Nell’Innovation Center di Accenture a Modena è di casa l’innovazione

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Un centro per aiutare le aziende manifatturiere a reinventare il business in chiave digitale. Il network di Innovation Center in Europa di Accenture si è di recente arricchito con l’Industrial IoT innovation Center di Modena che permette di approfondire, testare e scalare soluzioni di Internet of Things (IoT) per raggiungere nuovi livelli di efficienza e di crescita.

L’interno dell’Industrial IoT innovation Center di Modena

Sviluppato in collaborazione con HPE Coxa – azienda modenese specializzata in progetti e prodotti di eccellenza per i settori Motorsport, Automotive, Difesa e Automation solution – il nuovo centro di Accenture è l’ultimo elemento di un consistente piano di investimenti da 1,4 miliardi di dollari incentrato sull’Industry X.0, che vede la società di consulenza impegnata nella diffusione della conoscenza delle tecnologie innovative.

Secondo la recente ricerca di Accenture Industry X.0 – Digital reinvention of the Italian Industry, e presentata in occasione dell’inaugurazione del centro di Modena, le aziende manifatturiere riconoscono l’importanza di adottare un nuovo modello industriale per sviluppare prodotti e servizi innovativi proprio grazie all’uso delle nuove tecnologie.

Il centro di Modena offre l’accesso a diverse strutture e servizi per lo sviluppo prodotti, l’ingegneria, la produzione, la customer experience e la cyber security attraverso anche workshop sull’Industrial Design Thinking e aree di esperienza IoT; inoltre è previsto l’accesso a un ecosistema in grado di collegare le aziende ai più importanti partner tecnologici internazionali, società di ricerca e startup.

Per approfondire le potenzialità dell’Industrial IoT innovation Center di Modena, Sistemi&Impresa ne ha parlato con Giorgio Torresani e Stefano Tascone di Accenture.

Giorgio Torresani

Quali sono le potenzialità del nuovo Industrial IoT Innovation Network?

G.T.:L’Accenture Industry X.0 Innovation Center di Modena è un hub di innovazione aperto all’ecosistema manifatturiero che ha l’obiettivo di aiutare le aziende ad accelerare la propria agenda digitale e a creare valore sostenibile. Il centro è parte dell’Accenture Industry X.0 Innovation Center Network e offre alle aziende un modo per approfondire, testare e scalare soluzioni IIoT (Industrial Internet of Things) e trarre vantaggio dalle ultime tecnologie additive. L’obiettivo è quello di supportare le imprese nel raggiungere nuovi livelli di efficienza e crescita attraverso miglioramenti nell’ambito dello sviluppo prodotti, dell’ingegneria, della produzione, della customer experience e della cyber security.

Perché avete scelto Modena come sede del centro?

G.T.:Il centro è parte di una rete globale Accenture che comprende altri 23 centri ed è stato realizzato all’interno di HPE Coxa, azienda modenese specializzata in attività di ingegneria per il settore automobilistico, motoristico e delle soluzioni di automazione. Situato nel cuore di una delle principali regione manifatturiere italiane, intende mostrare l’eccellenza del marchio Made in Italy e sfruttare il forte ecosistema produttivo nazionale.

Come si inserisce l’iniziativa negli investimenti di Accenture nell’Industria 4.0?

G.T.:La nuova struttura fa parte di un piano di investimenti da 1,4 miliardi di dollari da parte di Accenture, volto a espandere il suo business Industry X.0. Industry X.0 è la definizione che abbiamo dato al profondo cambiamento della manifattura industriale verso prodotti e servizi digitali che richiederanno in misura sempre maggiore nuovi metodi e processi di produzione e fruizione, oltre che di supporto sul campo.

Qual è il target di aziende che può utilizzare i servizi dell’Innovation Center?

G.T.:Il centro è dedicato alle imprese del settore manifatturiero a livello globale: tramite nuovi approcci ai processi industriali e all’organizzazione aziendale, le imprese manifatturiere hanno la possibilità di migliorare l’efficienza della loro attività e di reinventarsi continuamente, utilizzando le tecnologie digitali connesse come fattori abilitanti di prodotti, servizi ed esperienze innovative in modo da soddisfare le mutevoli esigenze dei clienti e del mercato. All’interno del centro le aziende possono partecipare a scenari realistici, workshop interattivi e prototipazione rapida incentrati sulle proprie sfide: dalla trasformazione attuale del core business, all’invenzione del futuro della produzione. In particolare tre sono gli ambiti di azione a cui il centro intende rivolgersi: sicurezza, efficacia, efficienza in fabbrica e valore per i clienti.

Stefano Tascone

Quali sono le tecnologie che le imprese possono testare concretamente?

S.T.: Nel nostro centro di Modena abbiamo orchestrato numerosi abilitatori tecnologici intorno a specifici business outcome in grado di ottimizzare l’efficienza produttiva dell’impianto e il throughput della produzione. In particolare, abbiamo impiegato: l’IoT per l’integrazione con il calcolo numerico di tre macchine differenti (principalmente per la fresatura) che ora forniscono dati circa i cicli di produzione e l’output dei componenti prodotti; l’Intelligenza Artificiale per implementare meccanismi di riconoscimento automatico dell’adozione da parte della forza lavoro di tutte le misure di sicurezza prescritte per legge (per esempio il casco nell’impianto); la realtà aumentata per supportare il lavoratore con una serie di istruzioni supplementari e tutorial nel momento in cui si trova a effettuare specifici task; i Big data per elaborare tutti i dati provenienti dalle macchine e dai sistemi legacy per calcolare il time to market e l’OEE sia della singola macchina sia dell’impianto produttivo nella sua globalità.

