Processi, competenze e modelli organizzativi oltre la tecnologia

Tags: competenze, FabbricaFuturo, organizzazione, tecnologia

L’avvento di nuove tecnologie richiede alle imprese di implementare nuovi processi e nuovi modelli organizzativi. A loro volta, processi e organizzazioni hanno bisogno di persone che sviluppino nuove competenze adeguate all’evoluzione digitale in atto. Di questo si è parlato nella Tavola rotonda ‘La trasformazione del manifatturiero nel Nord-Est: una sfida che abbraccia tecnologie, competenze e modelli organizzativi’ nell’ambito della tappa veneta del convegno FabbricaFuturo promosso dalla casa editrice ESTE e dalla sua rivista Sistemi&Impresa. La tavola rotonda è stata moderata da Giovanni Vaia, professore di digital management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

“Oggi le imprese non possono fermarsi alle tecnologie attuali, ma devono investire nell’evoluzione dei processi a lungo termine”, afferma Giuliano Busetto, country division lead – divisioni Digital Factory e Process Industries and Drives – Siemens Italia e presidente – Siemens Industry Software. “Ciò richiede linee di produzione sempre più flessibili e adattabili” oltre a “competenze adeguate per cavalcare questa trasformazione”.

Dorika Fanchini, presidente di Space Work, evidenzia come “la centralità della persone (e della loro formazione) all’interno delle aziende sia fondamentale per il successo dei progetti di digitalizzazione”. La ridefinizione dei processi, secondo Fanchini, “dovrebbe essere effettuata prima dell’implementazione di nuove tecnologie, non dopo”.

Cristiano Grassi, IT manager di Carraro Group, sottolinea che “la capacità di gestire le complessità rappresenta oggi la vera sfida per le aziende”. Al loro interno c’è ancora una certa diffidenza dell’uomo nei confronti delle macchine e dell’Intelligenza Artificiale. Per Grassi “la sfida delle competenze si vincerà con la reale volontà di cambiare”.

Secondo Antonio Nardo, ICT director di Breton, “abbiamo le competenze e gli strumenti, noi manager dobbiamo puntare sui giovani e avere voglia di ‘buttarci’ nel cambiamento per non perdere il treno dell’innovazione”.

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