Acqua Sant’Anna, il futuro del packaging è biodegradabile

Da sempre attenta alla sostenibilità e al costante investimento in tecnologia e innovazione, Acqua Sant’Anna considera l’ambiente un bene primario da salvaguardare. L’azienda cuneese ha adottato diversi accorgimenti green all’interno dei processi logistici e produttivi, dall’impiego di robot a guida laser elettrici anziché a gasolio per la gestione del magazzino, all’introduzione di particolari robot fasciatori che permettono un risparmio di plastica consistente negli imballi, dalla preferenza per la logistica su rotaia, al trasporto con camion ecologici di ultima generazione alimentati a biometano liquefatto (bio-Lng), fino all’uso del ghiaccio secco per la pulizia dello stabilimento, che consente un importante risparmio di acqua. Lo stabilimento di Vinadio, nel cuore delle Alpi Marittime, al confine tra il Piemonte e la Francia, si estende su 60mila metri quadri vantando un impianto produttivo all’avanguardia ed è stato recentemente ristrutturato secondo scelte architettoniche ecocompatibili con l’ambiente, principalmente in legno e pietra.

Acqua Sant’Anna conta un totale di 16 linee di imbottigliamento (13 per l’acqua e 3 per le bevande), tra i più grandi impianti produttivi al mondo, e il calore prodotto dai macchinari è canalizzato e utilizzato per il riscaldamento dello stabilimento e degli uffici. Inoltre, l’azienda ha avviato corsi di formazione per il personale volti a sensibilizzare i comportamenti per il rispetto dell’ambiente, il riciclo e scelte responsabili ecosostenibili.

Un progetto per abbandonare la plastica nel packaging

Acqua Sant’Anna prosegue la sua crescita diversificando la gamma prodotti e investendo in Ricerca e sviluppo e, tra i numerosi progetti, è degno di nota l’impegno da parte dell’azienda a eliminare la plastica dal packaging, concretizzatasi nel 2008 con la commercializzazione della Bio Bottle, una bottiglia biodegradabile e compostabile, se conferita negli appositi siti di compostaggio industriale. Bio Bottle è infatti prodotta con Acido poliattico (Pla) bio, un polimero vegetale ricavato dalla fermentazione degli zuccheri contenuti nelle piante, la cui produzione permette di ridurre del 60% le emissioni di Anidride carbonica: “Questa speciale bioplastica, che non contiene una sola goccia di petrolio o suoi derivati, se depositata negli appositi siti di compostaggio industriale torna in soli 80 giorni a far parte della natura, come attesta la conformità alla norma EN13432”, spiega Cristiana Genta, Marketing and Communication Director di Acqua Sant’Anna.

Il Pla scelto da Acqua Sant’Anna è quindi bio dall’origine del ciclo di vita del prodotto, perché deriva da una fonte naturale e rinnovabile, e bio alla fine, perché è compostabile, quindi conferibile nella raccolta dell’organico e negli appositi siti di compostaggio industriale. Il nuovo packaging permette di risparmiare oltre il 60% di energia nella fase di produzione delle preforme delle bottiglie (la fase di essiccazione del granulo), fino al 30% in fase di fusione e del 70% nel ciclo di raffreddamento delle preforme. “I numerosi test di laboratorio hanno dimostrato che questo materiale garantisce all’acqua una conservazione che preserva al meglio le caratteristiche organolettiche: il contenitore è assolutamente naturale e rispetta la naturalezza del contenuto”, prosegue Genta. E l’azienda continua a investire in ricerca e sviluppo su questo prodotto: “Produrre in Pla, anziché utilizzando le plastiche tradizionali, permette un risparmio di oltre il 50% di energie non rinnovabili e l’abbattimento del 70% dell’emissione di Anidride carbonica”, evidenzia la Marketing and Communication Director di Acqua Sant’Anna.

Questo progetto dimostra come una maggiore presa di coscienza in termini di sostenibilità e impatto ambientale sia avvalorata (e potenziata) dall’impiego di tecnologie innovative, a consapevolezza del fatto di come l’evoluzione green si muova di pari passo con l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Lo scenario futuro prevedrà che la manifattura sia sempre più impegnata a sviluppare strategie affinché il loro impatto sul mondo sia più sostenibile, e Acqua Sant’Anna ha avviato il percorso nel settore Food & Beverage.

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Martina Midolo

Classe 1996, Martina Midolo scrive di cultura d’impresa e si occupa di social media. Per FabbricaFuturo conduce il podcast Storie dell’Italia che produce.

FabbricaFuturo è il progetto di comunicazione rivolto a tutti gli attori del mercato manifatturiero (responsabili delle direzioni tecniche, imprenditori e direzione generale, responsabili organizzazione e HR) che ha l’obiettivo di mettere a confronto le idee, raccontare casi di eccellenza e proporre soluzioni concrete per l’azienda manifatturiera di domani.

Nasce nel 2012 dalla rivista Sistemi&Impresa come reazione alla crisi finanziaria del 2011. Negli anni il progetto è cresciuto significativamente, parallelamente alla definizione di politiche pubbliche in ambito industria 4.0 (Piano Calenda e successivi).
Oggi FabbricaFuturo affronta i temi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per offrire alle aziende gli strumenti per affrontare le sfide nella fabbrica di domani.

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