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Ferrino, sfida i clienti con la co-creazione

Era appena stata completata l’unificazione d’Italia con l’annessione di Roma, quando Cesare Ferrino fondò l’azienda che ancora oggi porta il suo cognome. Era il 1870, Torino aveva da poco perso il ruolo di capitale e le strade della città erano caratterizzate da un grande fermento imprenditoriale. Una storia che affonda le radici nel passato del nostro Paese, quando ancora non si intravedevano i fantasmi delle due Guerre mondiali, i giovani erano a caccia di futuro e inseguivano grandi sfide.
Tenda Ferrino sul monte Cervino
“Cesare, il mio trisavolo, aveva già un negozio di vernici, all’inizio una bottega in via Nizza 107, nel cuore pulsante della Torino di fine Ottocento. Dal suo genio, nacque l’intuizione: sperimentò e brevettò una formula impermeabilizzante per i tessuti, che si rivelò ottima per le tende militari che, infatti, fino al Secondo Dopoguerra rappresentarono il business principale dell’azienda, assieme a vestiario e teloni”, racconta Anna Ferrino, oggi Amministratore Delegato di Ferrino, rievocando gli esordi dell’impresa di famiglia. Si delineavano così i primi tratti di un disegno più ambizioso. Ben presto, grazie alla geniale invenzione, Cesare iniziò a dedicarsi alla manifattura delle prime tende in dotazione a esploratori e alpinisti, specie all’inizio del Novecento, quando la conquista delle Alpi iniziava a costituire un fenomeno di estrema nicchia. In quegli stessi anni nascevano infatti i primi club alpini, promotori di una disciplina che si basa sul superamento delle difficoltà incontrate durante la salita di una montagna.
Anna Ferrino
Così il marchio Ferrino si associò fin dal principio alla passione capace di superare i limiti, dell’uomo e della natura stessa, orientata alla sfida e al miglioramento continuo. Un’azienda che, per stessa ammissione del suo Amministratore Delegato, vuole accompagnare lo spirito d’avventura dei suoi clienti e ambassador, assecondandone i sogni di viaggi e imprese, con progetti che garantiscano un’esperienza oudoor più sicura e confortevole. “Per oltrepassare i propri limiti e raggiungere nuove mete bisogna pensare in grande, ed è quello che facciamo ogni giorno da 150 anni”. Tanto che l’impresa nata in una bottega oggi fattura 16 milioni di euro e impiega 58 persone.

Confini di Ferrino in continuo movimento

Dalla vernice, alle tende militari, all’attrezzatura per l’alpinismo: uno spirito indomito quello di Cesare, che si è trasmesso di generazione in generazione. Alberto, suo bisnipote, negli anni del boom economico posiziona Ferrino come marchio leader nel campeggio, attività che diventa preponderante tra le abitudini di vacanza degli italiani in quel periodo. “Pian piano l’azienda cambiava fisionomia e, conseguentemente, modello di business, prima prevalentemente B2B e poi sempre più orientato al cliente finale”, spiega l’Amministratore Delegato.
Reinhold Messner
Nel 1971 entra in società, con Alberto Ferrino, Edoardo Rabajoli, la cui famiglia ancora oggi affianca la famiglia Ferrino nella gestione aziendale. A cavallo fra gli Anni 70 e 80, una ulteriore svolta: Reinhold Messner, il primo alpinista al mondo ad aver scalato tutte le 14 cime del Pianeta che superano gli 8mila metri sul livello del mare, strinse un accordo con Ferrino, che lo affiancò nelle esplorazioni più audaci, progettando con il suo ausilio tecnico nuovi modelli di tende, sempre più performanti e innovativi. “Ciò garantì a Ferrino un posizionamento molto più tecnico come marchio di alta quota”: attrezzatura outdoor a 360 gradi, che prevede, accanto alle tende, anche zaini e sacchi a pelo.
Le tende Ferrino
Ancora, il 2008 è stato segnato dall’acquisizione dello storico marchio Baldas, sinonimo di racchette da neve di qualità e viene portata in casa la produzione di ciaspole Made in Italy, a cui presto si è associato l’abbigliamento tecnico, “in modo da dialogare con il consumatore durante tutto il periodo dell’anno, in ogni stagione”. Inevitabilmente anche il rapporto con la distribuzione ha subito trasformazioni significative, ma la riorganizzazione dei canali non ha potuto scoraggiare il business. Ferrino dichiara infatti: “Realizziamo prodotti che appartengono al know how aziendale e familiare ormai da cinque generazioni. Oltre che nell’arte tessile, il segreto risiede nella scelta di materiali affidabili, sia in termini di performance sia di durevolezza”. La decisione invece di creare una linea di abbigliamento pensata per l’arrampicata e il boulder (l’arrampicata a corpo libero su massi naturali) risale al 2013: grazie alla collaborazione con il campione italiano di arrampicata sportiva Marzio Nardi è nato il marchio RockSlave, con i suoi prodotti dalla qualità eccellente e dal design fresco, che si rivolge soprattutto ai giovani.  
L’intervista completa è stata pubblicata sul numero di maggio-giugno di Sistemi&Impresa. Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)

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