Skip to main content

Stevanato Group, un nuovo modo di fare IT

Dalla “Soffieria Stella”, laboratorio artigianale veneziano specializzato nella produzione di flaconi in vetro, nato negli Anni 40, Stevanato Group ne ha fatta di strada. Oggi è una realtà internazionale, specializzata “in prodotti, processi e soluzioni per l’industria farmaceutica”, con un fatturato di 456,1 milioni di euro (dato 2016), e più di 3mila dipendenti. Uno dei motivi che contribuisce alla crescita del Gruppo, con sede centrale a Piombino Dese, in provincia di Padova, è l’investimento nel settore IT. Già 10 anni fa, infatti, è stata avviata l’implementazione di una piattaforma in grado di sostenere il processo di espansione del Gruppo, come spiega Nicola Gianese, IDigital Director di Stevanato Group (in foto): “Sapevamo che l’azienda fosse una realtà in costante crescita nel segno dell’internazionalizzazione, tramite la costruzione di nuovi stabilimenti e acquisizioni, per questo avevamo bisogno di uno strumento che fosse efficiente, ma anche flessibile, affinché ci garantisse, prima di tutto, di fare ‘networking geografico’. Abbiamo portato avanti investimenti importanti su tecnologie avanzate”. Gianese è a capo del gruppo IT, formato da circa una decina di persone, che si occupa della trasformazione digitale in azienda: “La nostra piattaforma è un sistema integrato, tramite il quale controlliamo sia i prodotti sia i processi”.

L’innovazione tecnologica per assicurare gli standard qualitativi

Fin dalle origini, infatti, Stevanato Group, che ha una presenza globale in nove Paesi, “ha sviluppato internamente la tecnologia e i macchinari necessari ad assicurare i più alti standard qualitativi e di innovazione lungo tutto il processo produttivo”. Il Gruppo è composto da due divisioni operative: ‘Pharmaceutical Systems’, “specializzata in contenitori in vetro a uso farmaceutico, da siringhe e tubofiale a flaconi e fiale, sia in formato pronto all’uso che in formato non sterile e in soluzioni in plastica di alta qualità e precisione per applicazioni su dispositivi diagnostici, farmaceutici e medici”, ed ‘Engineering Systems’, “specializzata nella tecnologia di formatura del vetro, sistemi di ispezione visiva, sistemi di assemblaggio, packaging e soluzioni per la serializzazione per l’industria farmaceutica”. Grazie alle sinergie interne “le due divisioni operano in modo da assicurare a Stevanato Group il più completo controllo dell’intero processo di produzione, dall’acquisto delle migliori materie prime fino al servizio post-vendita fornito al cliente”.

La digitalizzazione dei processi interni

La mission della struttura IDigital di Stevanato Group è “la realizzazione di sistemi e soluzioni tecnologiche avanzate per sostenere lo sviluppo delle esigenze operative e di analisi dell’azienda”: “Per essere più efficienti abbiamo deciso di condividere il controllo della piattaforma con i nostri partner, in modo da poter concentrare le energie interne sulla progettazione”. All’interno di IDigital convivono due “strutture” in modo da poter rispondere a ogni tipo di esigenza, come spiega Gianese: “Una divisione si occupa delle soluzioni rivolte a soddisfare i bisogni dei nostri clienti e dei partner. Abbiamo realizzato per questo un sistema che si chiama ‘Synergy’ perché vogliamo creare valore dalle sinergie interne al Gruppo. L’altra divisione si occupa dell’ideazione di ‘innovative solution’, soluzioni legate alla trasformazione digitale. Vogliamo che la nostra azienda sia un’Industria 4.0, non solo dal punto di vista della produzione, ma anche dei processi interni. Definiamo Stevanato Group una ‘web company’ perché pensiamo che sia importante che ogni filiale nel mondo sia in sinergia con la casa madre anche dal punto di vista digitale”. La divisione IDigital è impegnata in numerosi progetti allo scopo di trasformare Stevanato Group in una ‘fabbrica intelligente’: “Non ci vogliamo fermare alla Business intelligence, ma vogliamo che  il nostro sistema sia in grado di fornire informazioni in modo tale che i nostri colleghi possano agire in maniera ‘proattiva’ ed essere, quindi, più efficienti. Puntiamo a rendere più rapida ed efficace la raccolta, lo scambio e l’elaborazione dei dati e delle informazioni”. L’evoluzione dei processi in chiave digital, comporta quindi uno sviluppo del ruolo dell’Information Technology: “IDigital si sta evolvendo nelle competenze e nelle metodologie, ossia puntiamo su un nuovo modo di fare IT, non più un approccio ‘tradizionale’ che consisteva nella risoluzione di problemi tecnici legati al funzionamento della piattaforma, per rispondere al meglio alle esigenze legate alla trasformazione digitale e alla crescita rapida del Gruppo”.

