de Luca, laureata in Lettere moderne all'Università "Federico II" di Napoli. Ha frequentato la scuola di Giornalismo di Napoli. Giornalista professionista. Collaboratrice e blogger per L’Huffington Post. Ha lavorato per testate cartacee e online, per la Rai e per Sky.

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