L’equilibrio dell’impresa

Tags: hybrid jobs, industria 4.0, smart manufacturing, smart product, tecnologie manufacturing

L’innovazione del manifatturiero passa per una sfida organizzativa: intelligenza artificiale, Internet of Things, robotica e nuovi canali di dialogo tra l’azienda e i clienti impongono una riflessione all’interno della quale la tecnologia non è che una componente. Peraltro, come abbiamo rimarcato durante l’incontro Fabbrica Futuro di Mogliano Veneto dell’8 giugno 2017 le tecnologie, di per sé, non sono la novità.

L’innovazione è rappresentata dell’utilizzo che se ne fa in fabbrica per concretizzare la strategia competitiva. Il cambiamento va compreso: mentre le tecnologie prima si utilizzavano per rendere più efficienti i processi ora si applicano al prodotto, che diventa intelligente e quindi tracciabile, identificabile. Il prodotto diventa un veicolo di informazioni, che vanno analizzate, se si vogliono trasformare in opportunità di business.

Per concretizzare tutto questo è necessario lavorare alla ‘testa’ delle persone, che dovranno collaborare con i robot, impostare su altre basi la loro relazione con i clienti, che diventano i destinatari di una produzione sempre più personalizzata. Da qui il passaggio da ‘manodopera’ a ‘menti-d’opera’ non è semplice. Un percorso evolutivo che richiede formazione, sviluppo di specifiche abilità, ma anche capacità di lavoro collaborativo.

Il 2016 è stato l’anno degli Hybrid Jobs. Di cosa stiamo parlando? Di competenze tecniche, gestionali, professionali che si devono combinare con competenze digitali e abilità di comunicazione, modalità di lavoro collaborative, capacità di interagire all’interno di ambienti di lavoro dinamici e meno gerarchici. Sono queste le competenze che servono nella fabbrica del futuro per far sì che le tecnologie contribuiscano a creare opportunità.

Il risparmio dei costi si gioca ora non solo sulla linea di produzione, ma anche nella velocità di analisi dei dati ‘macinati’ dal sistema produttivo. L’interconnessione tra i sistemi è un valore se si hanno le competenze per estrarre le conoscenze che produrranno business. Se la produzione in serie è un retaggio del passato, la gestione della personalizzazione è la sfida non del futuro, ma dei giorni nostri. Bene attrezzarsi dunque.

Analisi e utilizzo dei dati, interazione uomo-macchina, produzione on demand: ecco i fondamenti della quarta rivoluzione industriale. La partita si gioca nell’interpretazione dei dati: essere in grado di ‘leggerli’ per migliorare i prodotti e offrire nuovi servizi è la vera sfida. E le nostre aziende, come si pongono di fronte a questi temi?

Tra le storie che raccontiamo nel numero di Giugno 2017 di Sistemi&ImpresaStevanato Group ha puntato su una piattaforma IT per supportare un processo di crescita. La trasformazione digitale deve portare vantaggi, ma serve una regia forte. Occorrono anche strumenti per gestire in modo efficace il dialogo con i clienti, e questa è la strada intrapresa in FAAC: nell’era digitale approfondirne la conoscenza per offrire servizi personalizzati è essenziale.

Si tratta di realtà solide, che sembrano aver già imparato la lezione sulla crescita sostenibile. Mantenere in equilibrio profitto, pianeta e persone è l’unico modo che le nostre aziende hanno per garantirsi un futuro. Ce l’ha raccontato Alberto Bubbio e ne abbiamo parlato il 27 giugno 2017 a Finanza&Impresa, l’incontro dedicato al ruolo della finanza per lo sviluppo, sano, dell’impresa.

Chiara Lupi

Chiara Lupi ha collaborato per un decennio con quotidiani e testate focalizzati sull’innovazione tecnologica e il governo digitale. Nel 2006 sceglie di diventare imprenditrice partecipando all’acquisizione della ESTE, casa editrice storica specializzata in edizioni dedicate all’organizzazione aziendale, che pubblica le riviste Sistemi&Impresa, Sviluppo&Organizzazione e Persone&Conoscenze. Dirige Sistemi&Impresa e pubblica dal 2008 su Persone&Conoscenze la rubrica che ha ispirato il libro uscito nel 2009 Dirigenti disperate e Ci vorrebbe una moglie pubblicato nel 2012.Le riflessioni sul lavoro femminile hanno trovato uno spazio digitale sul blog www.dirigentidisperate.it. Nel 2013 insieme con Gianfranco Rebora e Renato Boniardi ha pubblicato Leadership e organizzazione. Riflessioni tratte dalle esperienze di ‘altri’ manager.

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