ESCLUSIVO: Incas-SSI Schäfer, il dietro le quinte della cessione

Tags: Ermanno Rondi, Incas, SSI Schäfer

È stata un’operazione taciuta fino all’ultimo momento quella della cessione del 100% di Incas Spa al gruppo tedesco SSI Schäfer AG. L’ufficialità dell’accordo è stata resa nota solo il 28 maggio 2018, con grande sorpresa degli addetti ai lavori che non sospettavano nulla.

Ma la trattativa, come spesso accade, è stata molto lunga, soprattutto nella fase di “conoscenza” reciproca delle due aziende, come ha confessato in esclusiva a Fabbricafuturo.it Ermanno Rondi, Amministratore Delegato di Incas, che resta in carica anche dopo la cessione dell’azienda fondata a Biella nel 1981. Secondo gli accordi, infatti, il management di Incas (e tutti i 200 dipendenti) continua a gestire la nuova realtà abbinando flessibilità e competenza sul mercato italiano con il ricco portafoglio di tecnologie e soluzioni di SSI Schäfer.

Per conoscere il ‘dietro le quinte’ dell’operazione, abbiamo raggiunto Rondi nello stand che il principale player italiano nel settore dell’automazione della Supply chain ha allestito in occasione dell’evento Intralogistica presso il polo fieristico di Rho Fiera: qui il 31 maggio si è svolto il primo meeting ufficiale tra i vertici di Incas e quelli di SSI Schäfer.

“Da tre anni Incas cresce in termini di fatturato (+20%) e nel 2018 prevediamo di arrivare a 50 milioni”, esordisce Rondi. “Proprio la crescita ci ha imposto una riflessione, perché finché ci siamo occupati della gestione di piccoli impianti non entravamo in competizione con i nostri fornitori di macchinari, aspetto invece centrale nel caso di impianti più grandi. Per continuare ad assicurare ai clienti il nostro servizio ci siamo interrogati se fosse il caso di procedere con un’acquisizione di un produttore di macchine oppure di farci acquisire”. Alla fine Incas ha optato per questa seconda strategia e “per tre anni” ha valutato possibili acquirenti, “compresi anche i fondi”, ma ‘scartati’ quasi subito perché “l’obiettivo non era solo la stabilità finanziaria, quanto quella industriale”.

Tra le diverse opzioni valutate c’era ovviamente anche quella di SSI Schäfer, gruppo tedesco leader nel mondo per la fornitura di prodotti e soluzioni per l’intralogistica, realtà con la quale Incas “aveva iniziato a collaborare da circa un anno per la gestione del magazzino di Ducati”, grazie all’offerta di prodotti del Gruppo che si concentra sui grandi impianti.

“Con SSI Schäfer condividiamo valori e filosofia di lavoro”, precisa Rondi, spiegando le motivazioni del perché alla fine si sia arrivati alla cessione di Incas al gruppo tedesco. “Si tratta di un’azienda che dà valore al capitale umano; inoltre non hanno una strategia centralizzata, ma puntano sulla decentralizzazione, riconoscendo grande importanza alle filiali italiane perché il mercato PMI chiede soluzioni su misura dal partner”.

Incas, da quanto spiegato, diventa la “filiale italiana di SSI Schäfer”, che si somma alle circa 70 sparse in altrettanti Paesi e si affianca al già presente ufficio di Parma che dal 2019 diventerà parte integrante di Incas. “Oltre a conservare tutte le persone che già lavorano nell’organizzazione, restiamo una realtà ‘indipendente’ e potremo continuare la collaborazione con altri produttori di macchinari, scegliendo di volta in volta il fornitore più indicato rispetto alle richieste del cliente”, puntualizza Rondi, evidenziando come l’attività ‘sartoriale’ dell’azienda piemontese resti intatta. Cambia però l’obiettivo di fatturato: “Entro il 2020 puntiamo ad arrivare a 100 milioni di euro”.

Cosa cambia invece per i clienti di Incas dopo la cessione? “Non ci sono aspetti negativi, perché restiamo i loro interlocutori; in aggiunta però siamo forti di una solidità di un gruppo che fattura 1,5 miliardi di euro; ne abbiamo già parlato con tanti clienti che in questi giorni ci hanno contattato e il feedback ricevuto è di apprezzamento”, spiega Rondi.

A conferma di come Incas continui a percorrere la sua strada, restando una “società indipendente all’interno del gruppo”, ci sono i vari progetti sui quali l’azienda sta lavorando da tempo, come la collaborazione con il Politecnico di Milano sulla Factory logistics, mettendo a disposizione la sua suite di software per la gestione degli impianti.
La cessione a SSI Schäfer è una nuova sfida per me e per tutta l’organizzazione: è una partita tutta da giocare”, chiosa Rondi.

Dario Colombo

Dario Colombo, laureato in Scienze della Comunicazione e Sociologia presso l’Università degli Studi di Milano, è caporedattore della casa editrice Este. Giornalista professionista, ha maturato esperienze lavorative all’ufficio centrale del quotidiano online Lettera43.it dove si è occupato di Economia e Politica, e nell’ufficio stampa del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

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