Le aziende che guidano il Paese sono le più resilienti
Investimenti e flessibilità per mantenere la crescita
All’interno della ricerca, in generale, dominano le aziende molto grandi. Questo vale in particolar modo, come specifica Poma, per il settore Automotive e per il Packaging: “Nella Farmaceutica iniziano a esserci le Piccole e medie imprese (PMI), nella Cosmesi nel 2019 prevalevano le grandi, ma dal 2020-21 non è più così. Nell’Alimentare la tendenza è invertita; se prima per la maggior parte c’erano le piccole, ora iniziano a entrare quelle più grandi”, ha continuato il Capo Economista di Nomisma. In ogni caso, nella classifica ci sono organizzazioni di varie dimensioni che nel 2022 e 2023 devono fronteggiare, a livello finanziario, grandi incertezze: “Non si tratta solo dell’aumento dei prezzi, ma della loro volatilità. E in questi momenti avere il polmone finanziario è fondamentale”. Le aziende medio-piccole sono chiamate, pertanto, a entrare in una logica di pianificazione finanziaria. Come ha specificato Simone Mirani, General Manager di Crif Ratings, il mantenimento di un ciclo virtuoso di lungo termine con investimenti alimenti la crescita, a prescindere dal contesto congiunturale. Anche la solidità patrimoniale è un fattore che agevola: “Le aziende controvento hanno una struttura di capitale conservativa e una propensione al reinvestimento degli utili”, ha continuato Mirani. La flessibilità finanziaria è un’altra condizione per essere resilienti, ossia disporre di liquidità per far fronte a eventuali choc esterni, cogliere le opportunità di crescita e continuare a investire anche in contesti avversi: “Il settore manifatturiero nel 2021 si è avvicinato in termini di solidità finanziaria e capacità di investire alle aziende controvento, ponendo le basi per una maggiore competitività futura”. Come ha spiegato Mirani, le aziende controvento dal punto di vista patrimoniale sono rimaste sovraperformanti (si tratta principalmente delle super-veterane). I ritorni delle aziende controvento, specialmente quelle presenti da più tempo, restano superiori alle imprese italiane: “Significativo è rilevare che, grazie ai maggiori investimenti, il settore manifatturiero sta progressivamente riducendo il gap in termini di redditività rispetto al campione di Controvento”, ha chiarito il manager. La percentuale di aziende con prospettive favorevoli, anche da un punto di vista creditizio, è superiore rispetto alla media italiana e ben il 95% delle super-veterane si dimostra in grado di navigare in condizioni di forte incertezza. Lo precisa Mirani: “C’è un tema inflazionistico rilevante che persisterà nel 2023, ma tutte le categorie di aziende controvento continueranno a performare in modo eccellente, ma occorre attrezzarsi; è situazione in cui chi non pianifica sarà in balia di eventi esogeni”. Nelle aziende “star” le evidenze economiche, patrimoniali e finanziarie mostrano lungimiranza, eccellenza e contribuiscono a trainare tutti verso la crescita, denotando la loro robustezza e le ottime performance.
Laureata magistrale in Comunicazione, Informazione, editoria, classe di laurea in Informazione e sistemi editoriali, Federica Biffi ha seguito corsi di storytelling, scrittura, narrazione. Si occupa prevalentemente di tematiche riguardanti la sostenibilità, l’innovazione tecnologica, l’uguaglianza, l’inclusione, anche in ambito digital e social, contribuendo a divulgare contenuti per giornali e siti web. Appassionata di cinema, ha lavorato nell’ambito della comunicazione e collabora con la casa editrice ESTE in qualità di redattrice.
Controvento, Cribis, Crif, Nomisma