Integrazione tra reale e virtuale: il PLM come abilitatore del 4.0

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È con Siemens PLM Software che ci si deve confrontare per capire qual è l’evoluzione del PLM, uno dei cardini dell’Industria 4.0 e della quarta rivoluzione industriale che stiamo vivendo. “Senza PLM non ci sarebbe il 4.0”, esordisce Franco Megali, Vice President e Managing Director Italy and MEA di Siemens Industry Software.

“Il PLM è la soluzione che consente di gestire non solo tutti i dati delle diverse componenti di cui è composto il prodotto – meccaniche, elettriche ed elettroniche – offrendo tutte le informazioni necessarie e le relazioni tra le varie componenti, ma anche i processi relativi in un ambiente unico e sicuro. Grazie al nostro software PLM, Teamcenter, possiamo gestire ‘end to end’, tutte le singole fasi del ciclo di vita del prodotto dalla gestione dei requisiti alla progettazione, simulazione e test, al processo produttivo, alla messa in esercizio fino alla manutenzione, alla dismissione e al riutilizzo a fine vita del prodotto. Siemens aveva compreso alcuni anni or sono che l’automazione da sola non avrebbe potuto soddisfare tutte le esigenze di un modello di business in grado di adattarsi alle attuali esigenze di evoluzione continua, ma era indispensabile un’integrazione anche con il mondo software. Da qui è nato il concetto di Digital Twin, ossia la possibilità di creare un ‘gemello digitale’ non solo del prodotto, ma anche di tutti processi produttivi e di performance”.

È la “correlazione” tra i dati l’evoluzione che consente a chi usa le soluzioni PLM di avere capacità previsionali sempre più puntuali: un aspetto decisivo a fronte di mercati che, da qualche anno, sono diventati Vuca (acronimo di volatility, uncertainty, complexity and ambiguity). Le soluzioni per la gestione del ciclo di vita di un prodotto riducono il time-to-market, permettono di tagliare i costi di progettazione e di testarne la sostenibilità nel mercato. Oggi, grazie alle loro evoluzioni, consentono una perfetta comunicazione integrata tra la realtà fisica e quella virtuale che permette un miglioramento continuo del prodotto, grazie anche allo sviluppo delle tecnologie dell’Internet of Things (IoT) e di sensori più avanzati che dal campo trasmettono i dati ai software e viceversa.

Con oltre 27 anni di carriera nel settore del software industriale, Megali si può considerare una tra le voci più autorevoli, avendo avuto l’occasione di assistere all’evoluzione delle tecnologie da un osservatorio privilegiato. “Un sistema PLM non vuol dire solo tecnologia; significa anche processi e persone”, sostiene Megali, che ci ha accolto in una frenetica giornata di inizio 2018, tracciando un bilancio dell’anno appena trascorso e raccontandoci gli sviluppi di quello che ci apprestiamo a vivere.

Facciamo un passo indietro e torniamo a quando ha iniziato la sua esperienza in Siemens Industry Software Italia nell’area vendite: cosa ricorda di quella esperienza?
All’inizio eravamo appena 11 persone mentre, oggi, siamo circa 500. È cambiato tutto rispetto ad allora: eravamo una piccola realtà che ha poi seguito le evoluzioni del mercato. Ci occupavamo principalmente di offrire soluzioni CAD, mentre ora copriamo tutti gli aspetti dei processi di progettazione, simulazione e gestione dei dati. Nonostante la realtà di un tempo non possa essere paragonabile a quella di oggi, ciò che è rimasto immutato è il nostro mantra: “Never let a customer fail”. Per non lasciare che il cliente fallisca non serve solo offrire il prodotto giusto, ma bisogna essere in grado di garantire una corretta implementazione e un’adeguata aderenza all’evoluzione dei processi aziendali stessi.

Veniamo al 2017 di Siemens Industry Software: qual è il bilancio dell’anno appena concluso (l’anno fiscale dell’azienda si è concluso a settembre 2017)?
Dopo la crisi del 2009 siamo sempre cresciuti, e anche il 2017 è stato un anno positivo. Abbiamo assistito a una crescita organica e inorganica attraverso le acquisizioni; lo scorso anno, per esempio, è entrata a far parte di Siemens PLM Software anche la divisione MOM-Manufacturing Operations Management, che prima faceva parte di Siemens. Il mercato continua a premiarci per la nostra capacità di essere dei leader di settore e per questo abbiamo anche una forte attrazione nei confronti dei giovani talenti.

L’intervista completa a Franco Megali di Siemens Industry Software è stata pubblicata sul numero di Gennaio-Febbraio 2018 di Sistemi&Impresa.
Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)

Dario Colombo

Dario Colombo, laureato in Scienze della Comunicazione e Sociologia presso l’Università degli Studi di Milano, è caporedattore della casa editrice Este. Giornalista professionista, ha maturato esperienze lavorative all’ufficio centrale del quotidiano online Lettera43.it dove si è occupato di Economia e Politica, e nell’ufficio stampa del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

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