Illy, quando il caffè è più di una commodity

Tags: Illy, JD Edwards, Oracle, Paolo Daperno

IllyCaffe Anche il caffè, come il software, rappresenta oggi un ecosistema complesso, dove è importante che tutti gli attori della filiera siano in grado di portare valore aggiunto al prodotto finale. Pensiamo al livello di sofisticazione raggiunto dalle macchine per il caffè, alla professionalità dei baristi o all’esperienza di tipo estetico e sensoriale che una tazzina è in grado di regalare. “Da solo, il prodotto non basta più – spiega Paolo Daperno, CIO & Business Process Director del Gruppo Illy – Il consumatore si aspetta dall’integrazione di tutte le variabili un’esperienza diversa e complessa, che risponda alle sue aspettative o addirittura le superi”.
Insomma, la strategia dell’integrazione sembra non funzioni solo per i sistemi ingegnerizzati di Oracle – un concentrato di hardware e software integrati nativamente per rispondere in modo efficace alle sfide del business digitale – ma anche in settori apparentemente distanti come quello del caffè.
Implementato JD Edwards nel 2004, Illy ha da allora messo in pista strategie di allineamento tra processi IT  e quelli di business che l’hanno portata a essere un’azienda nota e apprezzata nei cinque continenti.
Grazie alla strategia digitale abilitata da JD Edwards Illy ha sviluppato oggi maggior vicinanza al consumatore finale. Per raggiungere questo obiettivo è stato necessario introdurre importanti innovazioni nella gestione dei sistemi informativi grazie a nuovi paradigmi di aggregazione dei dati. Risultato: una scrupolosa conoscenza del cliente e dei suoi gusti in materia di caffè.
Attiva da aprile 2014, la nuova release utilizzata dal reparto vendite integra oggi le informazioni transazionali generate dal CRM con quelle destrutturare fornite dai social network. Tutti questi dati, resi interoperabili nel sistema, vanno a supporto dei processi gestiti dal customer care.
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