La trasformazione dell’industria piemontese: dal Manufacturing al Food

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Il Piemonte ha un grande passato alle spalle, avendo rappresentato per decenni il cuore pulsante della rivoluzione industriale italiana. Ma il presente e il futuro sono all’insegna dell’incertezza. La tappa di Torino 2019 di FabbricaFuturo, il convegno promosso dalla casa editrice ESTE e dalla sua rivista Sistemi&Impresa rivolto a tutti gli attori del mercato manifatturiero, è l’occasione per fare il punto sull’attività manifatturiera della regione e della sua evoluzione.

Dalla fine degli Anni 90 a oggi, il Piemonte è stato coinvolto in un profondo processo di trasformazione della sua base industriale che ha portato a una graduale riduzione dimensionale delle imprese manifatturiere e a una stagnazione produttiva ed economica.

La regione, secondo quanto raccontato da Giuseppe Berta, Professore dell’Università Bocconi, ha abbandonato le sue caratteristiche di caposaldo della produzione manifatturiera di massa per diventare un aggregato di forze imprenditoriali che, mentre da un lato vedono ridursi le proprie dimensioni e il proprio insediamento sociale, dall’altro conoscono, nelle punte apicali, significative tendenze verso l’upgrading delle proprie specializzazioni produttive.

Ne è emersa, per il momento, una realtà a macchia di leopardo, con differenziazioni importanti del tessuto economico, che attende però di essere sostenuto da una adeguata politica di investimenti.

Gli anni della Grande Crisi iniziata nel 2008 continuano a far sentire il loro effetto e stanno cambiando i settori di riferimento del Piemonte: complice la trasformazione internazionale di FCA (ex Fiat) non è più il Metalmeccanico a trainare l’economia piemontese. Il comparto trainante della regione (ma anche a livello Paese) è l’Alimentare, che vede in Ferrero e Lavazza le due aziende più rappresentative.

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