La Manifattura riparte nel 2024 e attende l’accelerazione del 2025

Manifattura

Dopo aver chiuso in calo nel 2023, la Manifattura riconquista fiducia e guarda con positività all’anno che si è appena aperto. Lo scenario proposto dal titolo Rapporto analisi dei settori industrialiottobre 2023 svolto da Intesa Sanpaolo insieme con Prometeia, provider di servizi di consulenza, soluzioni tecnologiche e ricerca all’avanguardia, ha mostrato, infatti, uno scenario futuro moderatamente positivo: la Manifattura crescerà dello 0,5% nel 2024 e del 1,3% nel 2025.

I dati tengono conto delle crisi costanti ma non è da escludere che le cifre possano subire importanti variazioni influenzate da situazioni che al momento non è possibile prevedere. A chiarirlo è stato Andrea Bianchi, Presidente di Anie Automazione, associazione che riunisce le aziende dell’ambito dell’automazione di fabbrica, di processo e delle Reti. Durante la presentazione alla stampa di Sps Italia, la fiera di automazione e digitale per l’industria, Bianchi ha commentato così lo scenario: “La crescita potrebbe essere soggetta a rischi al ribasso provocati dalle tensioni geopolitiche che potrebbero, nuovamente, mettere sotto pressione i prezzi dei prodotti energetici”. In futuro il termine incertezza sarà, quindi, ancora ricorrente.

La propensione all’export arriverà al 50% nel 2025

Guardando in particolare all’Automazione, dopo aver chiuso il 2023 con una crescita di fatturato del 12% (dati del preconsuntivo di Anie automazione), il settore prevede una volata ulteriore. La percezione diffusa tra le aziende è, infatti, positiva: analizzando il sentiment raccolto a gennaio 2024, il 52% degli intervistati si aspetta una crescita delle percentuali attese di fatturato. “La previsioni sono confortanti ma non possiamo trascurare le diverse incognite (ad esempio l’approvvigionamento dei componenti elettronici e delle materia prime) con le quali le aziende devo ancora fare i conti”, ha continuato Bianchi.

Per fronteggiare la complessità e le diverse “perturbazioni”, i fondi europei per la sostenibilità e la digitalizzazione rivestono un ruolo fondamentale, soprattutto nel promuovere determinati settori industriali. “Questo dato è confermato dalla classifica di crescita 2024-25: i settori coinvolti dalla transizione digitale ed energetica occupano le prime posizioni”, ha spiegato il Presidente di Anie automazione. Nell’Elettronica si prevede una crescita del 3,4% medio annuo del fatturato deflazionato, nell’Elettrotecnica un aumento del 2% e nella Meccanica del 1,5%.

Gli investimenti infrastrutturali per la transizione digitale e green si prevede possano sostenere, inoltre, il commercio internazionale, di cui si stima un recupero già dal 2024. Secondo le stime, inoltre, nel 2025 la propensione all’export si assesterà a più del 50% e il saldo commerciale oltre la soglia dei 106 miliardi di euro. “Tradizionalmente le aziende italiane esprimono una forte vocazione verso mercati internazionali che spesso controbilanciano quello domestico. Considerando il contesto globale e la crescente regionalizzazione, comunque, anche l’export potrebbe soffrire di un rallentamento del passo di crescita”, ha concluso Bianchi. Il 2024 si prospetta, quindi, come un anno di graduale ripartenza. In attesa dell’accelerazione del 2025.

Andrea Bianchi, Anie Automazione, manifattura, previsioni 2024-2025, Sps Italia


Alessia Stucchi

Alessia Stucchi è giornalista pubblicista. Laureata in Lettere Moderne in triennale e in Sviluppo Economico e Relazioni Internazionali in magistrale. Nel 2023 ha vinto il premio America Giovani della Fondazione Italia Usa che le ha permesso di conseguire il master Leadership per le relazioni internazionali e il made in Italy. Nel tempo libero si dedica alle camminate, alla lettura e alle serie tivù in costume.

FabbricaFuturo è il progetto di comunicazione rivolto a tutti gli attori del mercato manifatturiero (responsabili delle direzioni tecniche, imprenditori e direzione generale, responsabili organizzazione e HR) che ha l’obiettivo di mettere a confronto le idee, raccontare casi di eccellenza e proporre soluzioni concrete per l’azienda manifatturiera di domani.

Nasce nel 2012 dalla rivista Sistemi&Impresa come reazione alla crisi finanziaria del 2011. Negli anni il progetto è cresciuto significativamente, parallelamente alla definizione di politiche pubbliche in ambito industria 4.0 (Piano Calenda e successivi).
Oggi FabbricaFuturo affronta i temi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per offrire alle aziende gli strumenti per affrontare le sfide nella fabbrica di domani.

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