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Piano Nazionale Impresa 4.0: “L’Italia recuperi il tempo perso”

Tags: Carlo Calenda, impresa 4.0, industria 4.0

È stato il piano di rilancio del manifatturiero “più imponente d’Europa”. A dirlo è Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico, che per primo ha voluto dare una scossa al sistema produttivo italiano promuovendo e attuando il Piano Nazionale Industria 4.0.

Ora l’azione governativa è passata alla fase 2, e la nuova versione del Piano è stata ribattezzata “Impresa 4.0”. Per il titolare del Mise è dunque tempo di bilanci, ma anche di continuare a guardare al futuro, perché la strada per stimolare il manifatturiero nostrano è appena all’inizio. In questa intervista esclusiva, Calenda racconta a Sistemi&Impresa il dietro le quinte di Industria 4.0, svelandone anche i suoi limiti (“Il nostro Piano ha mostrato lentezze nel primo anno di applicazione”) e raccontando le novità di Impresa 4.0 che oltre a confermare gli sgravi fiscali del 2017, punta sulla formazione con “10 miliardi di euro” dedicati all’aggiornamento. “Il Piano Nazionale Impresa 4.0 deve diventare una missione per tutto il Paese: uno sforzo prima di tutto culturale per imprese, lavoratori e Pubblica amministrazione”.

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È passato un anno dal lancio del Piano Industria 4.0: in questo anno le imprese hanno dimostrato una certa vitalità. Che impressione si è fatto, dal suo ‘osservatorio’, delle nostre imprese e dei nostri imprenditori?
Un dato su tutti: nel 2017 il nostro export sta crescendo all’8% – ovvero il doppio di quello francese e più di quello tedesco – eppure la crescita del Paese rimane inferiore rispetto a quella europea, per non parlare della produttività e dell’occupazione. Una contraddizione a mio avviso riconducibile alle specificità del nostro sistema produttivo, diviso tra un 20% di imprese competitive, un 20% di imprese in crisi e un universo di mezzo che sopravvive, ma non ha ancora fatto il salto. In parole semplici sono ancora troppo poche le imprese italiane che innovano e si internazionalizzano. Adesso è essenziale recuperare il tempo perduto se non vogliamo essere investiti da un altro choc come quello che abbiamo vissuto in Italia con la prima fase della globalizzazione. Il senso del Piano Impresa 4.0 è proprio questo.

La predisposizione all’innovazione si legge dai dati: +11% di ordinativi di macchinari e altri apparecchi nel primo semestre 2017 in confronto allo stesso periodo 2016. Come commenta questi dati?
Fino a un anno fa la conoscenza di Industria 4.0 era bassissima: da un’indagine del Politecnico di Milano risulta che nel 2016 circa il 40% delle aziende dichiarava di non conoscerla affatto; oggi questo dato è sceso all’8%. Il risultato è stato un aumento esponenziale degli investimenti delle imprese italiane, con picchi di quasi il 70% nell’incremento degli ordinativi delle macchine utensili nell’ultimo trimestre, a fronte di strumenti finanziari e incentivi fiscali automatici all’innovazione e agli investimenti tecnologici per circa 20 miliardi di euro varati nel 2016 dal Governo. Il Piano più imponente in Europa.

L’intervista completa al Ministro Calenda è pubblicata sul numero di Novembre-Dicembre 2017 di Sistemi&Impresa.
Per informazioni o abbonamenti, contattare Daniela Bobbiese, responsabile abbonamenti ESTE, daniela.bobbiese@este.it(tel. 02.91434419).

Chiara Lupi

Chiara Lupi ha collaborato per un decennio con quotidiani e testate focalizzati sull’innovazione tecnologica e il governo digitale. Nel 2006 sceglie di diventare imprenditrice partecipando all’acquisizione della ESTE, casa editrice storica specializzata in edizioni dedicate all’organizzazione aziendale, che pubblica le riviste Sistemi&Impresa, Sviluppo&Organizzazione e Persone&Conoscenze. Dirige Sistemi&Impresa e pubblica dal 2008 su Persone&Conoscenze la rubrica che ha ispirato il libro uscito nel 2009 Dirigenti disperate e Ci vorrebbe una moglie pubblicato nel 2012.Le riflessioni sul lavoro femminile hanno trovato uno spazio digitale sul blog www.dirigentidisperate.it. Nel 2013 insieme con Gianfranco Rebora e Renato Boniardi ha pubblicato Leadership e organizzazione. Riflessioni tratte dalle esperienze di ‘altri’ manager.

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