Bianchi scatta nell’Industria 5.0 con il nuovo impianto produttivo

Come può uno stabilimento industriale essere efficiente e, allo stesso tempo, attento al benessere dei lavoratori e in grado di garantire la massima qualità dei prodotti? Nel riportare in Italia l’intero processo produttivo della bicicletta, Bianchi ha realizzato il nuovo impianto (che occupa una superficie di 30mila metri quadrati ed è stato inaugurato nell’aprile 2023) proprio secondo questi accorgimenti: in particolare, lo stabilimento di Treviglio, in provincia di Bergamo, è stato disegnato secondo le logiche dell’Industria 5.0. La rivista Sistemi&Impresa aveva già raccontato in anteprima il progetto di Bianchi, visitando a dicembre 2022 il cantiere della nuova fabbrica (leggi l’articolo “Bianchi ridisegna il modello produttivo tramite reshoring e Lean production”).

Ad affiancare lo storico marchio di biciclette nella fase di progettazione e realizzazione dei flussi all’interno del nuovo stabilimento è stata Considi, Società Benefit, azienda di consulenza che da oltre 40 anni opera nel settore dell’Innovation management, specializzata nei servizi legati al Toyota Production System e alla Lean organization. “Siamo nel pieno della Quarta Rivoluzione industriale, ma ‘Industria 5.0’ significa che, a fianco del profitto, dobbiamo aggiungere altre due P: ‘Persone’ e ‘Pianeta’. Il futuro non sarà più per aziende estrattive, ma per imprese rigenerative, dove sarà integrata questa logica di mercato con il tema della sostenibilità”, ha dichiarato Gianni Dal Pozzo, Amministratore Delegato di Considi.

L’innovazione tecnologica a servizio della sostenibilità

Riconosciuta a livello internazionale come la più antica azienda al mondo, ancora in attività, a produrre biciclette, Bianchi ha saputo trasformarsi e innovarsi, tanto che il nuovo plant di produzione, pur ricordando l’antica fabbrica degli anni del boom economico, è estremamente innovativo in termini tecnologici e green, senza però dimenticare la vocazione artigianale.

Nella progettazione del nuovo impianto di assemblaggio delle biciclette, infatti, è stata valorizzata l’artigianalità del singolo operatore, con postazioni di lavoro ergonomiche e finalizzate a garantire il massimo comfort e la sicurezza dei lavoratori. Riportando la produzione in Italia, aumentando l’efficienza e avendo costi più competitivi, Bianchi ha saputo così immettere nel mercato un prodotto che mantiene intrinsecamente il paradigma di artigianalità, ma in grado di conciliarsi con le logiche di industrializzazione.

Sul fronte dell’attenzione all’ambiente, invece, la nuova fabbrica è dotata di un impianto fotovoltaico da 500 kW che consente di generare energia pulita, riducendo le emissioni di anidride carbonica di 205 tonnellate all’anno; lo stabilimento ha anche un sistema di idrotermia a pavimento, che utilizza l’acqua di falda per il riscaldamento e il raffreddamento, e dei sistemi di automazione e controllo avanzati (grazie al supporto tecnologico di Prorob con la soluzione Quindi, AI Production Copilot) che consentono di monitorare in tempo reale i processi produttivi e di intervenire tempestivamente in caso di necessità.

“Tre anni fa abbiamo deciso di rilanciarci ed era necessario essere al passo con l’evoluzione del mercato con il nostro prodotto, particolare e quasi personalizzato sul cliente; un prodotto che abbiamo riportato in Italia, con logiche che puntano alle persone al centro del progetto industriale”, ha spiegato Francesco Giuliano, Chief Operation Officer di Bianchi.

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Martina Midolo

Classe 1996, Martina Midolo scrive di cultura d’impresa e si occupa di social media. Per FabbricaFuturo conduce il podcast Storie dell’Italia che produce.

FabbricaFuturo è il progetto di comunicazione rivolto a tutti gli attori del mercato manifatturiero (responsabili delle direzioni tecniche, imprenditori e direzione generale, responsabili organizzazione e HR) che ha l’obiettivo di mettere a confronto le idee, raccontare casi di eccellenza e proporre soluzioni concrete per l’azienda manifatturiera di domani.

Nasce nel 2012 dalla rivista Sistemi&Impresa come reazione alla crisi finanziaria del 2011. Negli anni il progetto è cresciuto significativamente, parallelamente alla definizione di politiche pubbliche in ambito industria 4.0 (Piano Calenda e successivi).
Oggi FabbricaFuturo affronta i temi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per offrire alle aziende gli strumenti per affrontare le sfide nella fabbrica di domani.

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