Ormai sono chiare le potenzialità della tecnologia, però l’utilizzo è ancora limitato. È un problema culturale?

S.T.: Le imprese italiane non sono ancora del tutto pronte a questa nuova era: la ricerca che abbiamo presentato a Modena rispecchia questa situazione. Le aziende manifatturiere italiane riconoscono l’importanza di adottare un nuovo modello industriale che permetta loro di sviluppare prodotti e servizi innovativi attraverso l’adozione delle nuove tecnologie. Dallo studio Accenture emerge anche che, benché lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi sia considerato dai dirigenti italiani una priorità strategica, meno di un terzo delle aziende intervistate si aspetta che un investimento nel digitale porti a un incremento della clientela. Allo stesso tempo, più della metà delle grandi aziende e circa la metà delle PMI temono che ritardare l’innovazione possa mettere a rischio la loro futura sopravvivenza.

Un modo per stimolare la conoscenza delle tecnologie può essere la formazione, pilastro della fase 2 del Piano Calenda?

S.T.: Aumentare gli investimenti nelle competenze di Intelligenza Artificiale è oggi un imperativo per tutti, che permetterà di accrescere in modo sostenibile l’occupazione: il 63% dei dirigenti intervistati in una ricerca Accenture presentata a Davos nel 2018, ritiene infatti che la propria azienda potrebbe creare nuovi posti di lavoro grazie alle nuove tecnologie e il 72% pensa che siano strategiche per ottenere un vantaggio competitivo sul mercato. Anche i lavoratori sono ottimisti sul valore dell’Intelligenza Artificiale: il 62% si aspetta che abbia un impatto positivo sul proprio lavoro e per il 69% sarà cruciale sviluppare competenze che permettano di lavorare con le tecnologie intelligenti. La formazione sul campo all’interno di realtà come quelle che abbiamo presentato a Modena è altrettanto fondamentale per permettere ai tecnici e agli operai di vivere in prima persona le nuove tecnologie e misurarsi con questa nuova modalità operativa e con i processi innovativi che ne scaturiscono.

Il particolare di lavorazione all’interno dell’Industrial IoT innovation Center di Modena

Qual è il ruolo di HPE Coxa?

G.T.: HPE Coxa è un’impresa italiana che vanta una presenza sul territorio storica e relazioni privilegiate con i più importanti player dell’area, oltre che con i produttori di riferimento globali di questi settori. Le dimensioni contenute dell’azienda in termini di volumi e la completa integrazione delle fasi di sviluppo prodotto caratterizzano l’impresa come laboratorio di sperimentazione per soluzioni innovative che, una volta che siano state concretamente dimostrate, possono essere trasferite su applicazioni di più larga scala. Testimonianze tangibili di questo approccio sono il Machining Innovation Lab, il centro di ricerca Metal Additive e il centro per il testing dei motori.

Questo vuol dire poter ‘toccare con mano’ l’innovazione?

G.T.: Per la prima volta siamo all’interno di una fabbrica, il cui ruolo nelle moderne organizzazioni, digitalizzate e connesse, è sempre più centrale e di complessa gestione. La connettività di impianti e prodotti, l’utilizzo di digital enabler e l’adozione di soluzioni basate su piattaforme IoT sono fattori che rendono possibile la visibilità in tempo reale, lungo tutta la filiera produttiva, dei dati di business originati ‘dal campo’. Nella fabbrica di HPE Coxa sono state connesse tre macchine CNC (Centri a controllo numerico) alla piattaforma IIoT di Accenture basata su cloud Microsoft Azure.

In che modo l’esperienza nell’Innovation Center può sostenere il business del settore manifatturiero?

G.T.: I clienti del settore manifatturiero hanno qui la rara opportunità di vedere in azione le nuove tecnologie digitali, capaci di contribuire a risolvere problemi rilevanti per la loro organizzazione, per il mercato di riferimento e per i clienti finali. Il centro infatti offre alle imprese un modo per esplorare, testare e vivere soluzioni IoT industriali che siano pertinenti alle loro specifiche esigenze di business, in un ambiente coinvolgente, focalizzato sulla risoluzione dei problemi connessi alla loro attività. L’Industry X.0 Innovation Center di Modena è appositamente progettato per la sperimentazione di nuove soluzioni digitali capaci di trasformare le operazioni e generare valore economico incrementale e sostenibile, in un’ottica di innovazione continua.

Elisabetta de Luca

Elisabetta de Luca, laureata in Lettere moderne all'Università "Federico II" di Napoli. Ha frequentato la scuola di Giornalismo di Napoli. Giornalista professionista. Collaboratrice e blogger per L’Huffington Post. Ha lavorato per testate cartacee e online, per la Rai e per Sky.

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