Leas apre le porte (della fabbrica) al 5.0

Per affrontare le sfide del mercato, rimanere competitiva e anticipare le tendenze dell’industria, Leas, azienda padovana che produce impianti ‘chiavi in mano’ robotizzati di saldatura e macchine speciali per la saldatura e l’assemblaggio di componenti e prodotti in lamiera, sta sperimentando l’evoluzione verso il 5.0. Ad affiancarla è Considi, Società Benefit che da oltre 40 anni opera nel settore dell’Innovation management, specializzata nei servizi legati al Toyota Production System e alla Lean organization. “Volevamo aumentare la nostra capacità di sviluppare impianti di dimensioni importanti. Da un lato, quindi, l’esigenza di potenziare il nostro modello di business verticale e, insieme, di innestare in azienda una crescita culturale”, ha commentato Marzio Rossi, CEO di Leas.

Chiudendo il 2022 con un fatturato di 34 milioni di euro, negli ultimi 18 mesi l’azienda padovana ha avviato 22 cantieri, realizzato cinque nuovi impianti e raddoppiato il numero di commesse gestite. Risultati frutto di un forte lavoro sulla gestione dei team in ottica Agile, la condivisione dei Key performance indicator (Kpi) a ciascun reparto dell’azienda (pratica conosciuta con l’espressione giapponese “Hoshin kanri”), la nascita di un laboratorio dove sperimentare in modo innovativo le tecniche di produzione e di una Academy interna all’azienda ispirata dai principi di Industria 5.0 per condividere le competenze dei suoi 130 collaboratori.

“I numeri dei cantieri e i volumi delle commesse gestite potrebbero descrivere da soli la portata del progetto ambizioso di Leas. Per realizzarlo era necessario un cambiamento nell’organizzazione dei processi aziendali, ma anche uno altrettanto forte nelle persone. Dopo 18 mesi di lavoro comune, possiamo dire che si tratta di un’azienda che non sta mai ferma e che si è letteralmente trasformata”, ha spiegato Elisabetta Mason, Associate di Considi.

Sperimentare un nuovo modello organizzativo

Applicando il metodo Agile, Considi e Leas hanno riorganizzato sia il flusso di informazioni order to manufactoring sia il processo manufacturing to shipping. Il modello organizzativo non segue più la logica ‘per reparti’, ma i team di commessa hanno l’assoluta visibilità e trasparenza sulle informazioni che li abilitano alla gestione dei progetti: dalla progettazione alla spedizione. “Per i nuovi obiettivi che ci siamo posti occorreva esplorare nuove applicazioni in cui apportare trasversalmente competenze e innovazioni significative. Un processo che abbiamo avviato con la realizzazione di un laboratorio prove, una Welding test area e il progetto di una Academy interna”, ha aggiunto Federico Bugno, Chief Sales & Marketing Officer in Leas dal 2013. In particolare, la Welding test area (letteralmente, uno spazio di test per la saldatura) permette oggi a Leas di sperimentare soluzioni innovative per settori applicativi diversi: per esempio, le tecniche di saldatura più efficaci per un settore come gli elettrodomestici sono testate in ambiti diversi con miglioramenti tangibili in termini di efficienza e di qualità finale del prodotto e rispetto a standard tradizionali.

Nel suo progetto con Leas, Considi ha voluto legare la crescita aziendale a quella delle persone. Con l’Academy “Leas grow hub” l’azienda padovana ha dato vita a uno spazio in cui condividere competenze, esperienze e idee, confronto e sviluppo: un’offerta formativa in presenza e digitale firmata dai trainer Leas e da esperti del settore della saldatura robotizzata, dell’automazione e della robotica, ma non solo. Nell’Academy, infatti, oltre alla formazione tecnica ci si aggiorna anche nelle aree legale e normativa macchine, tecnico-commerciale (progettazione e simulazione), organizzazione, processi, qualità e non per ultimo le soft skill.

“Leas ha sviluppato una nuova cultura di gestione dei processi in linea con i valori di Industria 5.0 e cioè dalla semplice interconnessione dei processi manifatturieri alla centralità delle persone. Da un lato sono stati definiti i Kpi di monitoraggio che permettono alla direzione di avere un sistema di misurazione delle prestazioni in modo strutturato; dall’altro si è spostato il focus sulla responsabilizzazione delle persone per ottenere processi migliori”, ha commentato Gianni Dal Pozzo, Amministratore Delegato di Considi. Questi sono i risultati che si possono ottenere in un’azienda che ha ben chiara la visione strategica e crede nelle persone, nelle loro competenze e nella loro crescita.

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Martina Midolo

Classe 1996, Martina Midolo scrive di cultura d’impresa e si occupa di social media. Per FabbricaFuturo conduce il podcast Storie dell’Italia che produce.

FabbricaFuturo è il progetto di comunicazione rivolto a tutti gli attori del mercato manifatturiero (responsabili delle direzioni tecniche, imprenditori e direzione generale, responsabili organizzazione e HR) che ha l’obiettivo di mettere a confronto le idee, raccontare casi di eccellenza e proporre soluzioni concrete per l’azienda manifatturiera di domani.

Nasce nel 2012 dalla rivista Sistemi&Impresa come reazione alla crisi finanziaria del 2011. Negli anni il progetto è cresciuto significativamente, parallelamente alla definizione di politiche pubbliche in ambito industria 4.0 (Piano Calenda e successivi).
Oggi FabbricaFuturo affronta i temi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per offrire alle aziende gli strumenti per affrontare le sfide nella fabbrica di domani.

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