La decrescita felice di Calze Ileana, produzione diffusa e flessibile

Tags: calze ileana, controllo di filiera, organizzazione distrettuale

Luca Bondioli, Ileana Pinelli e Alda Bondioli

In mezzo al triangolo produttivo tra Brescia, Cremona e Mantova, sorge la sede di Calze Ileana: siamo a Carpenedolo al centro del distretto di Castel Goffredo da dove proviene circa il 70% della calzetteria italiana, il 60% di quella europea e il 30% di quella mondiale. L’azienda creata da Ileana Pinelli nei primi Anni 80 come ditta individuale è una di quelle realtà che contribuisce a incrementare questi numeri.

Ma con una particolarità. Se le imprese ‘leader’, durante la crisi che intorno agli Anni 90 ha colpito il settore, hanno delocalizzato e poi verticalizzato la produzione, Calze Ileana ha scelto una strategia competitiva differente: l’azienda controlla il prodotto di una rete di Piccole e medie imprese che si occupano di diverse fasi di produzione e si fa garante della qualità.

Una decisione assunta nel 2007, alla base di quella che si può considerare una ‘decrescita felice’ e che oggi vale circa 7 milioni di fatturato contro i quasi 15 di 10 anni fa. “Abbiamo scelto di ridurre la gamma di prodotti in private label per dare vita a un nostro marchio”, spiega Luca Bondioli, figlio di Ileana e CEO di 1177 (ElevenSeventySeven), lo spinoff di Calze Ileana che commercializza calze essenziali, tecniche e performanti per uomo, donna e bambino.

Al ‘sacrificio’ di una quota delle vendite, è corrisposta l’acquisizione di nuovi clienti che hanno permesso, grazie alla maggiore solidità finanziaria e allo specifico posizionamento sui mercati, uno sviluppo più qualificato, anche se non immediato.
Ma andiamo con ordine. Prima di arrivare all’attuale assetto con circa 20 addetti che diventano oltre 150 considerando l’intero ecosistema, infatti, Calze Ileana era un’azienda individuale che “confezionava calze”. A raccontarne la storia è la stessa fondatrice, che da sempre è la mente che crea i prodotti – oggi in questo è affiancata dalla figlia Alda Bondioli – e che, anticipando le richieste del mercato, ha saputo proporre le calze ideali per ogni cliente.

L’azienda capofila coordina e dirige la produzione

Negli Anni 90, Calze Ileana divenne parte del gruppo Real: la produzione avveniva attraverso gli stabilimenti del gruppo, ma questo assetto era “poco flessibile”. Non era infatti il mercato a dettare i tempi del lavoro, ma le macchine: un modello inconciliabile con le sfide di quella fase economica. Fino al 1995 il distretto di Castel Goffredo era il più importante per la produzione di calze a livello mondiale; poi è arrivata la concorrenza delle aziende orientali e il modello è andato in crisi, con la conseguente fuga all’estero di molti produttori italiani.

Per Calze Ileana il futuro ebbe in serbo un ‘ritorno al passato’, perché l’azienda tornò a legarsi alla figura di Pinelli che ha rilanciato l’organizzazione con una strategia diametralmente opposta ai competitor. Per reagire alla concorrenza, l’impresa ha scelto di puntare su nuovi prodotti, un vasto assortimento di colori e modelli, più fantasie con stampe e disegni sempre nuovi e di tendenza, e soprattutto fatti da tessuti innovativi.

Gestire una produzione simile, però, non sarebbe stato semplice se Calze Ileana avesse dovuto gestire tutto il processo: ecco allora la decisione di puntare su uno schema produttivo tipico dell’organizzazione distrettuale in cui l’azienda capofila coordina e dirige la produzione di altre imprese di ridotte dimensioni. Il risultato? “Una produzione snella e flessibile in grado di reagire alle richieste di mercato, offrendo volumi elevati e alti standard qualitativi”.

Come funziona il processo di produzione? Calze Ileana controlla l’intera filiera: all’ingegno e all’intuizione di Pinelli e figlia il compito di creare e sviluppare i nuovi prodotti (anche in collaborazione con i fornitori e con i clienti in ottica di co-progettazione) che sono poi i calzifici, le tintorie e i laboratori del territorio a creare; a questo punto la creazione torna in sede per ottenere il via libera alla produzione completa.

In questi processi, i vari player che compongono la filiera non possono essere definiti dei semplici fornitori, quanto dei veri e propri partner: “Con loro si decidono gli investimenti sulle macchine, perché si possono considerare un’estensione della nostra azienda”, dice Pinelli. Infatti Calze Ileana riveste anche il ruolo di ‘consulente’ per il suo ecosistema.

Per esempio, per produrre una particolare calza destinata al mercato della Svezia riservata al pubblico curvy era necessario dotarsi di un macchinario apposito e lo stimolo per i calzifici del territorio è arrivato proprio da Calze Ileana, capace di leggere e interpretare i trend del mercato.

L’intervista completa è stata pubblicato sul numero di Aprile 2018 Sistemi&Impresa.
Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)

Dario Colombo

Dario Colombo, laureato in Scienze della Comunicazione e Sociologia presso l’Università degli Studi di Milano, è caporedattore della casa editrice Este. Giornalista professionista, ha maturato esperienze lavorative all’ufficio centrale del quotidiano online Lettera43.it dove si è occupato di Economia e Politica, e nell’ufficio stampa del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

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