L’incrocio tra PaaS e open source apre nuove prospettive per i servizi cloud
Un’architettura semplice, flessibile, scalabile
Per far fronte a questo scenario, serve poter contare su un’affidabile architettura ibrida o multi-cloud che garantisca semplicità, flessibilità e scalabilità. “L’open source, a cui la community degli sviluppatori contribuisce enormemente, può rappresentare un’opzione valida per integrare le più moderne tecnologie – data streaming, data science, Machine learning e gestione delle interfaccia di programmazione delle applicazioni (Api) – garantendo al contempo facilità di accesso e utilizzo su tutte le piattaforme cloud”, spiega Falcone. A confermarlo sono i dati dell’International data corporation (Idc), da cui emerge che circa il 58% delle imprese che ha adottato o ha intenzione di adottare un software open source ritiene che, in questo modo, sia possibile aumentare la produttività dei propri sviluppatori e accelerare le fasi di test e prototipizzazione di nuove applicazioni. Tuttavia, non si tratta di un passaggio immediato e scontato, perché, come sostiene il manager, si potrebbero incontrare resistenze nella sua introduzione all’interno dei processi produttivi dovute, per esempio, a scarsa scalabilità, flessibilità e tolleranza agli errori. A ogni modo, come precisa Falcone, “assicurarsi che le tecnologie open source siano allineate a standard di affidabilità e produttività di livello enterprise è fondamentale per dare agli sviluppatori il potere di mettere a punto software innovativi che incrociano le esigenze di business, migliorando la competitività sul mercato, la gestione operativa e l’acquisizione di profitto”. Per superare questi ostacoli, le soluzioni Platform-as-a-service (PaaS) rappresentano un’opportunità concreta: fornendo un’infrastruttura coerente, consentono di far funzionare le applicazioni velocemente e in modo sicuro e affidabile. Aggiunge Falcone: “Hanno anche un grande punto di forza che sarà imprescindibile nel futuro dei servizi cloud: l’abilità di estrarre le integrazioni e renderle una parte già pronta dell’infrastruttura”. In questo modo, le organizzazioni possono ridurre gli investimenti legati sia all’adozione sia al mantenimento delle infrastrutture, grazie proprio al vantaggio di avere soluzioni cloud gestite sotto forma di servizio. Dunque, come conclude Falcone, un’azienda che si affida a soluzioni open source fornite tramite PaaS acquisisce già in partenza la scalabilità, resilienza e tolleranza agli errori necessaria a fare in modo che gli sviluppatori non debbano più preoccuparsi della gestione dei rischi per l’infrastruttura, dedicandosi piuttosto alla creazione di applicazioni a valore aggiunto.
Laureata magistrale in Comunicazione, Informazione, editoria, classe di laurea in Informazione e sistemi editoriali, Federica Biffi ha seguito corsi di storytelling, scrittura, narrazione. Si occupa prevalentemente di tematiche riguardanti la sostenibilità, l’innovazione tecnologica, l’uguaglianza, l’inclusione, anche in ambito digital e social, contribuendo a divulgare contenuti per giornali e siti web. Appassionata di cinema, ha lavorato nell’ambito della comunicazione e collabora con la casa editrice ESTE in qualità di redattrice.
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