Come trovare l’ago nel pagliaio in un minuto?

Tags: case history, Gruppo Cameron, Pietro Rocchelli, plm

La tracciabilità capillare del prodotto, dell’ingegneria e della documentazione sono considerati i fattori chiave di successo per un efficiente sistema Plm.
Tutti elementi che caratterizzano la lunga tradizione progettuale del Gruppo Cameron, leader mondiale nella fornitura di prodotti, sistemi e servizi per il trasporto di fluidi nel settore gas e petrolio.

Cameron Italy, con base a Voghera, è oggi una realtà che offre occupazione a oltre 600 dipendenti su un’area di 150 mila metri quadrati: uno stabilimento che può contare su un modernissimo centro collaudo in cui le valvole vengono testate dopo essere state progettate secondo stretti standard qualitativi.
Le diverse aree aziendali, spiega l’Engineering Supervisor Pietro Rocchelli, approcciano lo strumento Plm sotto due aspetti: il primo è quello organizzativo, che comprende il ciclo di vita del prodotto tout court. Il secondo aspetto è legato alla gestione documentale attiva, la parte tipicamente più ‘nascosta’ e meno conosciuta del Plm.

Pietro Rocchelli
Engineering Supervisor, Cameron Italy

“Quando ci relazioniamo con il cliente – afferma Rocchelli – proponiamo un set di documenti che devono essere di volta in volta approvati e commentati uno per uno. Si tratta di un processo complesso che il Plm svolge per noi”. Insieme con i documenti si avvia la gestione della tracciabilità del prodotto stesso: durante i processi di esecuzione vengono elaborati documenti a corredo. In questo caso i progettisti hanno la necessità di rintracciare i documenti in qualsiasi momento: a partire dalla produzione fino alla messa in opera. A parte un minimo di training il programma è intuitivo, ci dice Rocchelli, ed è stato personalizzato grazie all’intervento di ‘PLM Systems’, società esperta in system integration, sul software Enovia di Dassault Systèmes.

Uno degli elementi di successo per Cameron Italy è stata la completa integrazione tra le parti coinvolte nel ciclo di vita del prodotto. “Abbiamo la necessità che la parte documentale e quella di workflow siano collegate tra loro perché, in diversi momenti del ciclo di vita di un prodotto, la richiesta più frequente è di estrarre reportistica da presentare al cliente o dossier dalla parte ingegneristica ‘pescati’ dal workflow: il tutto per comporre il dossier finale”. Di questi documenti non tutti vengono presentati al cliente per approvazione. La certificazione dei materiali, per esempio, non viene sottoposta all’approvazione del cliente pur rimanendo parte integrante del Plm. Il cliente diventa così una pedina di tutto il processo di sviluppo prodotto. “Insomma, lo scopo è trovare l’ago nel pagliaio – spiega Rocchelli – e per cercarlo ci affidiamo alla tracciabilità di ogni fase del processo.

Una commessa di qualche centinaio di item produce parecchie centinaia di documenti che hanno tutti una vita propria e che vengono approvati, respinti, commentati. Hanno vite diverse e per questo è necessario avere tutto sotto controllo con la massima precisione così da ottenere una visione completa”. Su centinaia e centinaia di documenti una volta si perdevano settimane. Con questo sistema si impiegano uno, due minuti al massimo. In Cameron Italy diverse parti dell’azienda lavorano con questo sistema, il software poi tira le fila di tutti i processi gestiti dall’intera organizzazione.

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