L’innovazione crea opportunità: la nuova Smart factory di Ancorotti

Tags: Ancorotti Cosmetics, cosmetica Crema, innovazione, Olivetti, Renato Ancorotti

Dove c’erano le macchine per scrivere elettroniche dotate di memoria, antesignane dei computer, oggi viene prodotto il 20% del mascara mondiale. Siamo a Crema, nell’ex stabilimento industriale della Olivetti progettato negli Anni 60 dall’architetto Marco Zanuso e dall’allora assistente Renzo Piano. Qui sorge Ancorotti Cosmetics, tra le principali aziende del distretto cosmetico lombardo, che produce make-up per conto terzi e nel 2017 ha acquisito la fabbrica, che giaceva in uno stato di abbandono e di degrado dopo la chiusura della Olivetti nel 1992.

“In due anni abbiamo risanato una ferita urbana di 30mila metri quadrati con un investimento di oltre 20 milioni di euro; è stato un vero e proprio intervento di archeologia industriale”, esordisce Renato Ancorotti (nella foto), Presidente dell’impresa fondata nel 2009, il quale ci accoglie nel suo studio dove spiccano decine di cornetti rossi portafortuna sulla sua scrivania, sintomo di un’indole scaramantica. “Come diceva Eduardo De Filippo, essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male”, commenta con una battuta. Gli arredi degli uffici, dalle lampade ai mobili, hanno invece uno stile mediorientale, frutto del gusto dello stesso Ancorotti e della figlia Enrica che ricopre il ruolo di CEO.

La ristrutturazione dell’area produttiva è stata eseguita in un’ottica di sostenibilità: “Non abbiamo dovuto costruire un metro quadro in più e abbiamo implementato misure di riciclo dei materiali, di risparmio sul consumo di acqua e di efficientamento energetico, riducendo le emissioni di CO2 del 12%”. Camminando all’interno dell’immenso stabilimento che Sistemi&Impresa ha visitato (nel quale è facile perdersi), capita di ritrovarsi in alcune aree della ex Olivetti non ancora pienamente ristrutturate: i segni del tempo su pavimenti, soffitti, colonne e pareti parlano di quegli anni e sembra di sentire nell’aria quei messaggi sul ‘fare impresa’ ormai così lontani, ma in un certo senso ancora potenzialmente vicini a noi.

Basta fare un passo di lato e improvvisamente ci si ritrova in una fabbrica concepita secondo le logiche innovative della Smart factory, dove passano ‘trenini’ automatizzati che trasportano la merce mentre sofisticati macchinari lavorano diversi tipi di cosmetici che poi verranno venduti ai più grandi marchi del settore in tutto il mondo.

A controllare i vari passaggi, dalla materia prima al prodotto finito, ci sono gli addetti alle linee produttive (o meglio le addette, visto che il 65% della forza lavoro è femminile). Tutti i processi sono pensati in chiave 4.0 e puntano con forza sull’innovazione perché in un ambito come quello della cosmetica “la sicurezza è fondamentale e per questo è meglio che i processi siano industriali, non artigianali e manuali”.

In 10 anni, Ancorotti Cosmetics ha vissuto una crescita esponenziale, trainata dagli investimenti tecnologici e dalle assunzioni di personale qualificato. “Nel 2009 il nostro fatturato era di circa 900mila euro, oggi abbiamo raggiunto i 101 milioni, passando da sette a 370 tra impiegati e collaboratori”. L’export pesa per il 90% sul giro d’affari e i mercati principali sono Germania, Francia, Stati Uniti e Russia. Questi dati fanno di Ancorotti Cosmetics la nona ‘azienda gazzella’ in Italia per la crescita double digit del fatturato e per la spinta occupazionale.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di maggio 2019 di Sistemi&Impresa.
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