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Verso una nuova civiltà

Essere umano_macchina
È una verità accettata e condivisa che per fare business è necessario interagire in modo sostenibile con l’ambiente e il percorso è abilitato dalle tecnologie digitali. Ci stiamo avviando verso una ‘nuova civiltà’ dove gli impatti del digitale non devono rimanere circoscritti al miglioramento delle performance aziendali, ma devono generare valore per la società. Una prospettiva che ridimensiona il ruolo delle tecnologie che non devono sostituire l’essere umano, ma devono potenziarne le capacità. Siamo stati testimoni di grandi trasformazioni, ma ora è necessario ristabilire nuovi equilibri e definire nuovi valori. Ragionare sulla sostenibilità è un ottimo esercizio, perché ci obbliga a considerare tutti i fattori responsabili di nuovi modelli da perseguire. Ada Rosa Balzan afferma che la sostenibilità impone di gestire le aziende in modo nuovo considerando gli impatti di ogni scelta, non solo sull’ambiente, ma anche sugli aspetti sociali e di gestione. E per le nostre Piccole e medie imprese (PMI) questa è certamente un’opportunità: il tema non è più quello di rimanere legate alle catene di fornitura, ma di restare agganciate a Supply chain dove si condividono valori, nelle quali tutte le aziende che ne fanno parte prestano la medesima attenzione, per esempio, alla gestione dei lavoratori o alla tutela dei diritti umani. È il mercato, sono i clienti a spingere in questa direzione. Ma la sostenibilità, spiega Balzan, deve essere soprattutto un desiderio interiore, una missione morale per rendere il mondo un posto migliore di come lo abbiamo trovato. Baxi, azienda che sta rivoluzionando gli impianti di riscaldamento, è una perfetta interprete di questo pensiero: le caldaie a idrogeno potrebbero alleggerire la spesa per il gas e ridurre al contempo l’impatto ambientale. In che modo l’impresa si differenzia? Il rispetto per l’ambiente non è solo una strategia, ma è un valore condiviso, all’interno e con la comunità. Intorno al concetto di circolarità si stanno prospettando molte opportunità di business: un aspetto rilevante è la servitizzazione, cioè il ribilanciamento del ruolo del servizio in relazione al prodotto, strettamente connessa alla sostenibilità, poiché consente di ottimizzare l’utilizzo delle risorse. Il modello as a service è sempre più protagonista nella progettazione di nuovi business: le potenzialità sono enormi e non del tutto esplorate. Dalla nostra inchiesta emerge come le aziende riconoscano che i modelli servitizzati sono alla base di processi sostenibili in quanto possono rispondere al paradigma delle ‘4R’: riduzione, riuso, riciclo e recupero. A questo punto è necessario fare un passo avanti e tradurre tutto ciò in valore economico. È il caso di Bianchi, un marchio con 130 anni di storia e protagonista di un’operazione di reshoring accompagnata dalla ricostruzione di uno stabilimento da inaugurare nei primi mesi del 2023. L’azienda ha concretizzato un progetto di reingegnerizzazione industriale snellendo i processi in ottica di lean production e il nuovo stabilimento è alimentato da fonti rinnovabili. La tecnologia supporta il lavoro dell’essere umano, perché nessuna bicicletta può essere montata in modo completamente automatizzato. Anche questa è sostenibilità e si realizzano valori.
L’editoriale è pubblicato sul numero di Dicembre 2022 di Sistemi&Impresa. Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)

Bianchi, civiltà, lean production, sostenibilità, tecnologia


Chiara Lupi

Chiara Lupi ha collaborato per un decennio con quotidiani e testate focalizzati sull’innovazione tecnologica e il governo digitale. Nel 2006 sceglie di diventare imprenditrice partecipando all’acquisizione della ESTE, casa editrice storica specializzata in edizioni dedicate all’organizzazione aziendale, che pubblica le riviste Sistemi&Impresa, Sviluppo&Organizzazione e Persone&Conoscenze. Dirige Sistemi&Impresa e pubblica dal 2008 su Persone&Conoscenze la rubrica che ha ispirato il libro uscito nel 2009 Dirigenti disperate e Ci vorrebbe una moglie pubblicato nel 2012.Le riflessioni sul lavoro femminile hanno trovato uno spazio digitale sul blog www.dirigentidisperate.it. Nel 2013 insieme con Gianfranco Rebora e Renato Boniardi ha pubblicato Leadership e organizzazione. Riflessioni tratte dalle esperienze di ‘altri’ manager.