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Industria 4.0, Dallara e Marcegaglia: due percorsi concreti di digitalizzazione

Dopo la tappa di Brescia del 9 novembre 2017, il Roadshow Industria 4.0: casi e percorsi concreti per creare la tua impresa digitale, promosso da Cisco e dalla casa editrice ESTE in collaborazione con Warrant Group, è sbarcato a Bologna il 22 novembre 2017 per raccontare le esperienze di aziende che hanno già intrapreso progetti di digitalizzazione. Prossimo appuntamento a Firenze, il 12 dicembre 2017 (tra le testimonianze, quella di La Marzocco). Nel capoluogo emiliano si sono raccontate Dallara e Marcegaglia, due aziende che grazie a Cisco hanno impostato da tempo percorsi 4.0.

Alessandro Berzolla di Dallara
Dallara, azienda che produce auto da competizione (e da poco tempo anche vetture da strada con il primo modello presentato a metà novembre 2017), ha svelato – grazie all’intervento di Alessandro Berzolla, Chief Operations Officer – di aver “cambiato pelle per diventare 4.0”, puntando, oltre che sulle tecnologie, sulla “cultura dell’errore” da cui “nasce l’innovazione”. “L’Industria 4.0 è una questione culturale”, ha spiegato Berzolla nel suo intervento, durante il quale ha raccontato come Dallara ha utilizzato la tecnologia per il tracciamento delle materie prime e dei manufatti seguendo l’esempio delle aziende del food, da sempre attente alla cura della filiera. A rendere possibile la trasformazione in Impresa 4.0, il manager ha anche evidenziato il “valore delle persone“, spiegando che “la crescita è possibile solo se la conoscenza è condivisa”: un concetto che in Dallara è declinato con la Learning Organization. Per gestire le numerose innovazioni dell’azienda, tra i principali player della MotorValley ed eccellenza italiana conosciuta in tutto il mondo, Berzolla ha sottolineato come sia necessaria “una visione strategica” che possa guidare la digital roadmap.

Anche Marcegaglia – il cui caso è stato raccontato da Livio Bonatti, Information Technology Network Infrastructure Manager – ha raccontato i progetti di localizzazione dei suoi prodotti (barre d’acciaio) grazie alla collaborazione con Cisco. “Abbiamo trasformato gli oggetti in smart product perché sono in grado di dialogare per merito della tecnologia”, ha spiegato Bonatti.

A rendere possibile il progetto è ovviamente l’infrastruttura che, ha ammesso il manager, deve essere presidiata, soprattutto per tutelarsi da possibili cyberattacchi. “Il percorso di sicurezza che abbiamo impostato è durato 10 anni”, ha detto Bonatti. Un tempo che può apparire lungo, ma che in realtà non deve spaventare, perché come nel caso di una digital roadmap è necessario impostare un percorso che parta dalla digitalizzazione di una ‘parte’ dell’azienda e poi da lì possa proseguire con l’obiettivo di trasformare tutta l’organizzazione.
Da sinistra: Beriotto di Warrant Group, Padula dell’Università di Bologna, Alessandro Berzolla di Dallara, Bonatti di Marcegaglia e Masi di Cisco
Matteo Masi di Cisco
La tappa di Brescia ha quindi evidenziato come sia sempre più urgente che le aziende – dopo aver fatto propri i concetti del 4.0 (la digitalizzazione è ormai un tema di patrimonio comune grazie al lavoro svolto da media e player di mercato nella diffusione di contenuti) – intraprendano percorsi di Digital transformation: il Piano Calenda, recentemente entrato nella fase 2 che ha introdotto il concetto di Impresa 4.0 perché la digitalizzazione non debba essere un tema limitato alla produzione né riservato al manifatturiero, è l’ultimo appello per le organizzazioni italiane per rilanciarsi e per rispondere alla concorrenza estera. Serve tuttavia trovare la “via italiana all’Industria 4.0”: un esempio concreto è quello proposto da Cisco, la cui digital roadmap consente di aggiornarsi trovando gli ambiti più idonei alla propria realtà da digitalizzare. Fare innovazione vuol però dire investire tempo, persone e soprattutto risorse: su questi aspetti il partner di riferimento è Warrant Group, da sempre in prima linea nel supportare le imprese sia sui temi di ammortamenti promossi dal Piano Calenda sia sulle altre agevolazioni che varie istituzioni (tra cui l’Unione europea) mettono a disposizione delle aziende.

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Dario Colombo

Dario Colombo, laureato in Scienze della Comunicazione e Sociologia presso l’Università degli Studi di Milano, è caporedattore della casa editrice Este. Giornalista professionista, ha maturato esperienze lavorative all’ufficio centrale del quotidiano online Lettera43.it dove si è occupato di Economia e Politica, e nell’ufficio stampa del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.