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Testare le nuove tecnologie nel laboratorio Phygital

Tags: Explore talks, Gellify, laboratorio Phygital, Lucia Chierchia, Tech walking tour

In un mondo che si muove sempre più in direzione del digitale, diventa necessario investire anche sulla dimensione fisica. Un discorso che vale soprattutto quando parliamo di tecnologie: toccarle con mano e immergersi in prima persona rende tutto più reale. Il Phygital HUB di Gellify – prima piattaforma di innovazione dedicata al software B2B, a supporto di startup e aziende – inaugurato di recente, punta proprio a questo: “Le motivazioni che ci hanno spinto a intraprendere questa sfida sono pratiche e riguardano la possibilità di vedere e toccare con mano le tecnologie emergenti”, racconta a Sistemi&Impresa Lucia Chierchia, Managing Partner e Head of i4.0 di Gellify.

Lavorando sempre a supporto delle startup e in contatto diretto con potenziali investitori e corporate, era emersa una questione specifica: “Le aziende hanno capito che enormi opportunità di business possono nascere dall’implementazione di tecnologie emergenti e mediante collaborazioni con le startup, portatrici sane di tali tecnologie. Le aziende sono consapevoli di essere di fronte a un grande potenziale, ma non sanno come trasformarlo in un progetto reale”.

Il Phygital HUB, dunque, nasce come una risposta concreta a questi dubbi. “Non si tratta più di comunicare attraverso slide o di andare a visitare una fiera, ma di vedere dal vivo quello in cui si vorrebbe investire: in questo modo si delineano chiaramente nuove direzioni progettuali”, spiega Chierchia.

Isole tecnologiche e spazi innovativi

Ma quali sono le caratteristiche di questo centro fisico di 250 metri quadri che sorge a Casalecchio di Reno, vicino a Bologna? “La sua caratteristica principale sono le isole tecnologiche, spazi innovativi in cui è possibile immergersi e sperimentare in prima persona le idee più avanzate per la fabbrica intelligente, sviluppate sia da grandi aziende, come Comau, Cisco, ANSYS, Microsoft e IBM, sia da piccole startup emergenti”.

Quest’ultimo è un aspetto estremamente rilevante: “Vogliamo dimostrare che quando si tratta di lavorare bene questi due mondi riescono a comunicare perfettamente e in modo più che funzionale”, sottolinea la manager di Gellify. Aziende e startup possono dunque contare su un luogo fisico, in cui le tecnologie vengono trasformate in realtà. “Poiché non siamo una fabbrica che realizza prodotti fisici, abbiamo montato alcune tecnologie di startup su una linea di assemblaggio funzionante costruita con pezzi Lego da studenti del Politecnico di Milano, in modo da ricreare un modello che fosse il più realistico possibile”.

Nuove relazioni con i clienti

Ma Phygital HUB non è soltanto questo; è anche un modo nuovo di andare ad arricchire il rapporto con i vari protagonisti che animano l’ecosistema di Gellify: “Abbiamo pensato a quattro tipi di iniziative che vanno a stimolare il nostro Hub, in linea con la missione della nostra piattaforma di innovazione”. Si parte con gli Explore talks, eventi di matrice ispirazionale con cadenza mensile: “Stabiliamo un tema per ciascun appuntamento – per esempio la “Artificial Intelligence applicata alla Supply chain” – e invitiamo due esperti dal mondo delle corporate o delle startup a parlarne in maniera approfondita, attraverso storie ed esempi concreti”.

Si prosegue poi con i Tech walking tour, “percorsi di scoperta di nuove tecnologie, grazie alla sperimentazione di reali casi applicativi presenti nell’Hub”. Infine ci sono i workshop, giornate di lavoro con l’obiettivo di guidare la progettazione di nuove roadmap tecnologiche per le aziende, e l’Academy, ovvero “programmi di formazione per creare quelle competenze che i nuovi modelli di innovazione richiedono”. Il modello si pone come riferimento per le aziende manifatturiere e digitali e sta già riscuotendo molto successo: “Riceviamo ogni giorno molti messaggi di imprenditori e manager che sono interessati a visitare il nostro centro e ad approfondire i servizi offerti da Gellify”.

E quando si parla di futuro i progetti sono già ben delineati: “Nel breve termine l’obiettivo è quello di rendere l’Hub uno spazio dinamico, ricco di iniziative e di persone, e, al tempo stesso, continuare ad alimentarlo con nuove tecnologie e startup”, spiega Chierchia. Di qui a un anno, invece, “abbiamo in cantiere il progetto di diffondere il nostro modello in altre parti del mondo, tra cui Hong Kong e gli Stati Uniti, calibrandolo in base alle esigenze di altre aziende e alle loro attività”.

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