Cresce l’Industria 4.0 in Italia: la sfida è sui processi organizzativi

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Cresce a doppia cifra il mercato di Industria 4.0 in Italia nel 2016 e con esso la consapevolezza delle imprese italiane nei confronti di queste nuove tecnologie e la concretezza dei progetti realizzati. Questo il quadro che è emerso dall’Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano, condotto su un campione di 241 aziende manifatturiere e presentato il 23 giugno 2017 a Milano al convegno Industria 4.0: la grande occasione per l’Italia tenutosi presso l’Auditorium di Assolombarda.

Nel 2016 il mercato di Industria 4.0 in Italia ha raggiungo il valore di 1,7 miliardi di euro (+25% sul 2015), mentre per il primo trimestre 2017 le imprese stimano un tasso di crescita tendenziale del 30% e l’Italia a fine anno potrebbe avere raddoppiato (rispetto a due anni fa) gli investimenti per la trasformazione digitale, recuperando il ritardo rispetto alle situazioni internazionali più mature.

Rilevante è stato l’influsso degli incentivi statali: risulta infatti che il 52% delle imprese ha deciso di usufruire del superammortammento al 140%, e il 36% dell’iperammortamento al 250%. Sempre secondo il Politecnico di Milano, un quarto delle imprese investirà, complessivamente, oltre 1 milione di euro nel 2017 e, mediamente, le imprese hanno già adottato tre o quattro applicazioni, soprattutto su tecnologie di Industrial IoT e Analytics.

C’è inoltre più consapevolezza degli imprenditori sulla centralità delle competenze 4.0, ma tra tutte quella più rilevante risulta la capacità di “definire un piano di adozione delle tecnologie per il miglioramento dei processi produttivi”, su cui meno della metà delle aziende rispondenti (solo il 46%) dichiara di sentirsi sufficientemente preparata. Una sfida in parte vinta sotto il profilo culturale (oggi solo l’8% degli imprenditori non sa cosa sia Industria 4.0, contro il 38% del 2016) ma che rimane ancora aperta dal punto di vista organizzativo e dei processi.

Un aspetto con il quale Tecnest, azienda friulana da 30 anni specializzata in soluzioni software per il manifatturiero si confronta quotidianamente. “Già da diversi anni riscontriamo nel nostro mercato un cambio di prospettiva: da un’attenzione alla modernizzazione degli strumenti informatici alla tecnologia quale mezzo per migliorare la competitività della propria azienda”, ha spiegato Fabio Pettarin che nel 1987 diede vita insieme con Mario Chientaroli a Tecnest. “Un aspetto che oggi è ancor più sentito e richiesto dal mercato”.

Ripensare i processi, questo il punto. Le più recenti tecnologie connesse alla quarta rivoluzione industriale, dalle applicazioni web e smart all’IoT, rappresentano strumenti evoluti per raggiungere questi obiettivi con modalità nuove che potenziano le soluzioni informatiche esistenti.
“La sfida non è tecnologica, ma organizzativa: si tratta di cambiare mentalità, modo di lavorare e di pensare ai processi, le relazioni tra uomo e macchina e tra i diversi attori coinvolti”, ha spiegato Chientaroli. “Lo scenario ottimale, soprattutto in un contesto manifatturiero come quello italiano, sarà quello della collaborazione e dell’interazione tra persone (interne ed esterne all’azienda) e macchine intelligenti in grado di rendere più rapido e flessibile il processo produttivo. Per questo, secondo la nostra visione, le tecnologie e le soluzioni abilitanti ai nuovi paradigmi dell’Industria 4.0 non ridurranno il contributo umano ai processi produttivi, bensì dovranno agevolarlo e sostenerlo secondo nuovi schemi e modalità di lavoro collaborative e interattive”.

Sulla base di queste considerazioni Tecnest ha studiato FLEX for Industry 4.0 , il nuovo paradigma di soluzioni integrate per la gestione della Fabbrica 4.0 che, con nuove applicazioni web, collaborative e smart permette di ottimizzare i processi di produzione.
“FLEX for Industry 4.0 rappresenta l’evoluzione delle soluzioni di Tecnest nata dal connubio tra nuove tecnologie compliant con i paradigmi dell’Industria 4.0 e il patrimonio di competenze ed esperienze trentennali di Tecnest nel mondo manifatturiero”, argomenta Chientaroli. “La nuova soluzione si basa sulla sinergia tra due concetti, quello di Sistema Cyber-fisico e quello di Human-Centered Manufacturing, che possono a prima vista sembrare antitetici ma che in realtà sono tra loro complementari e a nostro avviso di fatto rappresentano la via verso l’Industria 4.0 più adatta per il contesto delle imprese manifatturiere italiane.”

Al centro di FLEX for Industry 4.0 è la Smart Factory Console, la nuova applicazione web e role-based di Tecnest per la raccolta dati, il controllo e l’avanzamento della produzione e per la gestione e l’analisi delle informazioni e dei dati raccolti da macchine, persone e prodotti interconnessi all’interno della fabbrica.

Non si tratta solo di una nuova soluzione MES in tecnologia Web bensì di una nuova infrastruttura in grado di parlare il linguaggio dell’Industrial IoT e di fungere da snodo (hub) di smistamento delle informazioni verso le diverse soluzioni applicative di Tecnest per la fabbrica”, conclude Chientaroli. “Grazie alle funzionalità di Collaborative manufacturing, diventa il luogo principale dove si concentrano le attività di interazione e collaborazione (uomo-macchina, uomo-uomo, macchina-uomo) tra gli operatori di produzione e gli elementi del sistema produttivo”. Una soluzione pensata per completare e potenziare le nostre applicazioni di Advanced Planning & Scheduling e di Manufacturing Execution System, abilitandole ai nuovi paradigmi dell’Industry 4.0.

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