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Percorsi concreti di Industria 4.0: la digitalizzazione di Fluid-o-Tech

Corsico, hinterland di Milano. Siamo al confine Sud Ovest con la metropoli, in quella fascia non più città, ma non ancora campagna. È qui, a due passi da una delle principali arterie di scorrimento del traffico in entrata e uscita da Milano, che ha sede Fluid-o-Tech, azienda leader di mercato per qualità e innovazione nella progettazione e produzione di pompe volumetriche e sistemi per la gestione dei fluidi per il settore Foodservice, Medicale, Industriale, Automotive e non solo, che valgono più di 80 milioni di fatturato (dato 2017), di cui l’80% maturato grazie all’export: oltre che in Italia, l’azienda ha una presenza diretta nel Regno Unito, Usa, Cina e Giappone; ha una rete con più di 120 distributori e garantisce una copertura di oltre 50 Paesi nel mondo. Ad accoglierci oltre l’ingresso di Fluid-o-Tech c’è Ivan Basso, ICT Manager, che da tempo si occupa della Digital transformation dell’azienda per condurla verso l’Industria 4.0 (a questo link l’intervista a Basso svolta a Brescia in occasione della prima tappa del roadshow sui percorsi concreti di digitalizzazione). Che ci troviamo di fronte a una realtà straordinariamente innovativa, lo si capisce già dagli spazi in cui Basso ci fa accomodare per illustrare gli step che Fluid-o-Tech ha impostato per digitalizzarsi: in una sala si intravede la Spark Board, il dispositivo all-in-one per la team collaboration di Cisco che, neppure a dirlo, è utilizzata da alcuni colleghi del Responsabile IT, intenti a condividere progetti e idee con altre persone attraverso lo schermo del dispositivo; poi c’è la stanza dedicata al training, una vera e propria aula destinata a “qualsiasi tipo di formazione”, soprattutto “per diffondere l’uso della lingua inglese e tedesca, e dare un miglior servizio ai nostri clienti”, precisa Basso. Poi c’è tutta la produzione: apparentemente di stampo tradizionale, ma in realtà intrisa di soluzioni innovative. D’altra parte l’innovazione in Fluid-o-Tech è partita dal vertice aziendale. Diego Andreis, attuale Managing Director e figlio di Vittorio – quest’ultimo è il fondatore dell’azienda nata nel 1976 grazie al know how di famiglia promosso da Franco Andreis che nel 1948 aveva lanciato la Andreis Srl per la lavorazione di alta precisione per l’industria aeronautica, automobilistica, informatica e tessile – che gestisce l’azienda insieme con il fratello Francesco, nel ruolo di Vice Presidente Sales&Marketing e che di recente ha raccontato: “Agli inizi degli Anni 70 mio padre, in serata, inviava i dati negli Usa tramite via telefonica per riceverli elaborati il giorno seguente con la pianificazione dei fabbisogni dei materiali grazie a un software a quel tempo pionieristico […] Questa propensione alla sperimentazione ha quindi radici profonde ed è un percorso in questo senso principalmente culturale prima che tecnico. Fa parte del nostro Dna”. È proprio partendo da questo modello culturale che Fluid-o-Tech è al momento tra i principali interpreti del 4.0: dal 2014, infatti, l’azienda ha un progetto di fabbrica digitale che combina l’IT con l’infrastruttura, elementi fisici connessi dentro e fuori l’azienda e nuove competenze. Ed è questo il progetto che siamo andati a scoprire nella nostra visita nello stabilimento di Corsico. L’articolo completo è pubblicato sul numero di Gennaio-Febbraio 2018 di Sistemi&Impresa. È possibile acquistare la versione .pdf scrivendo a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400).

Dario Colombo

Dario Colombo, laureato in Scienze della Comunicazione e Sociologia presso l’Università degli Studi di Milano, è caporedattore della casa editrice Este. Giornalista professionista, ha maturato esperienze lavorative all’ufficio centrale del quotidiano online Lettera43.it dove si è occupato di Economia e Politica, e nell’ufficio stampa del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.