Skema in viaggio verso il digitale: analisi, processi e nuovi sistemi

Tags: industria 4.0, Mario Cerveglieri, metodologia Dreamy, politecnico milano, Skema Spa

In un programma radiofonico, in onda su una famosa emittente nazionale, si parla di Industria 4.0, di Rivoluzione tecnologica e di innovazioni digitali con funzionalità ormai comprovate, in grado di stravolgere processi, prodotti e modelli di business aziendali: “Definita come Quarta rivoluzione industriale, l’Industria 4.0 riguarda nuovi processi di automazione, oltre che nuove modalità di utilizzo strategico dei dati. I dati: sono questi i tratti principali del nuovo modo di fare impresa, che non può prescindere dalle persone. Ecco perché abbiamo bisogno di un forte sostegno in termini di formazione”.

Mario Cerveglieri, per tutti il “Signor Mario”, Presidente e Fondatore di Skema Spa, azienda milanese specializzata nella produzione di sottostazioni elettriche e quadri elettrici di media e bassa tensione per il settore oil&gas, alza il volume e ascolta quanto un professore del Politecnico di Milano sta raccontando.

L’intervistato sta proseguendo: “Se noi guardiamo i dati, dal 2011 al 2017, vediamo un aumento dell’11% degli investimenti da parte delle imprese in termini di asset produttivi. Questo significa che il piano è stato ben recepito ed è, secondo me, il principale beneficio che è stato raggiunto. Ce n’è un secondo, ben diverso, ma che ritengo sia ugualmente importante ed è legato al numero di imprese che oggi conoscono l’Industria 4.0 e, quindi, sanno che abbiamo a disposizione tutta una serie di tecnologie digitali fondamentali per l’impresa, per la sua produttività e per l’aumento della competitività”.

Il Signor Mario continua ad ascoltare, sempre più incuriosito, le risposte che quel professore dà alle domande del giornalista e, alla fine dell’intervista, appunta su un foglio: “Manufacturing Group, Ingegneria Gestionale, Politecnico di Milano: contattare Marco Taisch”. Si sentono i tacchi delle sue scarpe rumoreggiare velocemente nei corridoi dell’azienda e, non appena visti i suoi due figli Elisabetta e Davide, chiede loro di cercare questo professore e di contattarlo per avere un incontro. È così che ha avuto inizio la trasformazione digitale di Skema Spa.

L’inizio del percorso: analizzare per comprendere

“Avevamo bisogno di conoscere più da vicino e più concretamente quanto stava riempiendo articoli di giornali, trasmissioni televisive e congressi vari, prima di capire come riadattare il tutto alla nostra realtà. Compresa la rilevanza e la portata di questa rivoluzione e la conseguente necessità da parte nostra di predisporci e di strutturarci per poterla governare, integrando dati, documenti, oggetti, persone e informazioni, abbiamo voluto disegnare il nostro cammino di trasformazione, partendo dall’analisi di quello che era il nostro livello di maturità digitale”, racconta Elisabetta Cerveglieri, Consigliere di Skema Spa.

Il percorso ha avuto inizio con la valutazione della maturità digitale, attraverso l’utilizzo della metodologia Dreamy sviluppata dal Politecnico di Milano che, grazie a interviste e colloqui individuali e di gruppo con i responsabili aziendali dei processi a maggior valore aggiunto, ha permesso di identificare punti di forza e debolezza, opportunità, minacce e conseguenti azioni migliorative per incrementare l’efficienza e l’efficacia dei processi.

L’analisi ha consentito di assumere consapevolezza, sia a livello direzionale sia a livello di singoli responsabili, circa la necessità di rivedere le practice aziendali ormai consolidate, ma non sempre assimilabili alle migliori possibili. La conseguente elaborazione del piano di intervento ha consentito a Skema di effettuare investimenti mirati e strutturali per migliorare processi e servizi (con conseguenti benefici ottenuti sia dall’azienda stessa sia dai propri clienti), attraverso l’utilizzo intelligente delle informazioni digitali, dalle attività di preventivazione e ingegneria a quelle di produzione e post vendita.

Alcuni interventi di miglioramento organizzativo, associati a investimenti in tecnologie digitali, hanno permesso di strutturare la conoscenza aziendale per trattenere nell’ambito dei propri processi il know how tecnico specialistico che da oltre 45 anni contraddistingue l’azienda e la rende operativa in oltre 55 Paesi del mondo.

Infatti, l’analisi svolta non si è fermata ad attestare il livello di partenza della maturità digitale dell’azienda, bensì ha utilizzato l’immagine emersa per identificare una lista di progetti di miglioramento tecnologici e organizzativi. Con il supporto del gruppo di lavoro del Manufacturing Group del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, Skema ha valutato i singoli progetti emersi a valle dell’analisi Dreamy, la loro integrazione all’interno del piano strategico aziendale e ha definito le diverse priorità di intervento.

Il percorso di trasformazione così disegnato è stato studiato e adattato alle peculiarità dell’azienda che, grazie al confronto continuo con il gruppo di ricercatori del Politecnico di Milano, si è messa in moto dando origine e aprendo il Cantiere 4.0.