Dalla dimensione ‘local’ alla dimensione ‘global’

L’azienda è un’eccellenza italiana nel mondo e, pur avendo la matrice di impresa familiare, ha affiancato nella gestione operativa “le competenze trasversali di una struttura manageriale articolata e competente di matrice internazionale per garantire la continuità nella crescita organica”. Inoltre, Stevanato Group si è dotato di una corporate governance: “Oggi il board del Gruppo è composto da otto consiglieri d’amministrazione, cinque dei quali indipendenti”. Da alcuni mesi l’azienda padovana porta avanti il progetto “Digital Gateway” che coinvolge diversi partner, come racconta Gianese: “Perché la trasformazione digitale non resti solo qualcosa di aleatorio, ma possa portare realmente vantaggi all’azienda stiamo lavorando molto sull’innovazione dei processi. Per farlo abbiamo coinvolto i nostri partner commerciali e abbiamo collaborato con l’Università per creare soluzioni innovative, ma soprattutto spendibili”.

La storia di Stevanato Group

La storia del Gruppo inizia alla fine degli Anni 40 quando il Cavalier Giovanni Stevanato decide di aprire a Venezia il primo laboratorio artigianale “Soffieria Stella”, specializzato nella produzione di flaconi in vetro. La forte tradizione veneta nella lavorazione del vetro permette alla piccola realtà di affermarsi e di sviluppare le proprie produzioni, tanto che nel 1949 viene creata la società Ompi, attualmente Nuova Ompi. L’azienda – che oggi opera nel segmento Pharmaceutical Systems di Stevanato Group – implementa rapidamente le sue lavorazioni, rendendo necessario l’ampliamento e il trasferimento del proprio laboratorio a Piombino Dese, in provincia di Padova. Nel 1971 viene costituita una seconda società, Spami, dedicata alla progettazione e costruzione di macchine per la lavorazione del tubovetro. Grazie alle sinergie con Nuova Ompi, in pochi anni Spami si afferma come leader nel suo segmento di mercato e le due realtà danno vita a Stevanato Group. Negli anni successivi il Gruppo continua il percorso di crescita, affermandosi come eccellenza nel proprio settore e implementando la gamma dei prodotti. Nel 1993 il Gruppo acquisisce Alfamatic (ora fusa in Nuova Ompi), azienda di Latina specializzata nella produzione di fiale e tubofiale in vetro, produzione che verrà ulteriormente sviluppata. Negli anni 2000 l’azienda comincia un processo di internazionalizzazione, tramite acquisizione e costruzione di stabilimenti ‘greenfield’: la prima è Medical Glass, azienda specializzata nella produzione di fiale e flaconi con sede a Bratislava, in Slovacchia. Nel 2005 acquisisce l’azienda Optrel, e a questa segue, nel 2008, l’apertura di un nuovo impianto produttivo, Ompi North America, a Monterrey in Messico. Poi l’apertura della sede commerciale in Cina e uno stabilimento produttivo nell’area di Shanghai. All’elenco si aggiungo due società danesi e un nuovo stabilimento produttivo a Sete Lagoas, in Brasile. Fino ad arrivare all’acquisizione delle attività operative del gruppo tedesco Balda, che offre soluzioni in plastica di alta qualità, precisione e sicurezza e nel segmento healthcare è attivo nelle applicazioni della diagnostica, della farmaceutica e dei dispositivi medici.

digitalizzazione, IDigital, industria 4.0, Stevanato Group


Elisabetta de Luca

Elisabetta de Luca, laureata in Lettere moderne all'Università "Federico II" di Napoli. Ha frequentato la scuola di Giornalismo di Napoli. Giornalista professionista. Collaboratrice e blogger per L’Huffington Post. Ha lavorato per testate cartacee e online, per la Rai e per Sky.