Tappe intermedie: progettare sistemi integrati

Il primo progetto ha consentito la creazione e lo sviluppo di un nuovo configuratore tecnico-commerciale, utilizzato dai preventivisti per supportare le loro attività, integrato con i sistemi informativi aziendali utilizzati a valle di tale processo.

L’obiettivo era quello di dotarsi di uno strumento che consentisse di affinare l’accuratezza dei preventivi e, già in questa fase, permettesse di creare sia una bozza di disegno da mostrare al cliente, per facilitare la validazione del design di prodotto, sia una distinta base da utilizzare in produzione in caso di conferma d’ordine.

Il secondo progetto ha previsto l’implementazione di un sistema di gestione documentale (PDM) con cui condividere, archiviare e gestire la documentazione di progetto, prodotta durante le fasi di sviluppo della commessa. L’idea è che in assenza di una base dati coerente e una visione di insieme unica del prodotto e dei processi aziendali, coinvolti nella sua creazione e industrializzazione, è difficile far convergere e gestire efficientemente le tecnologie, le persone, i processi e le informazioni utilizzate nelle varie fasi di sviluppo.

Immaginiamo di voler modificare un particolare funzionale o estetico di un prodotto: in tempi molto ridotti è necessario verificare l’applicabilità della modifica sia dal punto di vista della fattibilità (product design e process design) e delle diverse sollecitazioni che una parte modificata trasmette all’assieme (analisi Fea-Fem), sia dell’impatto che tale modifica comporterà sulla produzione (plant design); la possibilità di far manutenzione alla parte così modificata e la revisione dei costi di produzione che impattano sulla marginalità e sul prezzo finale.

Svolgere questa serie di attività, senza poter accedere a un Database unico, che contenga tutte le informazioni più aggiornate disponibili in azienda, è estremamente dispendioso in termini di tempo e di risorse necessarie da impiegare a seguito di ogni modifica al modello virtuale.

La gestione di dati di prodotto e di informazioni relative ai processi in un unico sistema centrale ha permesso di incrementare le efficienze all’interno dei processi di sviluppo delle commesse, migliorando così la gestione dei dati di progettazione dei prodotti.

Le informazioni presenti sul sistema PDM includono dati di progettazione assistita da computer (CAD), modelli, informazioni sulle parti, istruzioni di produzione, requisiti, note e documenti. Grazie a questo sistema diversi attori aziendali, ma anche partner esterni, possono accedere al flusso di lavoro dei dati di prodotto e partecipare, di conseguenza, al ciclo di vita dello stesso.

In questo modo, è possibile favorire la creazione, la gestione e l’esecuzione di processi automatizzati, che riflettono le best practice specifiche dell’azienda per la pianificazione dei cambiamenti (analisi what-if), le modifiche dell’inclusione (esecuzione), della verifica e della comunicazione.

In un’ottica di completa integrazione, questo sistema ha permesso di allineare e di sincronizzare i dati della distinta base e le informazioni sul ciclo di vita del prodotto, fornendo la visibilità necessaria per una gestione completa ed efficace della distinta materiali.

Infine, è oggi possibile trovare rapidamente i dati corretti, ricercare i documenti archiviati e accedervi velocemente, con conseguenti migliorie in termini di produttività, riduzione dei tempi, degli errori e dei costi. Il beneficio più importante, però, è probabilmente quello che meno si riesce a quantificare, ma che più di tutti sta rivoluzionando le logiche tradizionali di gestione dei processi, ovvero la facilità di collaborazione tra gruppi di lavoro globali.

Il viaggio continua: manutenzione predittiva e capitalizzazione del know how

Congiuntamente a questi investimenti, già dotata di un solido sistema gestionale (ERP) di recente implementazione, nel corso dell’ultimo anno Skema ha deciso di implementare anche un nuovo sistema di gestione di Customer and Relationship Management (CRM), a completamento della suite tecnologica che definisce la sua struttura di gestione dei processi e delle informazioni.

Passo dopo passo, progetto dopo progetto, il puzzle dell’architettura tecnologica di Skema sta prendendo la forma di un sistema unico strutturato, per poter garantire la completa integrazione dei dati e delle informazioni. È proprio questa integrazione, alla base del paradigma 4.0, il terreno su cui costruire la versione innovativa di Skema: creata la struttura che sorreggerà il know how e le conoscenze aziendali, sarà possibile utilizzare documenti e informazioni per generare nuovi servizi e proposte di valore.

Ma la trasformazione non può e non deve fermarsi qui. Nuovi sfidanti progetti sono già all’ordine del giorno dei meeting strategici che Skema sta affrontando e che, grazie all’affiancamento del Manufacturing Group del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, la vedranno impegnata a lavorare su progetti di manutenzione predittiva da remoto dei propri quadri e di capitalizzazione del know how aziendale.

“Ci teniamo a sottolineare che senza il supporto del Politecnico di Milano, in particolare di Marco Taisch e di Anna De Carolis, questo cambio di procedure, di metodo, di tecnologie e di mentalità sarebbe stato difficile da ottenere”, fanno sapere dall’azienda.

Diceva Seneca: “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”. Ma non è certo il caso di Skema e dei suoi imprenditori. Tanto che dall’impresa dicono: “Adesso che sappiamo dove vogliamo approdare, siamo pronti a sfruttare il vento che ci capiterà di incontrare”.

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